LA LUNGA DOMENICA ALL'AUDITORIUM DEL PARCO DOPO MILLE POLEMICHE
IL VICE SINDACO LIRIS LODA LA SCIENZA, BLUNDO-RANIERI TRA TENSIONI E APPLAUSI

VACCINI: LIBERTA' DI SCELTA E STRALI CONTRO LA LORENZIN
NEL CONVEGNO A L'AQUILA, ''GUERRA AL DECRETO''

Pubblicazione: 29 ottobre 2017 alle ore 20:22

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L’AQUILA - “Libertà di scelta sui vaccini e guerra alla legge Lorenzin”.

Un incontro-dibattito durato diverse ore e con duecento persone presenti, quello all’Auditorium del Parco dell’Aquila sul tema dei vaccini e della legge Lorenzin, nell’ambito della seconda giornata nazionale della libertà di scelta.

L’evento, moderato dal controverso e più di una volta contestato giornalista e autore teatrale David Gramiccioli, aveva prodotto polemiche politiche all’annuncio degli organizzatori, anche per il presunto patrocinio che il Comune dell’Aquila avrebbe garantito agli stessi organizzatori, considerati esponenti no vax: patrocinio che, in realtà, non c’è mai stato.

Nel corso della lunga domenica aquilana si è parlato ovviamente anche dei temi più fortemente contestati dalla comunità scientifica ufficiale, quelli che riguardano, per esempio, l’autismo e le morti tra i più piccoli e che hanno portato luminari come Roberto Burioni, medico e accademico italiano, a inveire più volte via social, giornali cartacei e online, libri e interventi in radio e in tv, contro chi afferma che i vaccini causino l’autismo.

Presente tra gli invitati ad ascoltare i relatori, Guido Liris, vice sindaco del capoluogo d’Abruzzo e medico della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che ha tenuto un discorso di oltre quindici minuti sull’importanza dei vaccini “per il bene della civiltà”, ma anche del confronto “con chi ha idee diverse”.

“Da medico igienista ed epidemiologo, padre di due bambini e vice sindaco, sto assolutamente dalla parte della scienza e della salute, quindi dei vaccini - le parole di Liris ad AbruzzoWeb - E proprio per questo non temo i confronti che sono sempre e comunque un’occasione di crescita. Partecipo per ascoltare, per capire le ragioni degli altri, pur restando assolutamente fedele a ciò che la scienza ha dimostrato e che io ho approfondito in anni di studi e di lavoro in ospedale”.

“Non nascondo che, quando ho comunicato la mia partecipazione a questo convegno, i miei colleghi mi hanno chiesto se fossi diventato matto, ma possono stare tranquilli. Io sto dalla parte delle vaccinazioni”, ha chiarito Liris.

“No vax? No, noi non siamo no vax - ha detto Gramiccioli a questo giornale - chi ci definisce così si sbaglia di grosso, è come se confondessimo gli aquilani con i maceratesi. Siamo per la libertà di scelta, che è una cosa diversa. E ci fa piacere aver avuto il confronto con un medico come Liris”.

“In Svezia - ha aggiunto - non c’è alcun obbligo di vaccinazione, ma la copertura è molto alta (circa il 97 per cento, ndr) e non c’è alcuna obbligatorietà, perché l’informazione è corretta”.

“La legge Lorenzin è frutto di una delle più grandi azioni corruttive della storia repubblicana - ha accusato - ed è stata imposta dalla Glaxo (nota casa farmaceutica inglese, ndr). L’elemento più infame di tutta la vicenda, però, è aver fatto diventare una questione drammaticamente sociale il rapporto tra medico e paziente, in questo caso tra pediatra e bambino, perché, come denuncia il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, è diventato un grido di dolore altissimo e lancinante. I genitori rischiano di non fidarsi più del pediatra e rischiano di compromettere quel rapporto che è alla base della fiducia del bambino”.

A chi accusa i sostenitori di queste cose di mettere in pericolo la vita di chi non può difendersi, proprio i bambini, Gramiccioli ha risposto che “anche quando ci furono milioni di morti tra i civili Donald Rumsfeld disse che erano necessari per combattere un Paese, l’Afghanistan, che aveva armi di distrazioni di massa, anche se poi si scoprì che non era affatto vero. Noi siamo a favore della scienza, non discutiamo l’importanza dei vaccini che per me rappresentano una conquista imprescindibile della scienza stessa - ha spiegato - ma questa legge non fa altro che deperire il valore della vaccinazione inteso come traguardo scientifico”.

All’incontro ha preso parte anche Gerardo Rossi, da Macerata, medico chirurgo specializzato in Ortopedia recentemente convocato per chiarimenti dal suo Ordine professionale “per aver partecipato a un convegno dal titolo ‘No all’obbligo vaccinale’ il 29 ottobre del 2016 a Roma”.

“Sono qui perché il tema è la libertà di scelta - ha affermato ad AbruzzoWeb - Vengo spesso invitato a convegni di questo tipo perché mi occupo, in maniera indiretta, di centinaia di bambini con autismo, disturbi del neurosviluppo, iperattività, disturbo dell’attenzione, da direttore scientifico del Centro studi Mineral test”, in cui si effettua l’analisi minerale dei capelli, mineralogramma, tramite il quale “è possibile stabilire quanti e quali minerali o metalli siano presenti nell’organismo”.

