WILLIAM GIORDANO, VENT'ANNI
E SEGRETARIO ANPI: ''TORNARE
TRA I DEBOLI PER VINCERE''

Pubblicazione: 29 settembre 2017 alle ore 07:08

William Giordano
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L'AQUILA - Classe 1997, 127 preferenze alle ultime elezioni comunali nella lista di Articolo 1, William Giordano è considerato da molti "l'astro nascente" della sinistra aquilana.

Legato al consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, anche se ormai ha seguito gli scissionisti bersaniani fuori dal Partito democratico, nei giorni scorsi è diventato responsabile della sezione cittadina dell'Associazione dei partigiani Anpi.

AbruzzoWeb lo ha intervistato.

D'Altra parte la storia della tua famiglia parte da lì...

Entrambi i miei bisnonni hanno fatto parte della brigata partigiana Monti della Duchessa, operavano tra Rocca di Cambio e Lucoli. Il fratello di un mio bisnonno è stato assassinato dai fascisti prima della guerra nell'Agro Romano, dove da Rocca di Cambio si era spostato per lavoro. Mia nonna mi racconta episodi di olio di ricino, delle botte che ricevevano, di quando li mettevano al muro. Uno dei miei due bisnonni ha nascosto in casa lo zio di Lolli (il vice presidente della Regione Giovanni, ndr), Mario Lolli, partigiano che era andato a combattere in Emilia Romagna.

A parte la politica di cosa ti occupi?

Mi sono diplomato al liceo Cotugno e mi sono iscritto all'indirizzo Relazioni internazionali di Scienze politiche a Roma Tre.

E come vanno gli studi?

Bene. Il primo anno ho viaggiato, mentre quest'anno mi trasferisco.

L'impegno politico è nato proprio al liceo...

Sì, è la mia scuola e ci sono legatissimo. Lì ho trascorso gli anni più belli, mi sono divertito, l'ho occupata.

Perché occupata?

Abbiamo protestato contro la Buona Scuola di Renzi, l'anno prima per chiedere una consulta studentesca e spazi di aggregazione. L'anno prima ancora per chiedere che la ricostruzione partisse, quando Massimo Cialente si tolse la fascia. Prima ancora contro la scelta dell'allora ministro Francesco Profumo di aprire la scuola ai privati.

L'Anpi nasce come un'associazione di reduci, non è anacronistica ormai?

È chiaro che per questioni di tempo cambia, oggi non è solo dei partigiani, ma di tutte le persone antifasciste, democratiche, che difendono la Costituzione, come è successo con l'ultimo referendum, in cui ci siamo mobilitati per il No. Quindi l'associazione ha iniziato ad aggregare non solo chi ha vissuto la Resistenza, ma anche tanti giovani che hanno trovato modo di approfondire e conoscere anche il presente. Diciamoci la verità, è un'associazione antifascista, fatta da chi ha combattuto durante il regime ma anche durante gli anni Settanta, è fatta per combattere il fascismo e negli ultimi due anni in Europa si è riaffacciato un sentimento razzista e fascista che ha investito l'Anpi di una serie di battaglie ed entusiasmi per arginare movimenti pericolosi per la democrazia. Per questo c'è un aumento di giovani iscritti.

Ma c'è un rischio totalitarismi, oggi? 

Paragonare quello che succede oggi al ventennio è impossibile perché sono due epoche diverse, tuttavia ci sono cose che le rendono simili. Anche allora si veniva fuori da una crisi economica, oggi non ci sono le condizioni per un regime, ma ci sono per tensioni sociali. Non sono un particolare sostenitore della legge Fiano, perché rischia di rendere trasgressivo e quindi affascinante il fascismo, rischia di farla sembrare una cosa di libertà e una questione di intraprendenza, perché l'illegalità è ammiccante.

Da sinistra, in questi primi mesi di amministrazione di centrodestra, abbiamo sentito più volte gridare al fascismo.

Verso il nuovo sindaco, Pierluigi Biondi, non ho problemi, non credo sia uno squadrista come alcuni dicono, ma proviene da una destra post-fascista. Quel che mi preoccupa sono i comportamenti di alcuni della maggioranza che in questi mesi hanno avuto momenti di notorietà sugli immigrati o sul fascismo, come Roberto Junior Silveri che chiede lo sgombero di un edificio vuoto. Queste sono azioni squadriste che mi lasciano perplesso. A Casapound che dovrebbe essere anticostituzionale, definendosi fascista del terzo millennio, è stata data una sala e la segreteria del sindaco, che è quella che assegna le sale civiche, lo ha consentito ed è grave. Come è stato grave rimuovere lo striscione di Giulio Regeni.

Criticando la rimozione dello stricione su Regeni, su Facebook hai scritto che "faceva in Egitto attività di Ricerca per la sua Università, come confermato dalla sua famiglia, dalla Farnesina, dall'Univesità di Cambridge e dai suoi amici in Egitto". Credi che la posizione ufficiale delle istituzioni dia tutte queste certezze sul suo caso?

Io ho fatto un elenco di autorità che hanno dichiarato che era un ricercatore. Sono talmente tanti che non si può dubitare della veridicità di questa versione. Suoi amici e colleghi ricercatori sapevano quello che faceva, allora Cambridge dice bugie? Non mi sembra un caso di spionaggio, ma poi è una moltitudine di opinioni che si è levata a confermarlo. A dire che fosse una spia sono solo giornali che non sempre dicono il vero, occorre anche capire la bilancia dove pende. Sicuramente era appassionato alle vicende che avvenivano lì, sicuramente era curioso, ma ha trovato una fine ingiusta sulla quale l'Italia si sta dimostrando debole.

Che obiettivi hai nel breve termine?

Prendermi una laurea e trovarmi un lavoro. Per fare politica serve un lavoro, perché non esistono più i funzionari di partito e la politica è passione, sacrificio e dedizione. Mi vedo, per ora, a fare la mia vita da studente universitario, come ognuno dovrebbe fare perché faccio quello che tanti hanno fatto.

Che lavoro ti piacerebbe fare?

Non lo so bene, sto studiando per avere competenze universali, mi piacerebbe fare un lavoro con cui sto a contatto con la gente giorno dopo giorno, perché credo che il problema della politica sia nel fatto che sta poco a contatto con le persone. Non ci meravigliamo del successo di Casapound o della Lega, se loro passano le giornate a dare il riso alle case popolari, mentre quelli che dovevano essere i protagonisti di quei luoghi hanno fatto campagna elettorale altrove. Il successo della destra è sempre frtutto di errori madornali della sinistra.



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