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ALLARME NEL CAPOLUOGO PER -42, ''MA E' SOLO UN ERRORE, CORRETTO''

UNIVERSITA': TAGLIATI 57 POSTI MEDICINA,
I RETTORI: ''25 A L'AQUILA E 32 A CHIETI''

Pubblicazione: 10 luglio 2015 alle ore 17:52

La sede del dipartimento di Medicina dell'Universita' dell'Aquila
di

L’AQUILA - Sono 57 i posti a numero chiuso persi per il prossimo anno accademico dalle due facoltà di Medicina abruzzesi: 25 all’Aquila e 32 a Chieti-Pescara che, quindi non avrà nessun aumento.

Lo confermano i due rettori, Paola Inverardi e Carmine Di Ilio, con il capoluogo che scenderà da 140 a 115 e l’altro ateneo da 212 a 180.

È stata solo una “svista”, dovuta a un taglio già effettuato dal dipartimento aquilano, a causare la forte sforbiciatura che aveva fatto gridare all’ennesimo “scippo” della costa, dal momento che sembrava che i posti persi fossero 42 (da 140 a 98), e che 10 di questi sarebbero stati girati alla “D’Annunzio”, come denunciato dalla politica bipartisan, a partire dal consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci.

“Grazie al ministro Stefania Giannini e ai suoi collaboratori, che hanno compreso la gravità assoluta che ne sarebbe derivata, il problema è stato immediatamente risolto, in meno di 12 ore”, hanno poi spiegato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e la stessa Inverardi in una nota, confermando l’eccessivo balzello sul corso di laurea aquilano.

“Questo intervento segue di pochi giorni un’altra manifestazione di vicinanza e strategica solidarietà, rivolta al nostro Ateneo, quale la firma dell’accordo di programma Miur-Università dell’Aquila con il quale si assicura stabilità di bilancio”.

La senatrice aquilana dem Stefania Pezzopane ha annunciato un’interrogazione parlamentare per capire come sia avvenuta questa svista.

CIALENTE E INVERARDI: “ERRORE SUBITO CORRETTO”

“Vogliamo ringraziare il ministro Giannini e i dirigenti del ministero per l’ulteriore manifestazione di attenzione che il Miur ha riservato alla nostra Università, in questa fase drammatica della nostra storia”, scrivono il sindaco, Massimo Cialente, e il rettore, Paola Inverardi.

“Per un errore ‘tecnico’, sul decreto ministeriale che assegna il numero di posti nelle immatricolazioni nei corsi di Medicina e Chirurgia - proseguono - al nostro Ateneo sarebbe, infatti, stato applicato un taglio che avrebbe portato il numero degli iscritti a soli 98, a fronte di un potenziale di 120, pregiudicando la massa critica di un corso di laurea efficace ed efficiente”.

Secondo sindaco e rettore, “grazie al ministro e ai suoi collaboratori, che hanno compreso la gravità assoluta che ne sarebbe derivata, il problema è stato immediatamente risolto, in meno di 12 ore. Questo intervento segue di pochi giorni un’altra manifestazione di vicinanza e strategica solidarietà, rivolta al nostro Ateneo - evidenziano - quale la firma dell’accordo di programma Miur - Università dell’Aquila con il quale si assicura una stabilità di bilancio che permetterà di poter programmare al meglio, per i prossimi anni, tutti gli interventi strategici per portare l’Ateneo ad affrontare prospettive ancor più competitive”.

DI ILIO: “NOSTRI TAGLI IN LINEA CON TUTTI”

“Avevamo 212 posti l’anno scorso e ce ne hanno dati 180 nella logica della ridistribuzione dei posti nazionali”, commeta il rettore teatino Carmine Di Ilio ad AbruzzoWeb.

“La nostra percentuale di riduzione credo sia nella media, hanno diminuito a tutti e anche a noi - prosegue - Sfortunatamente, non ho capito il motivo, all’Aquila sembrava che il taglio fosse avvenuto con una percentuale maggiore rispetto alla media nazionale. Ci siamo sentiti per telefono con Paola, sembrava che i loro posti tagliati si fossero spostati da noi, invece poi abbiamo capito che i tagli sono in linea con tutta Italia”.

