VENERDI' SANTO: L'AQUILA-CHIETI, FRECCIATE E PACE
TRA I DUE EVENTI, LE NOVITA' DELLA PROCESSIONE

Pubblicazione: 12 marzo 2016 alle ore 13:33

Il simulacro del Cristo Morto della processione del Venerdi' Santo all'Aquila
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L’AQUILA - “Il nostro Miserere cantato all’Aquila durante la Processione del Venerdì Santo? E senza chiederci il permesso? Fu peggio del Ratto delle Sabine!”.

Era sorridente, il governatore dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti di Chieti, Giulio Obletter, mentre scagliava questa frecciata, comunque dalla punta avvelenata, all’indirizzo di Nicola Roccioletti, 93enne ex frate fondatore della moderna Processione del Venerdì Santo all’Aquila nel 1954 e definito “autore” del furto della musica.

“A Chieti c’è stata una sollevazione popolare per una minima variazione al percorso della Processione, pensate cosa può essere successo con lo scoprire che all’Aquila si usava la nostra musica!” ha continuato il governatore.

Lo scambio di vedute è avvenuto ieri pomeriggio, durante la conferenza di presentazione, a palazzo Fibbioni, della rinnovata Processione aquilana, con l'assessore alla Cultura Betty Leone a fare gli onori di casa.

Non sono mancate le battute e appunto le frecciatine da parte del rappresentante di quella che presume di essere la più antica congregazione d’Italia, quella che da oltre 400 anni organizza il rito pasquale del Cristo Morto a Chieti.

Un’occasione, la conferenza, che ha sancito comunque, alla fine, la pace tra le due confraternite, quella appunto teatina e l’aquilana Associazione dei Cavalieri del Venerdì Santo e l’inizio di una collaborazione.

Questa pace  è scritta, o meglio cantata, nelle note proprio di quel Miserere settecentesco del Maestro di Cappella Saverio Selecchy, che nella sera del Venerdì Santo del 2009 il coro e i musicisti di Chieti intonarono con gli sguardi rivolti al profilo inconfondibile del Gran Sasso e con il pensiero alla distrutta città dell’Aquila.

“In quel momento qualsiasi discussione era dimenticata e perdonata. Con quel piccolo gesto abbiamo voluto far comprendere quanto del nostro cuore è stato rivolto a L’Aquila, in quei tristi giorni”, ha concluso visibilmente Obletter emozionato.

LE NOVITÀ

Nel corso della conferenza sono state illustrate  alcune delle novità riguardanti l’edizione 2016 dell’evento aquilano, che si terrà quest’anno il 25 marzo.

Prima fra tutte, il ritorno dei simulacri nella Basilica di San Bernardino da cui partirà nuovamente la sfilata, dopo l’interruzione per i lavori di restauro post-terremoto.

Il presidente della società idrtica Gran Sasso Acqua, Americo di Benedetto, invece, nel corso del suo intervento ha confermato il completamento dei lavori per il passaggio dei sottoservizi e la conseguente chiusura e ripavimentazione del manto stradale in alcune delle strade interessate dal passaggio della processione, via Marrelli e via Cavour, che potrà così seguire il percorso consueto da San Bernardino a piazza Duomo, passando davanti la chiesa delle Anime Sante e piazza Palazzo mentre si sta valutando la possibilità di poter transitare anche davanti palazzo Margherita prima di rientrare a San Bernardino.

La statua del Cristo Morto sarà scortata quest’anno dai rappresentanti delle due associazioni Rotary e Rotaract cittadine, che si sono impegnate anche a reperire i fondi necessari per il restauro del simulacro.

Nell’ottica di ritrovare e far ritrovare il senso di una identità cittadina anche attraverso un evento religioso e simbolico come questo, il nuovo consiglio direttivo dell’Associazione dei Cavalieri del Venerdì Santo si sta adoperando per dotare tutti i Cavalieri, appunto, di un’uniforme, una divisa che da quest’anno sarà una lunga mantella di colore blu, con ricamato sul petto lo stemma dell’associazione.

La scelta del colore, fatta da Nicola Roccioletti, non è casuale: blu, il colore mariano, un colore inusuale e “moderno” come è appunto la processione aquilana.

È previsto uno speciale annullo filatelico con una cartolina raffigurante una delle opere di Remo Brindisi, il simulacro della Lavanda dei Piedi.

LE OPERE D’ARTE E IL NUOVO MUSEO

Proprio la modernità è la particolarità e anche il pregio della Processione, l’unica in Italia a far sfilare simulacri non antichi, ma realizzati nel 1954 da Remo Brindisi e da altri nomi importanti del panorama artistico contemporaneo come Lucio Fontana e Giò Pomodoro, in collaborazione con la Scuola d’Arte Aquilana che si trovava all’epoca in Piazza della Lauretana.

Un patrimonio artistico da valorizzare anche al di fuori del periodo strettamente pasquale e liturgico, con la proposta, già anticipata da AbruzzoWeb, della realizzazione di un Museo nei locali dell’ex Distretto Militare di San Bernardino, dove tenere esposti in modo permanente i simboli portati in sfilata e permettere a tutti, cittadini e visitatori di apprezzare quelle che sono vere e proprie opere d’arte contemporanea.



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