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UNIVERSITA' D'ANNUNZIO: INTERDIZIONE PER
RETTORE DI ILIO E DIRETTORE DEL VECCHIO

Pubblicazione: 13 marzo 2017 alle ore 14:45

CHIETI - Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Chieti Antonella Redaelli ha emesso un provvedimento di interdizione della durata di 6 mesi nei confronti del rettore dell'università D'Annunzio di Chieti-Pescara, Carmine Di Ilio, e del direttore generale, Filippo Del Vecchio.

Il provvedimento è stato notificato oggi ai destinatari.

L'interdizione era stata chiesta dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giancarlo Ciani.

Di Ilio e Del Vecchio erano finiti sotto inchiesta, dopo la denuncia presentata dal professore Luigi Capasso, ex componente del Consiglio di amministrazione dell'ateneo, per abuso d'ufficio per avere revocato senza preavviso la nomina a componente del Cda di Capasso che avrebbe potuto optare fra un posto da consigliere o la direzione del Museo dell'ateneo.

Entrambi, inoltre, sono accusati di aver falsificato la convenzione con il provveditorato alle Opere pubbliche Lazio, Abruzzo e Sardegna, approvato dal Cda, già inviata al provveditorato, perché contenente anche l'affidamento di progettazione, collaudo e direzione lavori delle opere edilizie universitarie, fra le quali l'intervento alla caserma Bucciante di Chieti destinata a ospitare strutture universitarie.

Accusa di abuso per il solo Del Vecchio, che non si sarebbe astenuto dal partecipare, nel Cda, alla discussione sulla proposta di avvio di procedimento disciplinare nei suoi confronti.

Abuso contestato anche a Di Ilio che si sarebbe rifiutato di portare al Cda la questione inerente il procedimento disciplinare e l'approvazione del contratto sulla nomina del direttore generale di Del Vecchio.

Di Ilio, secondo l'accusa, avrebbe inoltre estromesso il Cda dalla pratica sul procedimento disciplinare, trattandolo in via esclusiva e concludendo per l'archiviazione.

A Di Ilio è contestata anche la violenza privata per una lettera inviata a Capasso.

Del Vecchio sarà invece domani a L'Aquila per il processo sui maxi affitti, dove il dg, già direttore amministrativo dell'ateneo del capoluogo, deve rispondere all'accusa di aver gonfiato il costo degli affitti del capannone in precedenza occupato dall'azienda Optimes dove, dopo il terremoto del 6 aprile 2009, sono state trasferite alcune facoltà universitarie. Alla sbarra anche l'ex rettore dell'università del capoluogo, Ferdinando Di Orio, e l'imprenditore Massimo Gallucci.

LE REAZIONI

PROF L'AQUILA, ''ORA MINISTRO NOMINI COMMISSARIO''

"La posizione più corretta sarebbe che il ministro dell'Università valutasse appieno la situazione e operasse il commissariamento della 'D'Annunzio' con una persona estranea a quell'ateneo, di grande spessore ma estranea: solo in questo modo può tornare la pace".

Lo dice il professore dell'Università dell'Aquila Sergio Tiberti, storico contestatore dell'attuale direttore generale della D'Annunzio, Filippo Del Vecchio, da quando era direttore amministrativo nel capoluogo, che oggi è stato interdetto dalla carica insieme al rettore teatino, Carmine Di Ilio per aver estromesso Luigi Capasso dal suo incarico nel Consiglio d'amministrazione e, contestulamente, anche dalla direzione del museo universitario grazie a una serie di atti amministrativi finiti sotto la lente di ingrandimento della procura della Repubblica.

Tiberti parla di "una vittoria della magistratura che, dopo le indagini e la decisione del gip, ha posto una pietra miliare nella gestione delle università nel nostro Paese, che prendono soldi dallo Stato ma hanno l'autonomia, cosa alla quale io sono contrario".

"Un plauso anche alla formidabile attività dei sindacati dei lavoratori e dei docenti", aggiunge il prof.

L'appello di Tiberti al ministro Valeria Fedeli è dovuto al timore che ora, al posto di Di Ilio e Del Vecchio, "potrebbe esserci il rischio che siano nominate loro fotocopie e su questo la magistratura e soprattutto il ministero dovranno vigilare".

"Presumo che l'interdizione presupponga l'allontanamento definitivo del direttore generale - chiosa Tiberti - sul quale il mio giudizio era negativo già quando era direttore amministrativo all'Aquila, anzi mi ricordo che quando ero consigliere d'amministrazione anche il rettore pro tempore (Ferdinando Di Orio, ndr) motivò il mancato rinnovo del contratto al direttore amministrativo con una valutazione negativa del suo operato".

"Poi ho visto che i due si sono ravvicinati, ma non seguo le loro vicende attualmente", conclude. (m.sig.)



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