50 ANNI DALLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA, ANCI, CELEBRARE IN SCUOLE PER NON DIMENTICARE

12 Dicembre 2019 12:47

ROMA – “Quello di quest'anno è un passaggio importante, è una svolta. Ogni parola del presidente sarà un incentivo ad andare avanti per la democrazia. Parlare di mio marito Pino in un certo modo è anche un tassello per la democrazia”. 

Dopo anni di silenzio, nel 50esimo anniversario della strage di Piazza Fontana Licia Rognini, vedova di Giuseppe Pinelli, torna a parlare in un'intervista a Radio Popolare, spiegando che parteciperà oggi al Consiglio comunale di Milano, con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Non mi aspettavo che il sindaco Sala chiedesse perdono alla nostra famiglia. È stato un bel gesto, che ci restituisce qualcosa. Io non mi aspetto niente da nessuno, quello che arriva arriva, come è avvenuto in questi cinquant'anni”, ha detto Licia Rognini, vedova di Giuseppe Pinelli, in un'intervista a Radio Popolare. 

“Su come è morto mio marito la verità noi la conosciamo, noi le cose le sappiamo, poi se qualcuno ha voglia di parlare, parlerà”, ha aggiunto.

“Il 12 dicembre è una data importante per la nostra Milano: ricordiamo la tragedia di Piazza Fontana, quel triste momento storico ma anche come la città seppe reagire”. 





Lo dichiara il sindaco di Milano, Beppe Sala, in un video pubblicato dal sito dell'Anci, in una rubrica dedicata al cinquantenario della strage della Banca Nazionale dell'Agricoltura, assieme ad una videotestimonianza di Ferruccio De Bortoli

“Quest'anno il ricordo e la riflessione – sottolinea il primo cittadino di Milano – sono ancora più importanti: è trascorso mezzo secolo da quel giorno. Lo celebreremo con grande attenzione portando il messaggio nelle scuole, facendo sì che i nostri ragazzi e i nostri nipoti sappiano cosa è stata per noi Piazza Fontana”. 

“Il cinquantenario – ricorda ancora Sala – è celebrato alla presenza del presidente della Repubblica, che sarà in Consiglio comunale con noi a testimoniare la sua fede nei valori che Milano esprime, a testimoniare la sua fede nella memoria, la sua volontà con noi di guardare avanti, perché questa è Milano, e questo è anche il nostro Paese: grande memoria, grandi tradizioni ma con lo sguardo rivolto al futuro”. 

Un ricordo di quei giorni ripercorre nel video anche un altro illustre milanese, l'ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24Ore Ferruccio De Bortoli: “Nei miei ricordi dell'epoca è come se fosse calata una cortina di piombo, di nebbia, un senso di smarrimento collettivo: come poteva accadere una cosa del genere in una città come Milano?”. 

“Se non riusciremo a fare un costante esercizio di memoria, che è quello di capire, tentare di far combaciare la verità storica con quella giudiziaria – conclude De Bortoli – quelle persone moriranno ancora una volta, e il senso di giustizia del Paese sarà seppellito assieme a ricordi confusi e strumentali”. 

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