SVOLTA BIO, COLDIRETTI, ''IN REGIONE 4 MILA ETTARI SONO 'GREEN'''

VINITALY : L'ABRUZZO SCOMMETTE SUL ''ROSA'', ''PRODUZIONE PIU' ALTA IN PROVINCIA L'AQUILA''

Pubblicazione: 09 aprile 2019 alle ore 12:39

VERONA - Il rosato fa tendenza e l'Abruzzo scommette sul Cerasuolo.

Al Vinitaly è stato presentato il "Rosautoctono": una compagine che raccoglie i Consorzi di tutela delle denominazioni di origine più rappresentative del settore (Bardolino Chiaretto, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d'Abruzzo, Castel del Monte Rosato e Bombino Nero, Salice Salentino Rosato e Cirò Rosato) con l'obiettivo di dare una spinta decisiva, non solo dal punto di vista promozionale, ma anche economico e culturale, ai più significativi territori vocati alla produzione di questa tipologia di vino.

E il Cerasuolo d'Abruzzo sotto questa veste ha una profilo unico: le uve vengono vinificate in bianco oppure limitando la fermentazione in presenza delle bucce a poche ore; è ricavato prevalentemente dal vitigno Montepulciano. Il Cerasuolo d'Abruzzo - questa è la sua peculiarità - è caratterizzato dal colore "rosa ciliegia".

La produzione in Abruzzo, tra l'altro, è in crescita: è passato da 59.238 ettolitri del 2015 a 84.324 ettolitri del 2018, con oltre 6 milioni di bottiglie l'anno. In Italia sono prodotte complessivamente 25 milioni di bottiglie.

"I primi segnali commerciali sono positivi - ha esordito il vice presidente dell'Istituto del vino rosa autoctono italiano, Luigi Cataldi Madonna -. Sono convinto che questo istituto potrà fare molto per valorizzare il nostro vino rosa, e in questo contesto, sono certo, il Cerasuolo d'Abruzzo rappresenta una grandissima interpretazione della produzione rosa. Ora bisogna valorizzare e far conoscere questo vino".

La provincia abruzzese, dove la produzione di vino rosa è più alta, secondo i dati del Consorzio, è L'Aquila.

"Una delle caratteristiche del vino rosa - osserva Cataldi Madonna - è l'acidità, e le aree interne, in particolare la provincia dell'Aquila, non avendo il mare, sotto questo profilo, è previlegiata. Dobbiamo pertanto far capire che il vino rosa non è un vinello, non è un vino di aperitivo, ma è un vino gastronomico a 'tutto pasto'; anzi è il miglior vino delle tre tipologie. Sono fiducioso per un futuro… rosa". 

SVOLTA BIO, COLDIRETTI, ''IN ABRUZZO 4 MILA ETTARI SONO 'GREEN'''

Anche in Abruzzo svolta green nel bicchiere come avviene nel resto della penisola dove mai così tanto vino biologico è stato versato dagli italiani con un balzo del 18% nelle vendite del 2018 rispetto all’anno precedente, per un totale di 4,94 milioni di litri venduti nella grande distribuzione a livello nazionale.

È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Infoscan Census che svela la rivoluzione nei consumi in atto in occasione del Vinitaly, diffusa in occasione dell’incontro su "La rivoluzione green nel bicchiere" dove il presidente di Coldiretti Ettore Prandini e il presidente di Federbio Paolo Carnemolla hanno sottoscritto il primo patto "salva-bio" per garantire la qualità di tutti i prodotti biologici sempre più star del carrello degli italiani.

"La ricerca della naturalità - sottolinea la Coldiretti – è la nuova tendenza in espansione sul mercato del vino in Italia e all’estero. Una domanda alla quale l’Italia può rispondere positivamente anche grazie allo sforzo dei viticoltori con i vigneti coltivati a biologico o in conversione che hanno raggiunto 105.384 ettari, dei quali 70.791 biologici e 34.593 in conversione, secondo il Sinab 2018". 

"Le vigne Made in Italy al 'naturale' sono praticamente raddoppiate negli ultimi cinque anni con Sicilia, Puglia e Toscana che – continua la Coldiretti – salgono nell’ordine sul podio delle Regioni con maggiore superficie biologica a vigneto e rappresentano insieme quasi i 2/3 del totale nazionale".

"In linea con il panorama nazionale è anche l’Abruzzo con 3.955 ettari di vigneti biologici su una superficie regionale di 38.758 ettari coltivati in modo 'green'. A crescere sono anche le aziende agricole con i vigneti coltivati secondo le tecniche della biodinamica codificate nel 1924 da Rudolf Steiner tra fasi lunari, corna di vacca e soluzioni omeopatiche in linea con l’aumento della sensibilità ecologica che si sta diffondendo tra i cittadini. Si tratta di una tendenza che riguarda non solo i vini - conclude Coldiretti - ma anche le altre produzioni con particolare riferimento agli ortaggi e ai cereali".



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