A L’AQUILA 4 COMUNITÀ ENERGETICHE E 6 IMPIANTI. MINISTRO FRATIN, “PROGETTO MODELLO IN ITALIA”

CONVEGNO IN UN GREMITO AUDITORIUM DEL PARCO ILLUSTRA PROGETTO DA 20 MILIONI PRESENTATO A VALERE SU PNRR: I SITI DI PRODUZIONE FOTOVOLTAICA A PIAZZA D'ARMI, NELLA ZONA INDUSTRIALE DI PILE, AL PIAZZALE SIMONCELLI, AL PALAZZETTO DELLO SPORT DI VIALE OVIDIO, ALLO STADIO GRAN SASSO E NELLA ZONA INDUSTRIALE DI BAZZANO. SINDACO BIONDI: "BENEFICI AMBIENTALI, ECONOMICI E SOCIALI"

20 Gennaio 2023 21:00

L'Aquila - AbruzzoGreen

L’AQUILA – “Sono qui per vedere la rinascita dell’Aquila, di una città che sta vincendo una sfida, e che deve ricostruirsi guardando al futuro, Una di queste sfide è quella delle comunità energetiche. Il vostro progetto di creare una rete  per costruire un nuovo tessuto energetico cittadino, è un’iniziativa inedita, un esperimento pilota che traccia un percorso possibile e replicabile, trasformando l’esperienza delle comunità, ampliandone l’ambito e le prospettive.”.

A dare l’abbrivio agli ambiziosi progetti in tema di riconversione energetica messi in campo dal Comune dell’Aquila è stato, ai massimi livelli, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin,  nel corso del convegno di oggi pomeriggio all’Auditorium del Parco“Energia per la crescita”

E’ stata l’occasione davanti ad una platea gremita, con oltre 300 persone, con 50-60 arrivate senza invito,  e davanti ad un parterre ricchissimo con professionisti, imprenditori, amministratori e con tanti cittadini che hanno inteso prendere parte all’iniziativa, per illustrare innanzitutto il progetto del Comune dell’Aquila dal valore di 20 milioni di euro candidato al bando del commissario straordinario per la ricostruzione 2016 proprio sulle Comunità energetiche,  per ammodernarsi e ridurre le emissioni climalteranti, che prevede sei impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili per quattro Comunità energetiche (Cer) in rete tra loro, con l’obiettivo di promuovere e massimizzare l’autoconsumo, i sistemi di accumulo e stoccaggio dell’energia, condividere e scambiare l’energia autoprodotta da fonti rinnovabili. Con la possibilità dei soci di abbattere a regime il costo delle bollette. Con un risparmio di circa 3 milioni di chilogrammi di anidride carbonica l’anno, il Ministero dello Sviluppo economico contribuisce alle Cer con circa 700mila euro l’anno per vent’anni, e il risparmio economico annuo per i componenti della Cer relativo al costo dell’energia sarà di 2,6 milioni di euro.

La Rete Cer L’Aquila ha coinvolto ben 261 soggetti (consumatori, produttori e consumatori-produttori) tra operatori economici e cittadini, e che fanno riferimento alle cabine di Pettino, del Torrione, di Assergi e di Bazzano. Gli impianti da realizzare costituiranno le fonti energetiche principali che alimentano la Rete e saranno localizzzati a Piazza d’Armi, nella zona industriale di Pile, al piazzale Simoncelli, al palazzetto dello sport di viale Ovidio, allo stadio Gran Sasso e nella zona industriale di Bazzano.

Moderato da Francesco Giubilei, giornalista e scrittore, il convegno è stato aperto dall’assessore comunale all’Ambiente, Fabrizio Taranta e hanno portato i loro saluti il rettore dell’Università dell’Aquila Edoardo Alesse, il commissario straordinario per la ricostruzione 2016 Guido Castelli, e il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Il dibattito, poi, si è sviluppato con il presidente di Confindustria Abruzzo Silvano Pagliuca, il rettore vicario e docente di interazione tra macchine e ambiente, Roberto Cipollone, e il sindaco Pierluigi Biondi. Conclusioni affidate al ministro Fratin.

“Oggi L’Aquila sta rinascendo dalle sue rovine, dai ritardi del passato, dai limiti di una ricostruzione macchinosa e lenta. Ma la forza degli abruzzesi e la bellezza di questa città stanno vincendo gli ostacoli tecnici, sociali, i limiti della politica – ha detto l’esponente di governo – . Il sisma rappresenterà, dopo i lutti, dopo la rabbia, dopo le attese, un’opportunità di ripresa e un nuovo inizio. Anche L’Aquila può diventare il modello socio-economico di una ripartenza nel segno della green economy, dell’economia circolare, del risparmio e dell’autosufficienza energetica”.

“È importante che l’esperienza delle comunità energetiche si diffonda nel territorio, come del resto sta accadendo, e utilizzi al meglio i canali di finanziamento e promozione che oggi sono in campo e che possono rendere questa forma di produzione e gestione dell’energia un elemento diffuso e virtuoso nel variegato panorama energetico nazionale. Facciamo in modo che l’Abruzzo rifiorisca proprio dalle risorse naturali e proprio dall’energia”, ha concluso.

“Abbiamo lavorato su un progetto complessivo molto importante, sfruttando le opportunità del fondo complementare – ha spiegato il sindaco Pierluigi Biondi – . L’obiettivo è quello di alleggerire la tensione sulle famiglie, soprattutto quelle più bisognose laddove il caro energia morde la carne viva dei cittadini, e rendere più competitive le aziende. Naturalmente non basta un approccio a livello locale, serve una strategia nazionale e diffusa, per questo abbiamo coinvolto il mondo accademico, delle imprese e un autorevole esponente del governo come il ministro Fratin”.