Secondo il rettore teatino, “le facoltà di Medicina devono rimanere due e sono sostenibili dall’Abruzzo, abbiamo potenzialità, abbiamo indotto fatto di convegni, professioni sanitarie, vicinanza con gli ospedali, perché rinunciarci?”.

E poco cambierebbe, a suo dire, se nascesse il mega ospedale Chieti-Pescara sulla “striscia di Gaza” evocata dal governatore, Luciano D’Alfonso.

“L’Aquila ha la sua specificità e quello è un progetto a lungo termine, sono abituato a ragionare per l’immediato”, conclude.

PEZZOPANE: “INTERROGAZIONE PER CAPIRE CHI E’ NEMICO DELL’AQUILA”

“I posti di medicina all’Aquila saranno riportati immediatamente a 115. Ho parlato con il sindaco Massimo Cialente, con il ministro e i suoi collaboratori. Si è trattato di un errore, immediatamente corretto. Ma voglio andare fino in fondo sulla questione. Presenterò un’interrogazione parlamentare per fare piena luce in merito al taglio dei posti alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Aquila, per capire come mai in un primo momento si era parlato di un taglio da 140 a 98 posti, poi corretto a 115, a fronte di un aumento per l’Ateneo di Chieti, che passa da 170 a 180 posti”.

Lo dichiara la senatrice Stefania Pezzopane, che insieme al sindaco Cialente ha sollevato in maniera forte la questione che, come afferma la stessa parlamentare del Pd, “si sarebbe abbattuta come una scure su un Ateneo, e su una città, che lottano da anni per sopravvivere. Non possiamo far vanificare da nessuno gli sforzi messi in campo dal governo e dalle amministrazioni locali - fa notare - Nessuna penalizzazione e nessun errore può essere ammesso. Qualcuno sta mettendo a dura prova la resistenza degli aquilani”.

“Nonostante sia stato corretto il refuso - aggiunge la senatrice- intendo comunque portare la questione all’attenzione del Parlamento, con un mio intervento in aula. È una situazione che suscita sgomento e indignazione e che non trova giustificazione alcuna. Voglio sapere chi è contro L’Aquila e la sua facoltà di Medicina, dal momento che è, da sempre, un fiore all’occhiello dell’Ateneo, che ha conservato una capacità attrattiva sempre maggiore per studenti di fuori città e di fuori regione, nonostante il terremoto”.
 
Secondo la senatrice, “il governo, attraverso i ministeri competenti, dovrà riferire in merito a quanto accaduto, perché vanno evitati i danni che si verificheranno a tutti i livelli, economico, sociale e culturale e, soprattutto, delle conseguenze per la sanità aquilana e per il suo ospedale regionale, che rischia, in una reazione a catena, di perdere reparti di eccellenza. La città dell’Aquila è alle prese con una ricostruzione difficile dopo il terremoto che l’ha distrutta - ricorda - e con una lotta per la sua stessa sopravvivenza che parte dal presidio dei suoi punti nevralgici, quali l’Università e le istituzioni culturali”.
 
“Qualsiasi taglio a queste ultime è un colpo al cuore pulsante del capoluogo d’Abruzzo, nel momento in cui, con enorme sforzo, prova a rialzarsi. Chi mi conosce - conclude - sa qual è la mia tempra e quale la mia determinazione. In questa battaglia andrò fino in fondo. Tutto il mio percorso politico, dalle sezioni di partito agli scranni del Senato, ha avuto come riferimento, prima ancora della politica, la mia città”.

PIETRUCCI: "NESSUNO TOCCHI L'AQUILA!"

A puntare l’indice contro il taglio è stato per primo il consigliere regionale aquilano del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci.

