A24-A25, GENTILE: “SBLOCCATO PEF, INVIATA BOZZA A MIT”. COMMISSARIO STRAORDINARIO: “DECIDE GOVERNO”

14 Febbraio 2021 19:48

L’AQUILA – “Stiamo lavorando molto assiduamente e con risultati concreti, come commissario ho già mandato un primo programma di intervento. Ho inquadrato la questione dal punto di vista generale condividendo con il Ministero per Infrastrutture e Trasporti, la strategia tecnica. In tal senso, ci sono due ipotesi di lavoro con due possibili strade: intervenire sull’esistente facendo essenzialmente gli adeguamenti antisismici, oppure in maniera più radicale con importanti rifacimenti e varianti su una infrastruttura risalente agli anni ’70”.

Così l’ingegnere Maurizio Gentile, fino alla fine dell’anno Ad di Rete ferroviaria italiana (Rfi), ingegnere idraulico originario di Sulmona (L’Aquila), attuale commissario straordinario per “l’espletamento dell’attività di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione di interventi per la sicurezza antisismica delle autostrade abruzzesi e laziali A24 e A25”.

Le parole di Gentile fanno capire che è stata sbloccata la pratica legata al piano economico e finanziario (Pef) di Strada dei Parchi, concessionaria delle A24 e A25, che prevede tra le altre cose un intervento miliardario per la messa in sicurezza statica e sismica oltre al congelamento della tariffa e alla durata della convenzione. Il Pef, in attesa di rinnovo dal 2014, sarà una delle questioni all’attenzione del nuovo ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Enrico Giovannini.

“Con il nuovo ministro – spiega Gentile all’Ansa – si entrerà nel merito e si deciderà: la scelta spetta all’Autorità governativa, lo Stato sa cosa si può spendere, noi esperti possiamo dare indicazioni tecniche e lavorare insieme con risultati positivi. In ogni caso, posso dire che in questo primo mese di attività più concreta si sono stati fatti progressi molto importanti”.

La nomina di Gentile è arrivata in base a quanto previsto dal “Decreto Rilancio” con il preciso intento di sbloccare i cantieri. Tra questi ci sono quelli della messa in sicurezza delle autostrade abruzzesi A24 e A25, definite arterie strategiche in caso di calamità naturali, dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, come sancito dalla legge di stabilità del 2012.

Sul Pef, questione annosa che ha creato polemiche e contenziosi, c’è anche un secondo commissario: infatti, proprio per la mancata approvazione, entro il 30 ottobre del 2019 da parte del Mit ordinata dal Consiglio di Stato in seguito al ricorso di Sdp, i giudici amministrativi hanno estromesso il Ministero nominando per l’approvazione del Pef il capo Dipartimento per il coordinamento amministrativo presso la Presidenza del consiglio, Maria Barillà.

Per Gentile, si tratta di “due strade, entrambe rispettose delle norme, che portano ovviamente a contenuti economici diversi. Dalla decisione che sarà presa dal nuovo ministro e dal nuovo governo, scaturirà il valore del Pef”. Ma il commissario sottolinea ancora che “la questione del Pef ha imboccato una strada che porta verso una soluzione: c’è una ottima collaborazione con il commissario ad acta nominata dal Consiglio di Stato, Barillà, e con la concessionaria che si è messa a disposizione con una proficua interlocuzione”.

“A livello personale e come abruzzese, parlando da tecnico, propendo per la ipotesi progettuale di riclassificare l’infrastruttura autostradale attuale secondo le leggi e le tecniche che si userebbero per una costruzione ex-novo per avere una opera dalla vita nominale utile molto lunga per le future generazioni”.

“In linea di massima c’è convergenza di principio su un intervento di lunga prospettiva, ma non c’è ancora una scelta definitiva. Ora il nuovo Governo dovrà verificare la disponibilità e gli impegni di finanza pubblica ed agire di conseguenza – spiega ancora Gentile. Della proposta presentata al Mit non sono emerse ipotesi di costi: l’ultima sul campo legata ad una bozza poi tramontata, è quella che prevede un mega intervento di 3,1 miliardi di euro di lavori, di cui 2 a carico dello Stato e 1,1 a carico della concessionaria. Secondo quanto si è appreso, con il grande progetto di messa in sicurezza con una infrastruttura ex novo, avrebbe un costo di 6,5 miliardi di euro.

“Senza entrare nel merito dei costi, che possono essere molto variabili a seconda delle scelte possibili tra i due scenari descritti, l’arco temporale ragionevole del progetto di radicale intervento sarebbe di 12-14 anni, con interventi che partono dalle opere e dalle zone a maggior rischio”, chiarisce ancora il commissario Maurizio Gentile.

“In quello sull’esistente non ci vorrà molto tempo meno, visto che non si possono aprire tanti cantieri insieme su autostrade in esercizio. In tutti e due i casi, comunque, non sarà mai prevista la interruzione del servizio e quindi della viabilità in arterie che non hanno alternative e che sono strategiche in caso di calamità: si agirà con interventi programmati su principi di alta, media e bassa priorità, sempre su quattro corsie. Quello che interessa maggiormente però in questa fase – conclude – è avere un programma basato sulla disponibilità di finanza pubblica e affrontare le criticità maggiori su opere d’arte vecchie di 50 anni”.

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