UNIVAQ: AL VIA MERCOLEDI' CULTURALI ALL'OSTERIA PANTASIMA

Pubblicazione: 16 gennaio 2018 alle ore 17:21

L'AQUILA - Un nuovo progetto dell'Università degli Studi dell'Aquila per divulgare il sapere e i risultati della ricerca, attraverso momenti di riflessione, questo lo scopo dei mercoledì culturali, che prenderanno il via all'Aquila, da domani, mercoledì 17, presso l'osteria Pantasima, in via Garibaldi 55.

A partire dalla formula del caffè culturale, si illustreranno in forma divulgativa questioni, opere e idee legate alla ricerca universitaria; inoltre si racconteranno recenti eventi, scoperte, premi internazionali nei vari settori della cultura umanistica, scientifica e tecnologica.

L’auspicio è di mettere al centro la cultura e la sua produzione in un linguaggio semplice ma non semplicistico, in un’atmosfera conviviale.

La sesta stagione dei mercoledì della cultura, nell’inverno 2018, si aprirà il 17 con l'intervento di Maurizio Biondi, zoologo dell'Università dell’Aquila, su fauna e ambiente nell’Appennino centrale.

L’orso marsicano, il camoscio d’Abruzzo, il fringuello alpino, la vipera dell’orsini, sono solo alcune, le più conosciute, tra le emergenze faunistiche presenti nell’Appennino centrale. Ma qual è la loro storia? Biondi proverà a rispondere a queste domande raccontando un viaggio virtuale nel tempo sulle trasformazioni passate, presenti e future, della fauna centroappenninica attraverso le glaciazioni, l’impatto antropico ed il global warming 

Il 21 febbraio sarà la volta di Michele Marchese, chirurgo endoscopista all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, che parlerà del nuovo modo di interagire tra medico e paziente nell'era di internet.

Tra dottor Google e autodiagnosi, fake news e medicina difensiva, webautonomy e cyberchondria, NewsGroup e Telemedicina, si propone una guida semiseria al rapporto medico-paziente all’inizio del terzo millennio.

Il 14 marzo è previsto invece l'intervento di Luigi Gaffuri, docente di Geografia umana all'Università dell’Aquila, sul senso che oggi viene dato al tema dell’immigrazione.

La sequenza di sbarchi e morti nel Mediterraneo, con lo spazio che tutti i media le riservano, fa dimenticare i cinque milioni di migranti regolari in Italia che quotidianamente svolgono il loro lavoro conducendo una vita normale.

Chi si preoccupa più di restituire un’immagine di normalità alla presenza straniera nel nostro paese? Perché si continua a parlarne in termini di emergenza, come se fosse un fatto straordinario e imprevisto? Gaffuri,durante l'incontro, cercherà di dare una risposta a queste domande.



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