100 GIORNI: LA FESTA DEI 12 MILA A SAN GABRIELE,
PENNE BENEDETTE E VINO CHE BEFFA I DIVIETI

Autore dell'articolo: Rossella Papa

10 Marzo 2014 20:45

COLLEDARA – Anche quest’anno, come negli ultimi 34, studenti delle ultime classi delle scuole superiori, provenienti da tutto Abruzzo e perfino da fuori regione, si sono radunati presso il santuario di San Gabriele dell’Addolorata a Isola di Gran Sasso ( Teramo) per invocare protezione e benedizione al Santo patrono d’Abruzzo, protettore dei giovani e, in particolare, degli studenti.

Ad attendere i numerosi autobus che, secondo quanto si è appreso, avrebbero ospitato circa 12 mila studenti, c’erano cani antidroga e agenti di polizia per mantenere il giusto ordine e per far rispettare l’ordinanza ferrea del Comune: niente alcol.

Sequestrati, infatti, litri alcolici d’ogni genere: i ragazzi sembravano rimasti a mani vuote, eppure molti bicchieri si sono riempiti lo stesso  di vino rosso.

Astuzie e sotterfugi per poter colmare i calici e brindare alla grande festa dei tanto attesi 100 giorni, nonostante i divieti. Non sono mancati molti giovani ubriachi d’euforia, ma la severità delle forze dell’ordine ha mantenuto il caos nei giusti limiti.

Studiare non basta, molti studenti confidano nella protezione santa per sentirsi più tranquilli e affrontare questo grande passo; la celebrazione di due messe, alle 10 e alle 11.30, ha raccolto così le preghiere dei giovani abruzzesi, prima che, al termine, si ripetesse il momento tradizionale che il popolo studentesco attende con ansia: la benedizione delle penne.

Mani alzate e in pugno gli strumenti che useranno nelle temute prove scritte, gli studenti ripongono la speranza alla benedizione: che le penne benedette scrivano una giusta conclusione all’esperienza liceale.

Il momento di confessione, preghiera e silenzio si è trasformato poi in occasione di svago e leggerezza; i giovani maturandi si sono abbandonati sui prati e nei parcheggi circostanti il santuario per cantare, mangiare e ballare a cielo aperto.





Un ritiro spirituale, un momento di raccolta ma anche un motivo di festa: chitarre alla mano, tamburelli e gran voce per cantare, per festeggiare (o sdrammatizzare) l’avvicinamento agli esami di Maturità.

C’era chi ha pregato per passare alla meglio l’esame e, oltre alla penna, si è fatto benedire anche la calcolatrice, come Domenico Di Francesco, di Teramo, dell’Istituto tecnico commerciale, che confessa ad AbruzzoWeb: “ La mia preghiera di oggi è di poter passare l’esame, insieme ai miei compagni di classe. Mi sono fatto benedire sette penne e la calcolatrice perché noi abbiamo economia come seconda prova, me la sono fatta benedire un po’, anche, per superstizione. Che Dio ce la mandi buona, speriamo in un 80!”.

E dello stesso Istituto anche Chiara Medea che, con la giornata dei 100 giorni, si apre a un dolce augurio: “Sono venuta oggi anche per fare festa con i miei amici. La festa è per tutti i miei amici, per quello che abbiamo vissuto per cinque anni. Io auguro una buona maturità a tutti i miei amici e spero che tutti un giorno possa riuscire a raggiungere il loro sogno, come lo vorrei anche io”.

Tra un brindisi e musica ad alto volume, la giornata santa dei 100 giorni all’esame è diventata una vera festa, come ha voluto confermare Francesca dal liceo Classico di Roseto “L’esame, per molti è qualcosa di tragico, per me invece è una grande festa ed oggi ce ne freghiamo. Abbiamo ballato, mangiato gli arrosticini e brindato. L’esame è solo una festa, o almeno per ora”.

Una grande festa prima dell’ultimo sforzo per l’esame, un caos piacevole che prendeva la melodia della giovinezza, della compagnia e del brio, questa giornata si è conclusa, forse,troppo in fretta: da domani inizia un duro lavoro, gli esami non aspettano che l’impegno di tutti gli studenti che oggi hanno gridato le loro speranze e la loro felice spensieratezza.

Giorgio Mangiapia, studente del Liceo Scientifico “Masci” di Chieti, così parla a questo giornale, a festa conclusa: “Oggi si è brindato, mangiato in compagnia e ballato senza pensieri, da domani però si ritorna a focalizzare l’obiettivo, la maturità che si avvicina. Ho benedetto le mie penne che, spero, portino soddisfazione nell’Esame di Stato ma anche per altre occasioni importanti nella vita”.

E conclude; “Oggi San Gabriele aveva il ritmo della giovinezza, siamo giovani vivi e coraggiosi: oggi speriamo in un domani migliore”.

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