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DRAMMA SULLA NEVE ABRUZZESE, UN FERITO RICOVERATO IN OSPEDALE L'AQUILA
L'AMICA DELLE VITTIME, ''E' STATO IL DESTINO', NON E' COLPA DELL'INCOSCIENZA''

VALANGA CAMPO FELICE UCCIDE DUE SCIATORI,
''ERANO ESPERTI'', ''FUORIPISTA PERICOLOSO''

Pubblicazione: 04 febbraio 2018 alle ore 21:09

L'AQUILA - "Si sono avventurati in un fuori pista scavalcando la recinzione, si è staccato un grosso costone che li ha travolti e scaraventati nel bosco dove si sono schiantati contro gli alberi. A mio avviso, per lo stato in cui sono stati trovati, fatali sono stati i traumi". 

Così il direttore della stazione sciistica di Campo Felice, Gennaro Di Stefano, che è anche sindaco di Rocca di Cambio (L'Aquila), il paese più vicino alla località sciistica, sulla morte dei due sciatori romani travolti da una valanga durante un fuori pista: Massimo Urbani, 57 anni, e Massimo Franzè, 55 anni, appassionati di montagna e molto conosciuti in zona come esperti sciatori. 

Per lo sciatore ferito, arrivato in codice rosso all'ospedale dell'Aquila, allarme ridimensionato dopo un primo esame dei sanitari in pronto soccorso. 

I carabinieri faranno una relazione al pm di turno della Procura della Repubblica dell'Aquila.

Disposta l'autopsia. 

"Il terzo sciatore si è salvato perché sciando 100 metri prima non è entrato nel bosco, si è aggrappato a un albero, e lo abbiamo salvato vedendo uno sci fuori dalla valanga". 

Di Stefano parla di "due brave persone, due eccellenti professionisti, oltre che sciatori esperti, appassionati dei nostri territori e delle nostre montagne, che però per un'eccessiva sicurezza e confidenza hanno scelto di fare una cosa molto pericolosa. E oggi era quasi prevedibile, nel senso che il rischio c'era". 

"Per Campo Felice è un momento molto sfortunato, la stagione sta andando bene, a gonfie vele, ma ogni giorno ne succede una", dice riferendosi alla morte, qualche giorno fa, di un altro sciatore aquilano andato a schiantarsi contro un albero, sempre durante un fuori pista. 

"La stazione è sicura, le piste non pericolose, poi se qualcuno vuole azzardare e infrangere le regole, i rischi ci sono. Oggi c'erano seimila persone che hanno sciato in sicurezza".

AMICA VITTIME, ''NON ERANO INCOSCIENTI, E' IL DESTINO''

"Un gruppo di sciatori espertissimi. Non si sono parole. Ci siamo conosciuti sugli impianti di Campo Felice. Era un appuntamento fisso. Spesso ci incontravamo allo chalet degli Innamorati per il caffè il sabato. Loro da Roma e noi da Pescara. Una giornata terribile per noi", le parole all'Ansa di Annamaria Paolucci, avvocato di Pescara, che insieme a un altro avvocato del capoluogo adriatico, Massimo Di Paolo, conosceva i due sciatori.

"Di loro si diceva che 'aprivano gli impianti'", dice ancora Annamaria. 

"Stanotte - prosegue - c'è stata tanta neve. Noi oggi non siamo andati agli impianti. La temperatura si è alzata...È una storia molto triste".

"Non erano né sprovveduti e né incoscienti. Il fato ha voluto che oggi accadesse questo", dice ancora l'avvocato Paolucci che su Facebook ha postato un ricordo per i due amici. 

AD SOCIETA' IMPIANTI, ''AIUTI IN UN MINUTO''

"Un dramma per le persone, per le famiglie, prima di tutto mogli e figli. Erano nostri amici, e clienti storici. Il primo pensiero è questo. Erano i primi ad arrivare la mattina. E anche stamani mio fratello Andrea li ha salutati". 

Poi la tragedia. "La giornata era appena iniziata, poco dopo le 9".  "Il primo soccorso è arrivato in un minuto. I nostri ragazzi stavano in continuo monitoraggio e si sono trovati di fronte alla tragedia". 

Questo quanto racconta all'Ansa Luca Lallini, amministratore delegato degli impianti di Campo Felice in merito alla morte dei due sciatori romani.

"È gente esperta, che conosce la stazione meglio di noi", aggiunge Lallini che non si dà pace "per una giornata di divertimento finita in tragedia". 

"Oggi - spiega ancora - c'erano 6 mila persone, per tranquillità abbiamo chiuso due piste alla luce della nevicata di ieri e stanotte, più che vietare l'accesso installando recinzioni e mettere cartelli, non possiamo mica sparare alla gente?".

"Gli impianti - prosegue l'amministratore degli impianti - sono sicuri. Ci sono tre persone che monitorano tutti i punti delle piste". 

Invece, fuori dagli impianti "si era accumulata tanta neve su uno strato ghiacciato e dopo che nei giorni scorsi aveva piovuto". 

Il gruppo si sarebbe dapprima infilato in un boschetto e, poi, all'uscita dagli alberi la neve è venuta giù. 

"Il terzo sciatore si è salvato perché è riuscito ad abbracciare un albero ed é stato fortunato in quanto i soccorritori lo hanno individuato avendo visto uno sci spuntare fuori dalla neve", racconta quindi Lallini. 

"Mi sconvolge il fatto che fossero esperti. La montagna è come il mare, non si deve sottovalutare o, peggio sfidare" dice l'imprenditore romano che lancia un appello ai media: "Aiutateci a far capire la verità e cioè che sulle piste c'è sicurezza, intorno a questo comparto ci sono aziende importanti per l'economia regionale".



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