UNIVAQ: LABORATORIO INGEGNERIA SISMICA PRONTO ENTRO UN ANNO

Pubblicazione: 06 novembre 2013 alle ore 14:01

Un momento della conferenza stampa di stamani al Rettorato

L'AQUILA - È stato presentato oggi nel Piccolo Auditorium nella sede del Rettorato dell'Università dell'Aquila, il Laboratorio di Ricerca per l’Ingegneria Sismica (Lis) del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile - Architettura e Ambientale dell’Università, che verrà costruito a Roio all'interno di un capannone dell'area della facoltà di Ingegneria. Previsto un tempo di realizzazione di un anno.

Il progetto è realizzato con  il contributo delle Fondazioni di origine bancaria italiane che, all’indomani del terremoto del 2009 e grazie all’azione di sistema promossa dall’Acri (l’Associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio Spa) con il coordinamento della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, hanno raccolto sei milioni di euro a sostegno del territorio colpito dal sisma; due milioni sono stati destinati alla realizzazione del Laboratorio di Ingegneria Sismica.

Bosch Rexroth Italia realizzerà questo  importante e innovativo progetto, essendosi aggiudicata la gara d’appalto grazie alla sua comprovata esperienza in questo settore.

Presenti la rettrice dell'Università dell'Aquila Paola Inverardi, il presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani, il direttore del Dipartimento di Ingegneria civile, Edile - Architettura e Ambientale, Dante Galeota, il direttore generale di Bosch Rexroth Italia Matthias Goebel e il dirigente presso Bosch Rexroth Italia Bruno Fazzari.

"Si tratta di un intervento significativo e di straordinaria importanza per il mondo della ricerca nel campo dell’ingegneria sismica", le parole di Fanfani.

"Questo laboratorio di ricerca - prosegue - rappresenterà un polo di eccellenza per l’ateneo aquilano e contribuirà a migliorare la sua capacità di attrattiva nel contesto delle università. Questo intervento si inserisce nell’ambito del sostegno che la Fondazione Carispaq da sempre assicura all’Università dell’Aquila, ritenendola una delle maggiori risorse per lo sviluppo socio economico del territorio. Un ringraziamento particolare - ha concluso Fanfani - va all’Acri e alle Fondazioni bancarie italiane che hanno  mostrato tutta la loro vicinanza e solidarietà alla nostra comunità, che oggi si arricchisce di un nuovo ed innovativo centro di ricerca”.

Il Laboratorio di Ingegneria Sismica sarà gestito dal Centro di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica (Cerfis) dell'Università dell'Aquila e prevede due sezioni: quella di Geologia-Geotecnica e quella di Ingegneria Strutturale; tra le altre strumentazioni potrà disporre di una Tavola Vibrante, presentata oggi, che è una sofisticata attrezzatura sperimentale per lo studio degli effetti del sisma sulle strutture edilizie. Si tratta di una piattaforma di adeguate dimensioni (nel caso dell’Aquila è di 4.00mx4.00m), spinta da apparecchiature oleodinamiche orizzontali e verticali, in grado di riprodurre lo scuotimento sismico al vero; attualmente sul territorio nazionale sono in funzione cinque Tavole Vibranti, nessuna nel centro Italia.

Questa attrezzatura costituirà per l'Ateneo aquilano un "autentico fiore all'occhiello", darà un forte impulso alla ricerca per la realizzazione di strutture edilizie sempre più sicure dal punto di vista sismico e sarà un punto di riferimento per le aziende che intendono proporre sistemi e tecnologie innovative per la protezione sismica.

"Quello dell’Ingegneria Sismica - dichiara la rettrice Inverardi - è sicuramente uno dei settori su cui l’Università dell’Aquila concentra la propria attenzione. L’attivazione di questo Laboratorio, rappresenta un importante passo in avanti per il progresso della ricerca e della didattica in Ingegneria Sismica, che contribuirà a rendere il nostro Ateneo un  punto di riferimento nazionale e internazionale per gli studi di settore”.

L’azienda si è infatti occupata della progettazione e realizzazione di simulatori sismici, ovvero tavole vibranti, in grado di riprodurre le accelerazioni del terreno della maggior parte degli eventi sismici registrati nel mondo. Su ognuna delle tavole vibranti, potranno essere realizzati modelli in scala ridotta o al vero per l'analisi sismica oppure potranno essere posizionati dispositivi per la mitigazione del rischio sismico al fine di eseguire operazioni di qualifica. Per arrivare ad un allestimento completo e a un’adeguata disposizione dei componenti, Bosch Rexroth ha eseguito uno studio su diversi layout delle tavole vibranti oltre ad un’analisi di tutti i loro possibili movimenti e tipologie di carico.

"Siamo orgogliosi come azienda di aver preso parte a questo grande progetto - commenta Bruno Fazzari, Sales Machinery Applications & Engineering, Bosch Rexroth Italia - perché permetterà di studiare e implementare sistemi per migliorare la sicurezza delle strutture civili grazie alla riproduzione fedele dei profili di accelerazioni, tramite tavole vibranti, registrati durante effettivi terremoti avvenuti nel mondo”.

Per Galeota si tratta di un progetto "di grande importanza che viene ufficializzato alla fine di un percorso cominciato nel luglio del 2009, a circa tre mesi di distanza dal terremoto del 6 aprile. Un percorso cominciato grazie all'interesse dell'ex presidente della Fondazione Carispaq, Roberto Marotta, che appoggiò immediatamente questa iniziativa. Senza la Fondazione Carispaq probabilmente non avremmo neppure cominciato, era un periodo difficilissimo, non avevamo una sede, c'era molta incertezza sul nostro futuro. L'appoggio di Marotta ci ha dato fiducia, oggi siamo qui a brindare al progetto anche grazie a lui".

"Il Laboratorio sarà in grado di attrarre anche l'interesse di aziende impegnate nel miglioramento anti-sismico - aggiunge Galeota - quindi c'è un valore in più da considerare. L'Ateneo oggi mette il sigillo su un passo avanti straordinario".


 



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