“Dai test sui bambini ci siamo accorti che la stragrande maggioranza di loro ha un’altissima presenza di metalli tossici - ha spiegato - Questo fa sorgere dei dubbi sulla opportunità di iniettare insieme ai vaccini delle sostanze tossiche come l’alluminio, che è vero che si prende anche attraverso l’allattamento materno o mangiando molti cibi, ma lo è perché si tratta del terzo elemento più diffuso della crosta terrestre. Bisogna vedere, però, l’equilibrio del singolo individuo. Credo che fornire un’ulteriore dose di alluminio, anche solo seguendo il principio di precauzione, sia altamente pericoloso”.

“Ciò non vuol dire che l’alluminio nei vaccini stia causando problemi, noi segnaliamo quello che vediamo - ha aggiunto ancora -Tutti i bambini da noi esaminati con diagnosi di autismo, di iperattività e di altre anomalie del neurosviluppo hanno le stesse caratteristiche: sono altamente intossicate”.

“Comunque, qui l’opposizione è a una legge e non ai vaccini. Io sono per la libertà di scelta - ha precisato Rossi - D’altra parte, la pratica obbligatoria in medicina è molto delicata. Il Codice di Norimberga fu stilato per evitare che accadesse di nuovo quanto fatto dai medici nazisti. Poi arrivarono la Carta dei Diritti di Helsinki e la Convenzione di Oviedo che pongono dei paletti sulla sperimentazione umana. Dunque bisogna stare molto attenti”.

Poi, ha fatto notare ancora il medico, “su Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica (curato dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, ndr), si legge che ci sono quattro fasi sperimentali: tre sono pre-commercializzazione con piccoli e grandi numeri di volontari, mentre la quarta fase, aggiornata il 27 aprile scorso, sperimentale, si farà su milioni di soggetti dopo la commercializzazione”.

“È sperimentazione quella che si sta facendo? Sì? Allora serve il consenso informato, deve essere obbligatorio, lo dicono Norimberga, Helsinki e Oviedo - è sbottato Rossi - Ed è responsabile anche il singolo medico vaccinatore, che deve spiegare in maniera più ampia possibile i pro e i contro della sperimentazione”.

Momenti di tensione e applausi, nella sezione mattutina dell’evento, quando sul palco sono intervenuti Enza Blundo e Gianluca Ranieri, rispettivamente senatrice e consigliere regionale del Movimento 5 stelle, perché, in estrema sintesi, secondo i genitori presenti, proprio il M5s, su tutti il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, non starebbe facendo abbastanza per eliminare l’obbligatorietà dei vaccini.

“I vaccini obbligatori erano quattro - ha dichiarato Ranieri ad AbruzzoWeb - ma l’obbligatorietà era sostanzialmente di facciata, con sanzioni mai applicate. Il M5s è per la libertà vaccinale senza vaccini obbligatori, ma con un’informazione corretta e a tappeto, lasciando ai genitori l’opzione di non vaccinare i propri figli”.

“La nostra posizione è chiara: massima copertura vaccinale attraverso l’informazione, come in Veneto dove si è raggiunto il 92 per cento di copertura vaccinale e dove è stato contestato il decreto Lorenzin - ha aggiunto il consigliere pentastellato - Con un ulteriore sforzo in più e sempre nell’ottica della libertà di scelta e di una popolazione consapevole, si può raggiungere il 95 per cento di copertura come suggerisce l’Organizzazione mondiale della Sanità”.

Per Ranieri, comunque, “i vaccini sono un bene. A chi pensa che il vaccino sia inutile o dannoso è impossibile far capire l’importanza dei vaccini e per questo va lasciata la libertà di scelta”, ha ammesso.

Sul tema dei bambini non vaccinati nelle scuole, per il consigliere “c’è un problema di ghettizzazione che, tra l’altro, è contro l’obiettivo del decreto Lorenzin, ossia l’immunità di gregge. Se io prendo tutti i bambini non vaccinati e li metto in una sola classe, cosa che sta avvenendo - ha rimarcato - è chiaro che l’effetto voluto dal decreto viene meno. Le scuole devono organizzarsi con classi che abbiano il 95 per cento di vaccinati”.

In Abruzzo, ha concluso infine l’espone grillino, “la Regione non ha preso una posizione, ma ha lasciato alle Asl e agli uffici scolastici la gestione del tema. Se non si creeranno problemi, la politica non deve intervenire, ovviamente se dovesse accadere il contrario, la politica dovrà muoversi”.

IL DOTTOR ROSSI NON E’ STATO RADIATO

In una prima versione di questo articolo, AbruzzoWeb ha erroneamente scritto che il dottor Gerardo Rossi era stato radiato dal proprio ordine professionale. In realtà il medico è stato convocato per chiarimenti dopo la sua partecipazione a un convegno. Questo giornale si scusa con l’interessato e con i lettori.



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