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VALLE SUBEQUANA SENZA PEDIATRI: LA RABBIA DELLE MAMME

Pubblicazione: 04 gennaio 2019 alle ore 17:55

L'AQUILA - Dal 1° Gennaio 2019, in seguito al pensionamento del medico titolare, il distretto sanitario di Castelvecchio Subequo (L'Aquila) non garantisce più l'ambulatorio di assistenza pediatrica. 

In tutto sono circa 800 i piccoli assistiti, tra Castelvecchio e Raiano, anch'esso servito dall'ambulatorio pediatrico ormai vacante, che si sono recati e si stanno recando presso gli uffici preposti del distretto peligno-sangrino, per effettuare il cambio pediatra, così come prevedono le norme. Sono solo tre gli ambulatori pediatrici rimasti operativi, considerato un altro pensionamento che ha interessato il territorio peligno, di cui uno a Castel di Sangro, in pochi giorni arrivati a saturazione.

Le  mamme e i papà del comprensorio subequano hanno così scritto al direttore generale della Asl aquilana Rinaldo Tordera, allegndo centinaia di firme. 

"Siamo a conoscenza che per supplire alla sede vacante - si legge nella lettera - occorre rispettare bacini di utenza minimi, previsti dalla legge, e precise procedure di chiamata. Ma la legge ( i suoi numeri) non può non considerare le conseguenze di una mancata copertura della sede vacante in questa parte dell'Abruzzo interno. Siamo in piena stagione invernale e in piena fase di espansione di epidemie virali, senza contare le situazioni di criticità che possono sopraggiungere. Questo significa che le famiglie, soprattutto quelle con bimbi appena nati o piccolissimi, sono costrette a percorrere dai 30 chilometri in su per raggiungere il pediatra di base scelto, tra Pratola Peligna, Sulmona e anche Castel di Sangro, per effettuare i dovuti controlli".

"Inoltre, le ben conosciute condizioni di viabilità delle aree di montagna - prosegue la lettera - , nella fattispecie della SS5 Tiburtina, che ci collega al comprensorio peligno, rischiano di allungare i tempi di adeguato intervento assistenziale. In aggiunta, ma non per ultimo, la mancata copertura dell'ambulatorio pediatrico sarebbe un altro duro ed inaccettabile colpo alla sopravvivenza di questo comprensorio, già da anni alle prese con uno spopolamento galoppante, spinto anche dalla spogliazione di servizi che fanno capo ai livelli essenziali di assistenza".

Le famiglie chiedono dunque nell'immediato "una soluzione tampone che possa garantire la presenza di uno specialista presso l'ambulatorio del Distretto di Castelvecchio, soprattutto in questi mesi di rigore invernale".

In secondo luogo "una soluzione a più ampio raggio che, per le ragioni di cui sopra, consenta di provvedere in maniera stabile alla copertura dell'ambulatorio rimasto vacante.



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