VILLETTA BARREA: INCURSIONE ORSO IN UNA STALLA, CAPRE UCCISE E DANNI A STRUTTURA

Pubblicazione: 12 settembre 2018 alle ore 00:01

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VILLETTA BARREA – Tre capre uccise, tre ferite gravemente e gravi danni nella stalla: questo il bilancio dell’incursione di un orso in un'azienda di proprietà di un allevatore, Filippo Colantoni, avvenuta la notte scorsa, intorno alle 2, a Villetta Barrea (L’Aquila), nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Non è la prima visita del grosso animale nei centri della zona protetta, questa volta cruenta. "Ho sentito le capre lamentarsi, ho pensato in un primo momento che potessero essere rimaste impigliate in qualche rete e sono sceso a controllare", racconta ad AbruzzoWeb, ancora sotto shock, l'uomo che davanti ai suoi occhi ha visto presentarsi un grosso plantigrado, che aveva appena semidistrutto la stalla e ucciso gli animali.

"Sono molto preoccupato per i miei animali - è lo sfogo dell’uomo - le caprette ferite forse non ce la fanno, è stato spaventoso, sembrava una mattanza, Rischio di perdere mesi di lavoro perché, quelle sopravvissute potrebbero perdere il latte a causa dello spavento".

La stalla si trova sulla superstrada che da Villetta Barrea porta a Passo Godi; l'attività per Colantoni rappresenta il sostentamento, infatti dall’allevamento di ovini di razza caprina, ricava latticini che vende al dettaglio.

L'imprenditore ha raccontato di essere stato svegliato da un forte trambusto, poi una volta che si è trovato di fronte la drammatica scena, con prontezza di riflessi è riuscito a mettere in fuga l'orso, rischiando anche la propria incolumità, perché l’animale ha reagito alle intimidazioni.

In giornata sul posto è giunto un veterinario per controllare lo stato di salute degli animali scampati alla furia dell’orso e le guardie del Parco, che hanno riconosciuto il passaggio dell’orso dall’entità dei danni.

Per Colantoni, la speranza, in questo momento, è che gli sia riconosciuto un indennizzo: "Le guardie del Parco mi hanno detto che faranno tutto quanto di loro competenza, affinchè non abbia a patire altre conseguenze. Non è possibile che gli orsi vadano a spasso indisturbati così vicino a un centro abitato. Ho rischiato la vita in una circostanza del genere".

"Settembre e ottobre - spiega - sono due mesi pericolosi perché questi animali cercano, prima di andare in letargo, cibi sostanziosi per nutrirsi e affrontare il lungo inverno".

"In estate invece si accontentano dell’erba e di qualche frutto selvatico che trovano in giro. Vanno tenuti sotto controllo", conclude.

Non è il primo episodio in queste zone di un incontro così ravvicinato con un orso, a maggio un altro esemplare è stato avvistato e fotografato, mentre passeggiava nei dintorni di Alfedena, un altro piccolo borgo del Parco.

Ad aprile un orso bruno marsicano è morto durante un'operazione di cattura da parte del personale dell'ente che gestisce la riserva naturale del Parco.

A luglio invece, nella zona di Luco dei Marsi, un orso è entrato in un casolare facendo molti danni lungo la rete di recinzione, ha distrutto una porta e alcune gabbie.



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