A24-A25: RETI TAGLIATE, CINGHIALI CAUSANO 2 INCIDENTI.
SDP PRESENTA DENUNCIA, EMERGENZA SICUREZZA

CONCESSIONARIA SCOPRE CHE SONO STATE BUCATE CON CESOIE GLI INGRESSI. PROGETTO PER RAFFORZARE RETI DI RECINZIONE FERMO AL 2021: DEL PRIMO LOTTO PER UN INVESTIMENTO DI 80 MILIONI DI EURO SU 100 KM DI AUTOSTRADE E’ STATO ATTUATO SOLO SU 4 CHILOMETRI. NODO COMPETENZA COMMISSARIO.

25 Marzo 2024 15:27

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – Reti di protezione tagliate di netto con le cesoie da parte di ignoti, e cinghiali che sono entrati attraverso i varchi nella carreggiata dell’autostrada A25, tra il casello di Magliano de’ Marsi e quello di Avezzano, in provincia dell’Aquila, provocando nei giorni scorsi ben due incidenti, con tre autovetture coinvolte, per fortuna senza vittime, ma con ingenti danni ai mezzi e con la morte degli animali selvatici.

E’ questo il preoccupante scenario che emerge dalla denuncia presentata al compartimento della Polizia stradale di Avezzano, da parte di Strada dei Parchi, la società del gruppo industriale abruzzese Toto tornata a gestire dal primo gennaio scorso le autostrade abruzzesi e laziali A24-A25, dopo la revoca in danno decisa dal precedente governo di Mario Draghi nell’estate 2022, e l’affidamento ad Anas.

La concessione è stata riassegnata al privato con una norma del Parlamento in virtù del successivo dietrofront del governo Meloni, e del ministro per le Infrastrutture ed i Traporti, Matteo Salvini, per evitare allo Stato un esborso miliardario per la compensazione prevista per legge alla luce della revoca anticipata della concessione in scadenza nel 2032 e un eventuale risarcimento danni, vista la dubbia legittimità della revoca, contro cui Sdp ha fatto numerosi ricorsi innescando un maxi contenzioso.

A firmare la denuncia contro ignoti Davide Bregantin, in qualità di direttore di esercizio di Sdp. L’atto ha fatto scattare le indagini,  e ha anche riportato alla ribalta nuovamente l’emergenza sicurezza rappresentata dagli incidenti causati agli attraversamenti degli animali selvatici, oltre a cinghiali, anche i cervi, conseguenza della inadeguatezza delle reti di recinzione: tutto ciò in un contesto in cui la presenza di animali non è certo sporadica visto che l’infrastruttura attraversa in Abruzzo per lunghi tratti parchi e aree protette.

A tale proposito, emergenza nella emergenza è rimasto sostanzialmente al palo il progetto di Sdp concordato nel luglio del 2021 con l’ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per un investimento di 80 milioni di euro per la realizzazione di un primo lotto di 100 chilometri per nuove reti speciali a maglia differenziata alte oltre 2 metri, per prevenire le intrusioni da parte della fauna di ogni grandezza e specie.

Il progetto era stato avviato con un primo investimento di Strada dei Parchi di 1,3 milioni di euro (1,1 per lotto 0 + circa 200mila per progettazione intero tracciato) prima della revoca della concessione, e concluso per i primi 4 chilometri durante la gestione Anas, nel tratto di A25 vicino Carrito.





Il primo incidente menzionato nella denuncia è avvenuto la sera del 19 marzo, con il coinvolgimento di due autovetture, una Hyundai con un solo conducente, e una Ford con un conducente e un passeggero, causata dall’ingresso in sede autostradale di ben due cinghiali che provenivano dal terreno confinante. A seguito dell’urto con la vettura, gli animali sono morti e  danni sono stati provocati ad entrambe le autovetture, con le persone coinvolte rimaste comunque illese.

Il secondo incidente è avvenuto nel pomeriggio del 20 marzo, sempre nel tratto di Avezzano dell’A25, con il coinvolgimento di una Peugeot con a bordo un solo conducente. Anche in questo caso l’automobile non è riuscita ad evitare un cinghiale che attraversava la carreggiata. Anche in questo caso, a seguito dell’impatto l’animale è deceduto, l’auto ha riportato danni, l’automobilista è rimasto illeso.