"Il ministero dell’Università, con decreto del 3 luglio 2015 riduce i posti per gli studenti di Medicina in Abruzzo del 10%, con una pesantissima ripercussione del 30% sull’Ateneo dell’Aquila", fa notare.

“Nessuno tocchi o provi a ridimensionare l’Università dell’Aquila! - sbotta - In sede di Conferenza Stato-Regioni, sono le Regioni che comunicano al ministero della Salute le esigenze dei diversi Atenei, con specifiche richieste. È precisa responsabilità della Regione Abruzzo, dunque, l’incredibile penalizzazione che l’Ateneo dell’Aquila ha subito rispetto alla facoltà di Medicina di Chieti. L’Aquila passa da 140 a 98 studenti a fronte di un aumento da 170 a 180 posti assegnati a Chieti”.

Per questo motivo Pietrucci chiede “con forza che sia fatta chiarezza, che s’individui il responsabile che, all’interno della Regione Abruzzo, ha determinato questo inaccettabile indebolimento dell’Ateneo Aquilano, della sua storia, della sua tradizione”.

“E chiedo al presidente D’Alfonso un intervento senza indugi presso il ministero, che permetta di riequilibrare il numero programmato degli studenti  di Medicina nei due Atenei abruzzesi, con una distribuzione proporzionata e giusta - aggiunge ancora - In caso la situazione non cambi sarò costretto ad alzare le barricate, e a fare di questa, una battaglia epocale, che coinvolgerà tutta la Provincia aquilana”.

LE REAZIONI

PICCONE, “D’ALFONSO RIPARI AL TAGLIO ALL'ATENEO AQUILANO”

“Non ci sorprende la scelta della Regione Abruzzo di penalizzare l’Ateneo della nostra Provincia perché tale decisione  è coerente con tutte le altre scelte messe in atto da questa amministrazione regionale che delineano sempre di più una distanza  tra le aree costiere e quelle interne”.

Lo afferma il parlamentare abruzzese del Nuovo centro destra-Area popolare, Filippo Piccone.

“Questa scelta si aggiunge - evidenzia - a quella sui trasporti, sulla sanità, nella redistribuzione dei fondi europei ed ora anche sull’università. È inaccettabile la decisione della Regione di far diminuire i posti per gli studenti di medicina all’Aquila per aumentarli a Chieti creando una discriminazione senza eguali”.

“Si sarebbe dovuto procedere in una ripartizione, così come prevista dal decreto, in modo equo e non far ricadere tutto sull’Ateno aquilano. D’Alfonso cerchi di ripristinare un taglio equo”, conclude Piccone.

LIRIS: “UN OMICIDIO PREMEDITATO!”

“Stiamo assistendo all’attuazione di un piano perverso e diabolico: il governo regionale vuole la morte dell’Aquila, Pd responsabile! Il territorio aquilano deve reagire e denunciare con forza l’ennesimo colpo mortale inferto alla città capoluogo”.

Lo scrive il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Guido Liris.

“L’università è uno dei capisaldi della nostra realtà: la scelta operata a danno dell’Ateneo aquilano di riduzione del numero dei posti per gli studenti è spregevole e rivela uno schema scientifico di indebolimento delle zone interne, già messe a dura prova dalla grave situazione socio-economica - fa notare - Si sta mettendo in atto un omicidio premeditato: sin dall’immediato post-sisma ci fu il tentativo di smembrare le facoltà e i corsi di laurea, a opera di sciacalli regionali ed extraregionali. Non ci erano riusciti; come sempre, però, l’assassino torna sul luogo del delitto”.

Secondo Liris, medico della Asl aquilana, “colpire l’Università dell’Aquila e in particolare Medicina significa pregiudicare non solo l’ambito didattico e formativo, bensì l’intero mondo sanitario della nostra città: queste scelte mettono a rischio anche il futuro dell’ Ospedale e la capacità della futura offerta sanitaria”.

