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UROLOGIA: SHOCK PULSE
PER TRATTARE LE CALCOLOSI
IN FUNZIONE ALL'AQUILA

Pubblicazione: 21 febbraio 2017 alle ore 13:01

L’AQUILA - Elimina i calcoli renali in 25 minuti rispetto alle due ore delle tecniche ordinarie, è mini invasivo, polverizza e aspira i frammenti da rimuovere, riduce al minimo il sanguinamento e dopo due giorni in ospedale si torna a casa.

Si tratta dello shock pulse, un moderno macchinario, in dotazione del nosocomio aquilano da poche settimane.

Un litotritore all’avanguardia ad energia combinata (ultrasuoni e balistica), al momento unico nella sanità pubblica abruzzese, molto più efficace, rispetto a quelli tradizionali, soprattutto per la frantumazione di calcoli di grandi dimensioni.

Ogni anno nel reparto di Urologia dell’Aquila, vengono trattate più di 400 calcolosi.

Si tratta del macchinario shock-pulse, in dotazione al reparto di urologia, che ha il pregio di trattare con ottimi risultati non solo i calcoli più grandi (oltre 2 cm) ma anche quelli più difficili da rimuovere.

"L’utilizzo del nuovo strumento - ha dichiarato il Manager della Asl Rinaldo Tordera in una nota stampa - è a ulteriore supporto del reparto di urologia che ha elevati standard di prestazione e una mobilità attiva dovuta al richiamo di utenti da altre Regioni e province".

Con questo nuovo macchinario, in poche settimane, sono stati già trattati una decina di casi, tutti con esiti assai soddisfacenti.

Lo shock-pulse, messo a disposizione del reparto di urologia, diretto dall dottor Luigi Di Clemente,viene impiegato dagli specialisti proprio nelle circostanze più complesse quando la litotrissia tradizionale (onde d’urto per bombardare i calcoli) o la lasertrissia ad Holmium risultano inadeguate e poco efficaci.

L’urologo pratica un minuscolo foro (tecnica percutanea) sulla pelle e, con il nefroscopio, consente alla sonda ad ultrasuoni di arrivare a diretto contatto col calcolo da distruggere.

La polverizzazione dei calcoli avviene per l’effetto combinato dell’energia ad ultrasuoni e della balistica (percussione ripetuta, ad alta frequenza, sulla massa del calcolo).

La velocità di esecuzione del trattamento, che dà una serie di riflessi positivi, è una delle più importanti caratteristiche dello shock-pulse.

"Tra i pregi del moderno macchinario - ha dichiarato il dottor Boris Di Pasquale, che si occupa, all’interno del reparto di urologia del San Salvatore, dei trattamenti della calcolosi - c’è quello di contenere al minimo gli effetti ‘stressanti’ sul rene che generalmente si verificano durante gli interventi".

"Lo shock-pulse, riducendo i tempi chirurgici, ha sul rene un impatto molto più soft rispetto alla litotrissia ordinaria. Inoltre, con lo shock-pulse la durata della degenza in ospedale si riduce da una settimana a un paio di giorni".

Il moderno macchinario, si aggiunge alle strumentazioni ordinarie di urologia, tra cui il litotritore extracorporeo, entrato in funzione da pochi anni e quindi di ultima generazione, il laser ad holmium, utile per il trattamento della calcolosi ureterale resistente alla litotrissia extracorporea. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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