PROSEGUE SCONTRO TRA CONCESSIONARIO AUTOSTRADE E MINISTRO TONINELLI SUI 192 MILIONI STANZIATI PER MESSA IN SICUREZZA VIADOTTI

A24-A25: BORDATE STRADA DEI PARCHI CONTRO GOVERNO, ”TOLTI FONDI ALL’ABRUZZO”

4 Aprile 2019 20:07

L'AQUILA  – “L'unica cosa certa è che i lavori sulla A24 A25 li ha finanziati per ora solo il concessionario. Restano, invece, ferme imponenti attività di messa in sicurezza, perchè mancano i fondi del governo, tolti all'Abruzzo, e finiti forse in Liguria”.

E' oramai scontro al calor bianco tra Strada dei Parchi, concessionaria delle autostrade A24 e A25 in Abruzzo, che oggi ha diramato una durissima nota, e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, sui 192 milioni stanziati nel decreto Genova per la messa in sicurezza dei viadotti autostradali.

Toninelli è stato ieri a Bugnara, in provincia dell'Aquila, per un sopralluogo sotto un viadotto della A25. E nelle stesse ore mentre il ministro e il dirigente Mit, Placido Migliorino, hanno ribadito la necessità che i viadotti siano messi in sicurezza,e che finora non è stato fatto “allarmismo”. Infine hanno assucrato che i soldi ci sono, e non sono disponibili solo per un cavillo del Mef.

Strada dei Parchi, attraverso l'ad, Cesare Ramadori, ha ribattuto a muso duro che dei 192 milioni di euro stanziati  per i viadotti autostradali abruzzesi finora ce ne sono solo 112,  tanto che il ministero dell'Economia e Finanze, ha rimandato indietro il decreto al Ministero delle Infrastrutture. Ipotesi confermata dai deputati del Partito democratico Stefania Pezzopane e Camillo D'Alessandro.

Fondi che dovevano arrivare in Abruzzo a gennaio. Ed ora c'è il rischio che Strada dei Parchi, che aveva congelato gli aumenti dei pedaggi che dovevano scattare a giugno 2018 li ripristini già a partire da giugno. Con conseguenze devastanti per pendolari abruzzesi, e tutta l'economia regionale. 

Oggi il nuovo affondo di Strada dei Parchi che rincara la dose.





“Il ministro Toninelli lo ha definito un “cavillo del Mef”. Ma la mancanza di copertura finanziaria, con relativa scomparsa di una parte dei fondi previsti nel “decreto Genova” è un fatto grave. La decisione del Ministero dell’Economia e Finanze (Mef) guidato da Domenico Tria di fermare il decreto nella parte che dà attuazione al “protocollo d’intesa sui lavori urgenti su A24 e A25, per mancanza di copertura finanziaria”, è in effetti un pezzo dell’ingranaggio che si è inceppato”. 

“La prima conseguenza di quella decisione-constatazione del Mef è che la Corte dei Conti non registra il protocollo d’intesa sui lavori di A24 e A25. Quindi le delibere per avviare quei lavori non ci saranno per il momento e non si capisce fino a quando. Ricordiamo che i 192 milioni destinati alla messa in sicurezza sono fondi europei per la coesione, destinati alla Regione Abruzzo. E che ora sono magari finiti in Liguria. Come un “prestito” per contribuire ai lavori per rifare il ponte di Genova”, incalza Strada dei Parchi che prosegue: “non sappiamo cosa si sono detti ieri mattina al telefono Tria e Toninelli. Invece sappiamo di certo che i lavori avviati da Strada dei Parchi, li ha finanziati per ora solo il concessionario. Restano, invece, ferme imponenti attività di messa in sicurezza. Urgenti soprattutto sul piano antisismico. La data dell’arrivo dei fondi doveva essere ai primi di gennaio 2019. Il decreto Genova è dell’ottobre 2018. Sono passati sei mesi inutilmente. Agli atti per ora c’è una decisione documentata di “carenza di copertura finanziaria”.

“Dopo otto mesi di allarmi insensati e inesistenti – prosegue Strada dei Parchi è ora di fare chiarezza. Strada dei Parchi oggi più che mai ribadisce non solo la sicurezza delle autostrade in condizioni di esercizio. Ma chiede che si dica una parola definitiva che sgombri il campo dalla sequenza di allarmi e fake news sulla situazione dei viadotti. Dobbiamo dire che sulla situazione dei viadotti rileviamo un cambio di registro dalle parole del ministro Danilo Toninelli. E’ scomparsa la parola 'pericolo', come non si parla più di “chiusure”. 

Strada dei Parchi replica poi anche all'allarme lanciato da Toninelli Mentre ieri ha lanciato il tema della “micro fessura” causata su un impalcato del viadotto Colle Castino. in provincia di Teramo. 

“Ricordiamo che su indicazione del ministero, – replica Strada dei Parchi – su quell’impalcato del viadotto dell’A25 nell’area di Teramo sono state fatte delle “prove sperimentali” condotte dall’Università La Sapienza di Roma, sotto precise indicazioni dell’ispettore ministeriale Placido Migliorino. L’esperimento è consistito nel voler mettere i carichi previsti con le norme tecniche 2018 su un viadotto progettato negli anni Sessanta e costruito oltre quaranta anni fa. Ora l’impalcato ha reagito in maniera quasi perfetta alle prove. Come se fosse stato costruito ieri”
“Abbiamo letto le relazioni dei docenti dell’Università la Sapienza che hanno eseguito le prove. Ecco perché non comprendiamo certe allarmistiche affermazioni. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la sicurezza. Chi viaggia chiede alle istituzioni pubbliche e private di dire delle parole chiare. Ma soprattutto di far parlare i fatti. A distanza di otto mesi dall’allarme svia-popolo che ha investito A24 e A25, cosa resta delle dichiarazioni allarmistiche delle istituzioni pubbliche? Una microfessura, peraltro prevista e tollerata dalla norma. Mentre non si parla più dell’obbligo morale, prima che di legge, di mettere in sicurezza sismica tutto il tracciato autostradale”, conclude la nota.

 

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