1° MAGGIO: “MISURE PER EVITARE LICENZIAMENTI”; QUARESIMALE, “SENZA LAVORO ITALIA NON RIPARTE”

1 Maggio 2021 11:51

TERAMO – “L’Abruzzo è pronto a contrastare con ogni mezzo a disposizione la crisi provocata dal covid-19, e gli effetti drammatici dello sblocco dei licenziamenti previsto a fine giugno, a cominciare dagli incentivi all’occupazione e alle imprese che restano e investono in Regione. Senza lavoro del resto, l’Italia non riparte”.

A sottolinearlo nel giorno in cui si celebra la festa del lavoro, nell’intervista in diretta streaming di Abruzzoweb, l’assessore regionale al welfare, Pietro Quaresimale, della Lega.

L’incubo è rappresentato da quanto previsto dal testo del decreto Sostegni di marzo del governo di Mario Draghi, che ha prorogato la cassa integrazione straordinaria, introdotta dal governo di Giuseppe Conte per far fronte all’emergenza covid-19 per le aziende che utilizzano la cassa integrazione ordinaria non oltre al 30 giugno 2021, quando terminerà anche lo stop generalizzato al blocco dei licenziamenti. La cassa integrazione Covid gratuita e il blocco dei licenziamenti proseguiranno però per le aziende, in particolare del terziario, che usufruiscono della Cig in deroga e dell’assegno ordinario, in modo da traghettarle fino all’operatività della riforma degli ammortizzatori sociali. Per le imprese degli altri settori, invece, il dl Sostegni prevede il ripristino degli ammortizzatori sociali tradizionali a partire da luglio e, in parallelo, della possibilità di licenziare.

E questo conferma Quaresimale, avrà effetti pesantissimi anche in Abruzzo: dopo il 30 giugno si rischia una drammatica ondata di licenziamenti.

“Di concerto con il governo nazionale – spiega l’assessore – la risposta non potrà che essere quella di mettere in campo ingenti risorse sotto forma di incentivi per favorire l’occupabilità, ovvero per garantire il mantenimento del posto per giovani, donne, e over 50 e disabili”

Altra leva per contrastare la crisi la quota parte dei fondi del Recovery plan destinati alla formazione.

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza – spiega l’assessore – ha previsto risorse e azioni combinate per l’avvio di una programmazione delle politiche attive. In quel Piano sono state chiamate a dare il loro decisivo apporto le Regioni e naturalmente l’Abruzzo è pronto a fare la sua parte”.

Inoltre spiega l’assessore nell’intervista, “occorre evitare che si ripetano episodi simili a quello che ha vista protagonista la Befacence di Tortoreto, che voleva delocalizzare in Polonia. Per fortuna la vertenza si è chiusa positivamente, l’impresa resterà in Abruzzo. Ma è un campanello d’allarme che non va sottovalutato. Anche qui occorre mettere in campo strumenti per evitare delocalizzazioni e ancor di più per incentivare le imprese a scegliere l’Abruzzo per investire”

Altra leva per contrastare la crisi la quota parte dei fondi del Recovery plan destinati alla formazione.

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza – spiega l’assessore – ha previsto risorse e azioni combinate per l’avvio di una programmazione delle politiche attive. In quel Piano sono state chiamate a dare il loro decisivo apporto le Regioni e naturalmente l’Abruzzo è pronto a fare la sua parte. Nostra priorità è anche la riforma dei centri dell’impiego, che non dovrà essere più l’ultima spiaggia per i disoccupati, ma la porta di accesso privilegiata per l’ingresso del mondo del lavoro”.

“È un mondo del lavoro martoriato dalla crisi dovuta all’emergenza sanitaria in atto quello che si appresta a vivere la festa dei Lavoratori del Primo maggio – ha concluso Quaresimale -. Compito della politica è mettere in campo tutti gli strumenti tecnici e normativi perché la politica attiva del lavoro torni a guidare lo sviluppo e la competitività. Non è un compito agevole, ma è una sfida che il mondo produttivo deve raccogliere se si vuole tornare a crescere. Sul nostro immediato futuro pesano ancora gli esiti incerti legati all’andamento della pandemia, ma lo spiraglio di uscita che ci offre la massiccia campagna vaccinale ci deve essere di stimolo per tornare a programmare e a pensare politiche di sviluppo del lavoro”.

LA DIRETTA

 

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