UNIVAQ: GUERRA UDU VS RETTRICE, ''RISCHIO
DI RIDUZIONE DEGLI APPELLI'', ''NON E' VERO''

Pubblicazione: 12 dicembre 2016 alle ore 20:06

Paola Inverardi

L’AQUILA - Guerra in seno all’Ateneo dell’Aquila tra l’Udu (Unione degli universitari) e la rettrice, Paola Inverardi, contro le modifiche allo Statuto d’Ateneo che saranno votate domani mattina che, secondo gli studenti, ridurrebbero gli spazi di libertà e potrebbero perfino portare a una riduzione degli appelli d’esame da 7 a 4.

“Sono bugiardi come serpi, sono pessimi”, commenta aspramente la Inverardi ad AbruzzoWeb.

Per domani è annunciata comunque una mobilitazione degli studenti inferociti, molti dei quali si dicono pronti a lasciare l’Ateneo.

Nel merito delle modifiche allo Statuto, per l’Udu “se verranno approvate, il Consiglio studentesco perderà il parere vincolante su tre elementi che toccano la componente studentesca in maniera diretta: Carta dei diritti degli studenti, Regolamento elettorale delle rappresentanze studentesche, garante degli studenti”.

La rettrice, dalla sua, fa notare che “nella situazione attuale, un organo consultivo ha diritto di veto sull’organo decisionale: mi sembra eccentrico e anomalo”.

Ammettendo la “riduzione di potere degli studenti”, la Inverardi spiega che “comunque abbiamo previsto forme di compensazione”.

LA NOTA DELL’UDU: “SIT IN DI PROTESTA”

Nelle scorse settimane la nostra associazione ha promosso la campagna “Conoscila e Difendila” di sensibilizzazione sulla Carta dei Diritti degli studenti durante la quale abbiamo promosso, all’interno dell’Ateneo aquilano, dei momenti di confronto e di discussione sul tema delle modifiche di Statuto che sono state proposte dalla Rettrice e dal Senato Accademico, e che saranno votate in via definitiva nella prossima seduta dell’organo che si terrà martedì 13 dicembre a partire dalle 9, presso gli uffici del rettorato in via Giovanni Di Vincenzo 19.

Con alcune delle nuove modifiche, se verranno approvate, il Consiglio Studentesco perderà il parere vincolante su tre elementi che toccano la componente studentesca in maniera diretta e che non tendono ad ostacolare le normali attività dell’Ateneo , come invece è stato detto da chi ha proposto suddette modifiche: Carta dei Diritti degli studenti; Regolamento elettorale delle Rappresentanze studentesche; Garante degli studenti.

Questo significa che il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, organi in cui i rappresentanti degli studenti costituiscono una sparuta minoranza, saranno legittimati a prendere qualsiasi tipo di decisione, rischiando, di fatto, di adottare misure a scapito di noi studenti , senza che esista più un sistema di garanzia e di tutela dei diritti degli studenti stessi.

Nella realtà dei fatti , quindi, lo “studente” sarà sempre più marginalizzato, indebolito e isolato rispetto alle discussioni e alle decisioni di questo Ateneo. Abbiamo spiegato tutto questo ai nostri amici, conoscenti e colleghi in tutti i poli universitari durante le assemblee studentesche. Tutti insieme abbiamo portato avanti, con idee e spunti collettivi, la campagna con diverse iniziative.

La prima iniziativa è stata una petizione in cui si chiede il ritiro delle modifiche di statuto inerenti il Consiglio Studentesco, in particolare quelli riguardanti la “Carta dei Diritti degli Studenti” e il “Regolamento Elettorale delle Rappresentanze Studentesche”; questa petizione, in pochissimi giorni, è stata sottoscritta da centinaia di studenti, raggiungendo, ad oggi, circa 3.000 adesioni!!

Nelle ultime dichiarazioni in merito alla questione la Rettrice Paola Inverardi ha detto che è inammissibile che in un ateneo il Consiglio Studentesco possa esercitare una sorta di “potere di veto” su discussioni interne all’Ateneo. In realtà lo strumento del parere “obbligatorio e vincolante” è l’unico strumento reale che da sempre garantisce la partecipazione, attiva, della componente studentesca in tutte le discussioni del mondo accademico ed è grazie anche a questo strumento che nel 2008 venne approvata la Carta dei Diritti degli Studenti.

Siamo costretti ancora una volta a constatare come, al netto di tutte le dimostrazioni, si cerchi di ignorare il reale problema, sviando le questioni reali e prendendo in giro gli studenti con semplici e banali “rassicurazioni” di circostanza, basti infatti pensare alla polemica nata sui social qualche settimana fa: con un post su Facebook, l’Univaq assicurava che il numero degli appelli non sarebbe diminuito, etichettando la nostra protesta come falsa e priva di ogni fondamento.

La realtà ci dice altro e cioè che nel prossimo futuro, se passeranno le modifiche di Statuto, qualsiasi membro del Senato Accademico potrà mettere in discussione quanto scritto sulla Carta dei Diritti senza che il Consiglio Studentesco possa opporsi con risultato. E questa non sembra essere un’ipotesi remota, vista l’opinione di un docente e Senatore Accademico il quale, durante una delle assemblee con la rettrice, ha espressamente detto di essere contrario ai 7 appelli di esame previsti dalla Carta.

Noi non ci fermiamo qui e siamo pronti a portare avanti le nostre iniziative a sostegno della campagna. Lunedì pomeriggio, a partire dalle ore 13 fino alle 22 lanceremo la nostra protesta online con il ‘Tweet Bombing’ , al quale potrà unirsi chiunque voglia sostenere la nostra causa, inserendo gli hashtag della nostra campagna (che si potranno trovare sul post pubblicato dal nostro profilo Twitter). Invece martedì mattina, a partire dalle 8, saremo presso il rettorato di via G.Di Vincenzo per il sit in di protesta mentre, al suo interno si terrà la seduta del Senato Accademico nella quale, come detto in precedenza, dovrebbero essere approvate le modifiche allo statuto, e in questa occasione sarà consegnato il plico contenente tutte le adesioni alla petizione.

Sarà l’occasione giusta per far sentire la voce di tutti noi studenti e per difendere i nostri diritti!

INVERARDI: “CI SONO FORME DI COMPENSAZIONE GIA’ PREVISTE”

“La situazione attuale è eccentrica, perché un organo consultivo unilaterale ha diritto di veto su un organo decisionale che è di tutti, ovvero il Senato accademico”, sbotta la Inverardi per tutta risposta.

“Si sta facendo molto rumore per nulla - assicura - la perdita di potere c’è ma quel potere era inappropriato”.

Quanto alle forme di compensazione, “sono già state previste, il parere favorevole diventa obbligatorio e, in caso di difformità, per approvare servirà una maggioranza qualificata dei tre quinti, proprio come quella per eleggere i componenti del Consiglio d’amministrazione”.

Sul tema della possibile riduzione degli appelli, la rettrice ricorda che “c’è una mia dichiarazione scritta su Facebook che riporta testualmente, in relazione alle voci di riduzioni degli appelli, che siano false e prive di motivaizone, più di questo che devo fare?”.

“Inoltre, nell’assemblea di cui parla l’Udu ero presente anch’io, il professore di cui parlano, non ha importanza chi sia, ha detto che l’obiettivo è quello far passare più studenti. Se questa è la classe dirigente del futuro, siamo messi male”, conclude.



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