UNIVAQ: CASO NUMERO CHIUSO,
RETTRICE ''NON TEMO DENUNCE
E I TEST SONO INDISPENSABILI''

Pubblicazione: 07 settembre 2017 alle ore 20:07

Paola Inverardi
di

L'AQUILA - "Non temo assolutamente la minaccia dell'Udu di procedere per vie legali qualora non vengano tolti i test di ammissione a numero programmato. L'Università dell’Aquila non può farsi carico di una problematica nazionale e sospenderli, senza contare che non siamo assolutamente attrezzati per un eventuale flusso superiore al numero degli iscritti attuale".

Questa la risposta della rettrice dell’Ateneo aquilano, Paola Inverardi, alla richiesta di sospensione avanzata dall'Udu (Unione degli universitari), tramite il loro legale Michele Bonetti, di sospendere a seguito di una sentenza positiva del Tar Lazio, l'accesso a numero chiuso per i corsi di Biologia, Biotecnologie, Psicologia e Scienze motorie.

Richiesta ribadita nella giornata di ieri, durante un incontro con la stampa, nella sede aquilana dell'Unione degli universitari di via Vittorio Veneto 6.

"Abbiamo introdotto questi test rispettando tutte le condizioni di legge - ribadisce la Inverardi ad AbruzzoWeb - Sono test valutativi, non riesco a capire su che basi mi si chieda di sospenderli. Funziona così in tutta Italia e non c’è stata una sentenza a riguardo, ma eventualmente si tratta di un'ordinanza cautelare sospensiva".

Secondo la rettrice, non basta togliere i test per creare un movimento di attrattività intorno al polo aquilano, "togliendo i test in tutta Italia, perché gli studenti dovrebbero muoversi dalla propria città affrontando altre spese?".

"Piuttosto bisognerà puntare a migliorare l’offerta per il post laurea, con dei corsi ad hoc, o delle specializzazioni mirate a far venire studenti da fuori - aggiunge - Attualmente, anche volendo aprirci a tutti,  non siamo attrezzati a livello di laboratori o aule informatiche e ancora di più per motivi di sicurezza e carico delle strutture".

I rappresentanti dell'Udu, dati alla mano, parlano di un crollo di iscritti negli ultimi anni. "Non è un dato reale - ribatte la rettrice - sono venuti qui per fare il test solo quelli veramente intenzionati a proseguire gli studi all'Aquila e non, come in passato, quando questa città era una seconda scelta. dopo non aver passato le selezioni in altri Atenei".

E per quanto riguarda i costi, sostenuti per accedere al test, su cui ieri ribatteva il legale dell'Udu Bonetti, "i costi sono in linea con tutta Italia. Siamo agganciati con un consorzio che li prepara, e inoltre una volta fatto è spendibile in qualunque altra università italiana", assicura.

"Trovo che sia assolutamente sorprendente continuare con questa enfasi - conclude - Sembriamo quasi un caso speciale quando funziona così ovunque, sono d'accordo sul fatto che sia un problema nazionale, ma il nostro Ateneo, non può fare diversamente dagli altri".



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