6 APRILE: I FAMILIARI DI VASSILIS DIMENTICATI DALLO STATO, NESSUN RISARCIMENTO E INDAGATI DECEDUTI

Autore dell'articolo: Roberto Santilli

6 Aprile 2018 06:51

L'AQUILA – Un padre, una madre e una figlia che piangono, da anni, un proprio caro portato via nel terremoto dell'Aquila del 6 aprile di nove anni fa.

E che aspettano gli sviluppi di una causa per risarcimento danni che però non si sa quando e come si concluderà.

È la storia di Georgios, Anna e Dionysia, quest'ultima estratta viva dalle macerie di quella maledetta notte e rimasta invalida al 70 per cento, e del loro figlio e fratello Vassilis Koufolias, giovane greco che studiava Ingegneria all'Aquila e che viveva insieme a sua sorella Dionysia in un appartamento di via Campo di Fossa, in una di quelle zone del capoluogo d'Abruzzo in cui i crolli hanno provocato alcune delle 309 vittime del sisma.

Il crollo dell'edificio di via Campo di Fossa non è mai arrivato al dibattimento perché gli 8 possibili indagati nel frattempo sono deceduti.





A difendere la famiglia greca è l'avvocato aquilano Isidoro Isidori dal 2014, anno in cui è inziata la causa civile con la richiesta di risarcimento danni, “una causa che però si è arenata – spiega il legale ad AbruzzoWeb – C'è un'udienza fissata a giugno, ma per una questione tecnica. Questa causa durerà almeno un altro paio di anni. Resta il fatto che i tre familiari di Vassilis si sentono abbandonati dallo Stato italiano”.

Ad essere chiamati in causa, ministero dell'Interno, ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Comune dell'Aquila, Provincia dell'Aquila e Regione Abruzzo, queste ultime due perché, all'epoca dei fatti, la gestione del Genio civile era alle dipendenze del ministero delle Infrastrutture e ai Trasporti prima di passare alle Regioni.

“Sono persone disperate che non hanno avuto alcun riconoscimento – lamenta Isidori – I genitori si presentano alle udienze con la foto di Vassilis per chiedere al giudice cosa intenda fare”.

La mamma di Vassilis, Anna, è la donna che in occasione della fiaccolata di commemorazione delle vittime del 6 aprile si ferma a chiamarlo in via XX Settembre, di fronte a via Campo di Fossa, dove ci sono la foto del figlio, una bandiera della Grecia e dei fiori in suo onore.

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