“Il Comune dell’Aquila è stato tra i primi ad aderire alla Carta degli Appennini per l’adattamento locale ai cambiamenti climatici che ha come obiettivo principale l’adozione di strategie di adattamento al cambiamento climatico ed il contrasto ai fattori che ne sono causa”, ha rilevato l’assessore comunale all’Ambiente, Fabrizio Taranta.

Atteso il primo intervento pubblico a L’Aquila del neo commissario Castelli: “C’è bisogno e volontà di indipendenza energetica anche nel cratere sismico 2019. Dove 105 proposte progettuali sono arrivate da comuni che hanno compreso la necessità di associarsi e di fare rete. Occorre capacità progettuale per andare oltre le belle suggestioni culturali, la comunità energetiche  devono poi poter  funzionare, e occorrono competenze da parte delle amministrazioni.

Ha ricordato poi che “siamo in attesa di avere dall’Ue il nuovo regolamento per gli aiuti di Stato, e dovrebbe accadere che rientrerà nel regime degli aiuti di stato, saranno solo quelle comunità energetiche che sono sopra i 6 megawatt”.

Nel suo intervento il presidente della Regione Marco Marsilio ha spiegato che “siamo stati tra i primi in Italia ad approvare una legge regionale a sostegno delle comunità energetiche per favorire un percorso che è nuovo da sperimentare. Con il ministro Fratin potremo ora lavorare molto bene, per il suo ministero, l’Abruzzo con tre parchi nazionali e uno regionale e decine di riserve, è un terreno di azione previlegiato”.

Il professor Cipollone ha spiegato che, “in questo progetto anche aquilano giocano due parole chiave, dal potenziale rivoluzionario: transizione e comunità, che forse non si erano mai viste prima messe insieme. Con le comunità energetiche i cittadini saranno sia produttori che consumatori, e questo favorirà il senso di comunità, ma anche  la parsimonia”.

Ha detto il rettore Alesse. “L’università ha una terza missione, quella di valorizzare l’economica del territorio, e dunque potremo giocare un grande ruolo anche nella sfida delle comunità energetiche”.

Per il presidente di Confindustria Pagliuca, la priorità è superare da quella che io chiamo energia di élite, come petrolio e uranio, che sono solo in determinati territori, spesso instabili politicamente, militarizzati e ostili. Il modello delle comunità energetiche, che ricalcano quello della rete internet, sono un passo verso questo oltrepassamento, ha poi ricordato, rivolto al ministro, “ci sono 180 gigawatt di progetti di fotovoltaico bloccati dalla burocrazia. E abbiamo 4,2 milioni di ettari inutilizzati, non fertili e nuovi impianti non avrebbero impatto negativo da questo punto di vista. L’Italia può diventare  l’Arabia Saudita delle rinnovabili”.

Le comunità energetiche sono delle entità legali tra cittadini, ma anche tra piccole o medie imprese, enti territoriali o amministrazioni pubbliche locali, per l’autoproduzione di energia rinnovabili, attraverso impianti fotovoltaici o eolici,  non necessariamente  di proprietà della comunità, ma anche messi a disposizione da uno solo o più dei membri partecipanti o addirittura da un soggetto terzo.

Una volta messo in esercizio l’impianto, la comunità può fare istanza – anche tramite un’azienda esterna allo scopo delegata – al Gestore dei Servizi Energetici (Gse) per ottenere gli incentivi previsti dalla legge per l’energia condivisa.

Gli incentivi non sono riconosciuti a tutta l’energia prodotta, ma solo a quella condivisa all’interno della comunità, cioè a quella consumata dai membri nella stessa fascia oraria di produzione.





Qualora la produzione sia superiore al consumo, per l’energia eccedente viene riconosciuto alla comunità il solo valore economico dell’energia, senza ulteriori benefici. Tale energia può anche venire immagazzinata in sistemi di accumulo, per essere poi utilizzata quando le fonti rinnovabili non sono utilizzabili (per esempio di notte nel caso dei pannelli solari) o quando se ne verifichi la necessità (per esempio per far fronte a picchi di domanda).

I ricavi derivanti dall’energia prodotta attiene alle regole di funzionamento della comunità energetica, che ciascuna comunità stabilisce liberamente attraverso un contratto di diritto privato.

Per esempio si può decidere di ripartire i guadagni della vendita dell’energia in eccesso in modo uguale fra tutti i soci ma di privilegiare, nella suddivisione degli incentivi, quanti si sono adoperati affinché i propri consumi fossero contemporanei alla produzione di energia o addirittura premiare quei soggetti che hanno messo a disposizione i propri impianti per il beneficio comune.

Ogni membro della comunità continua a pagare per intero la bolletta al proprio fornitore di energia elettrica, ma riceve periodicamente dalla comunità un importo per la condivisione dei benefici garantiti alla comunità.

Tale compenso, non essendo tassato, equivale di fatto a una riduzione della bolletta.

Attualmente, la normativa italiana sulle comunità energetiche rinnovabili consiste nell’articolo 42-bis del Decreto Milleproroghe 162 del 2019, convertito con la Legge 8 del 2020 del 28 febbraio 2020, nei relativi provvedimenti attuativi, e nel decreto legge 199 del 2021, che dà attuazione alla direttiva europea “Red II” sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.

LA DIRETTA DEL CONVEGNO

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