Ai due incidenti accaduti a poca distanza, ha fatto da prologo, qualche giorno prima, un altro investimento di cinghiali che ha mandato in fiamme un’autovettura Gpl sulla A24, nel tratto teramano, che ha causato un focolaio prontamente spento dalla squadra antincendio di Sdp. Un sinistro risolto senza conseguenze fisiche per il conducente, ma che avrebbe potuto avere un diverso immaginabile esito.

E veniamo dunque all’inquietante scoperta: 18 marzo, si legge ancora nella denuncia “nell’ambito della normale attività di manutenzione all’altezza della chilometrica 86 + 650 della A25, carreggiata destra, direzione Pescara, è stato rilevato il taglio della rete di recinzione perimetrale a protezione dell’autostrada. Il taglio è stato prodotto in prossimità del paletto di recinzione in senso verticale, dall’alto verso il basso”. E si precisa che “personale della  Strada dei Parchi ha prontamente riparato il taglio”.

A seguito di altri controlli, “il 20 marzo, all’altezza della medesima chilometrica, nella carreggiata sinistra, direzione Roma, è stato rilevato identico taglio effettuato con le medesime modalità del primo”.

Pertanto si sottolinea nella denuncia, “la perfetta simmetria dei varchi prodotti, consente di ipotizzare che qualcuno al fine di accedere alla sede autostradale, ha utilizzato il varco per salire a bordo di un’auto accostatasi nella corsia di emergenza. Il taglio prospiciente è presumibilmente da attribuire a chi successivamente è stato lasciato sulla corsia di emergenza della carreggiata opposta, e a piedi ha lasciato la sede autostradale”.

Si esprime dunque la volontà “di procedere penalmente nei confronti del responsabile, qualora individuato, chiedendo pertanto la punizione per tutti quei reati ravvisabili per i fatti esposti e per ogni effetto di legge”.





Secondo i dati di Sdp, non sono solo questi gli episodi di attraversamenti di fauna selvatica in autostrada, e per tutto ciò “si invita alla cautela per gli utenti in viaggio, non solo sulle autostrade A24 e A25, in questi giorni di risveglio della fauna selvatica”. Invito scontato,  ma “è altrettanto scontato che, per un’autostrada che lambisce tre Parchi Nazionali e tre Parchi Regionali, questo invito non può essere ritenuto sufficiente”

Già dal luglio 2021 era stato progettato con l’ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise un piano per nuove reti speciali a maglia differenziata e alte oltre 2 metri, per prevenire le intrusioni da parte della fauna di ogni grandezza e specie. Il progetto, per un importo complessivo di circa 80 milioni di euro, era stato già avviato con un primo investimento di Strada dei Parchi di 1,3 milioni (1,1 euro per i lavori, più circa 200mila per la progettazione intero tracciato) prima della revoca, e concluso per i primi 4 chilometri durante la gestione Anas, nel tratto di A25 vicino Carrito.

Del resto, quello dell’apertura dei varchi è un reato tristemente diffuso con le reti standard, presenti a norma di legge su tutta la rete autostradale, che impongono serrati controlli e la continua e immediata riparazione dei varchi da parte degli addetti di SdP.

Ma al progetto si frappone un altro ostacolo: il precedente commissario straordinario nominato dal Governo per la messa in sicurezza, il sulmonese Maurizio Gentile, ex presidente e ad di Trenitalia, si era detto pronto a finanziare l’intera opera, dopo una revisione della progettazione da parte della struttura commissariale. Il nuovo commissario, Marco Corsini, ha ritenuto diversamente, espungendo le reti già progettate per un primo lotto di circa 100 chilometri dalle competenze della sua struttura, che dovrà occuparsi esclusivamente dell’adeguamento antisismico dei viadotti dell’autostrada, anche dal punto di vista degli attraversamenti.

E Strada dei Parchi ha le mani legate visto che nella nuova intesa denominata “Il nuovo inizio”,  che non prevede nessun rincaro dei pedaggi fino alla scadenza della concessione nel 2032, c’è solo la competenza della manutenzione ordinaria, sia pure con il quantum annuale innalzato a 40 milioni di euro, e le nuove recinzioni risultato essere interventi di natura non ordinaria.

 

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