“Chi vuole bene all’Aquila deve alzare la testa, e deve chiedere un immediato ravvedimento da parte della sinistra locale, regionale e nazionale - l’appello - Ospedale e Università devono unirsi nella battaglia: dietro l’angolo c’è l’applicazione del decreto Lorenzin sulla Sanità con un reale pericolo di perdere infrastrutture e specialistiche mediche”.

“Chiedo a tutti i giovani della città e in particolar modo alle organizzazioni studentesche di dare il buon esempio, di combattere insieme: la nostra città nel tempo ha dimostrato di essere capace di dividersi su tutto, e di questa debolezza hanno beneficiato nemici e sciacalli. È il momento di reagire con rabbia: siamo ufficialmente sotto attacco!”, conclude.

IMPRUDENTE (LCA): "D'ALFONSO MALGOVERNA COME GLI SPAGNOLI"

"Suscita rabbia e indignazione la notizia del taglio, di un inaccettabile 30 per cento, ai posti della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Aquila, che vengono drasticamente ridotti da 140 a 98, contro un aumento per l’ateneo teatino, che passa, per la stessa facoltà, da 170 a 180 posti".

Lo scrive in una nota il capogruppo in Consiglio comunale del capoluogo del gruppo L'Aquila città aperta, Emanuele Imprudente.

"Un altro regalo del Pd, professionista dei disastri a tutti i livelli, nazionale, regionale e cittadino. D’Alfonso e Cialente ne sono gli autori - sbotta - Il primo, come presidente della Giunta regionale, è direttamente responsabile, dal momento che queste indicazioni pervengono al Ministero da parte delle Regioni. Cialente ne è complice, perché nulla fa e nulla dice contro questa ennesima vergogna".

Secondo Imprudente, "la città dell’Aquila, ancora una volta, è umiliata, mortificata, ferita, stavolta proprio nel suo cuore pulsante: l’Università. Si vuole impoverire il capoluogo d’Abruzzo, ridurla alla fame economicamente, farla tornare indietro di settant’anni - prosegue - privandola delle sue eccellenze e togliendole quel primato culturale che è sempre stato la sua forza e il suo vanto, rispetto al quale altri territori hanno sempre avuto malcelati complessi di inferiorità e covato invidie sotto forma di campanilismi".

"Ora la cena è servita. Come antipasto la chiusura delle fabbriche e il mancato insediamento di nuove attività produttive, con la conseguenza di un aumento della disoccupazione e della povertà - scrive ancora l'esponente Lca - come primo piatto una legge per la ricostruzione che, di fatto, ne sancisce il blocco e la paralisi, per secondo uno sviluppo turistico soffocato e il taglio alle istituzioni culturali, che ne mette a rischio la sopravvivenza, aggiungiamo vari contorni di promesse non mantenute (vedi aeroporto e Accord Phoenix) e infine, dulcis in fundo, come dessert, la mannaia sull’Università, proprio a colpire una delle facoltà di eccellenza e di maggiore attrattiva. Il tutto, va da sé, con ripercussioni anche sulla già martoriata sanità aquilana".

"Adesso basta, è ora che gli aquilani si facciano sentire, a difesa della loro città, vittima di una depauperazione che non si vedeva dai tempi della conquista spagnola, contro un governatore che ne vuole la fine e contro una classe politica locale incapace di opporvisi - conclude Imprudente - Si ricordi, D’Alfonso, che, a proposito di malgoverno spagnolo, neanche costruendo una fortezza riuscirono a reprimere la 'audaciam aquilanorum'”.

AZIONE UNIVERSITARIA: “ENNESIMO SCIPPO DELLA REGIONE”

“Ancora una volta il governo regionale si rende protagonista dell’ennesimo scippo ai danni dell’Università dell’Aquila e della città stessa”.

È il commento di Leonardo Scimia, aquilano dirigente nazionale di Azione universitaria.

“Tutti i ragazzi di Azione Universitaria L’Aquila si sentono chiamati in causa e preannunciano che ci sarà una ‘guerra’ contro chi, ormai da troppo tempo, sputa sulla città capoluogo di regione”, conclude.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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