UNIVAQ: NASCE MUSEO DIFFUSO A L'AQUILA,
650 REPERTI DI SCIENZA, STORIA E CULTURA

Pubblicazione: 21 settembre 2017 alle ore 07:00

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L’AQUILA - Oltre 650 reperti di proprietà dell’Università dell’Aquila, recuperati e catalogati con un lavoro certosino, verranno esposti in sette collezioni disseminate per il centro storico e i poli periferici dell’Ateneo.

Nasce Pomaq, il Polo museale di ateneo, un “museo diffuso” con l’intenzione di salvaguardare l’ingente patrimonio legato tanto alle discipline scientifiche quanto a quelle umanistiche e metterlo a disposizione della città.

Il “quartier generale” sarà il ricostruito palazzo Ciavoli-Cortelli in via Roma, nelle vicinanze di San Pietro, nel pre-sisma sede del non più esistente dipartimento di Storia.

Il Pomaq sarà finanziato grazie ai fondi del 5 per mille con una quota ancora non resa nota; non è un esordio in Abruzzo, la “D’Annunzio” di Chieti è dotata di una propria struttura museale che ha fornito alcuni spunti.

Ideatrice dell’operazione, “nata da una conferenza a Padova, che ha uno dei musei d’ateneo migliori d’Italia”, e attuale responsabile del Comitato ordinatore è la prof Giovanna Millevolte, già docente universitaria, coadiuvata da Marco Di Francesco e Alfonso Forgione.

Il progetto verrà meglio presentato nei prossimi giorni in un incontro con la stampa, cui seguirà una gustosa anticipazione nella notte dei ricercatori, venerdì 29, ospitata dal nuovo rettorato di palazzo Camponeschi, dove ci saranno sette reperti.

“La prima collezione è quasi pronta, verrà ospitata nel dipartimento di Scienze umane a San Basilio tra novembre e dicembre - svela la Millevolte - A Street Science faremo piccola anticipazione in una stanza dedicata dove esporremo in piccolo le sette collezioni”, che verranno anche rappresentate con dei segnalibri.

Quanto ai temi, la collezione più pronta è quella su Nicola D’Arcangelo, stampatore d'arte; le altre riguarderanno reperti storici, scienze ambientali, scienze biologiche, scienze e tecnologie per l’ingegneria, strumenti per il calcolo applicato e strumenti di misura per grandezze fisiche.

Le sedi saranno a palazzo Ciavoli-Cortelli con più di una esposizione, poi una ciascuna a Scienze umane, a palazzo Camponeschi, a Coppito 1 e a Roio.

“Il progeto - svela - era nato per inventariare e catalogare il nostro patrimonio, operazione non semplice perché materiale difforme e invece deve rispettare standard. Si pensava a un museo virtuale, poi la cosa è piaciuta e stanno uscendo fuori i luoghi fisici”.



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