A24-A25: “GIU’ PEDAGGI, MA NO A DECLASSAMENTO”, DI CRISTOFANO, “URGE MESSA IN SICUREZZA”

INTERVISTA A SINDACO MAGLIANO DEI MARSI  E SINDACALISTA UGL SU FUTURO INFRASTRUTTURA STRATEGICA PER ABRUZZO IN ATTESA DI INCONTRO CON MINISTRO SALVINI

20 Novembre 2022 09:04

Regione - Cronaca

L’AQUILA – “Con l’avvento del nuovo governo si rinnova l’imperativo di mettere al centro i problemi ancora aperti per le autostrade A24 e A25: garanzia dei livelli occupazionali, pedaggi e messa in sicurezza. Attendiamo fiduciosi la convocazione del nuovo ministro”.

Il sindaco di Magliano Dei Marsi (L’Aquila), e sindacalista Ugl per la viabilità e i trasporti, Pasqualino Di Cristofano, è senz’altro una delle persone più adatte per fare il punto sull’estenuante e incerta partita che si gioca intorno e lungo le autostrade A24 e A25, che in estate sono stata revocate in danno dal governo di Mario Draghi al gestore privato Strada dei Parchi, e affidate all’Anas.

Una statalizzazione che però per diventare certa e definitiva dovrà attendere il giudizio di merito del ​​Tar, il 7 dicembre prossimo, a seguito del ricorso della società della holding dell’imprenditore pescarese Carlo Toto. Ancor prima 116 sindaci abruzzesi e laziali attendono di incontrare il vicepremier e ministro delle ​Infrastrutture, Matteo ​Salvini, della Lega.

Nella lettera aperta, ​già ​pubblicata da Abruzzoweb, i primi cittadini, compreso ​D​i Cristofano, che è di Fratelli d’Italia, chiedono con forza “l’adozione di provvedimenti urgenti atti a garantire la sicurezza nei suddetti tratti autostradali e finalizzati alla riduzione dei costi dei pedaggi autostradali della A24 e A25”, e l’esenzione totale dai pedaggi a favore dei residenti nelle regioni Lazio e Abruzzo, se pendolari per motivi di lavoro, studio, salute.

Si chiede poi “l’immediata creazione di un Tavolo Istituzionale per individuare provvedimenti ed iniziative atti a garantire la sicurezza nei  suddetti tratti autostradali e aprire un confronto sull’intera questione della mobilità generale nelle due  regioni, Lazio e Abruzzo”. Va ricordato infatti che al palo è il piano di messa in sicurezza sismica dell’infrastruttura, considerata strategica in quanto insiste su un​ ​​territorio ad altro rischio sismico.

Intanto De Cristofano, parlando come sindacalista, esprime una prudente soddisfazione per il processo in atto dell’assorbimento in Anas degli addetti di Strada dei parchi spa, Parchi Global service, che si occupa della manutenzione e ​I​nfraengineering, che si occupa di progettazione, entrambe articolazioni del gruppo Toto.

“Quanto previsto nel decreto di revoca sta per essere rispettato – commenta – Per quanto riguarda Strada dei parchi,  l’Anas sta operando in regime di avvalimento, ovvero circa 440 dipendenti  restano formalmente in capo a Sdp, ma operano per Anas e sono da Anas pagati. Per le altre due società Anas ha scelto la soluzione del subentro nei contratti, esse infatti non operano più per Sdp ma appunto per Anas. Restiamo in attesa che ci sia il passaggio delle informazioni e dei dati di tutti i dipendenti, per poi arrivare all’assunzione diretta da parte di Anas”.

​Un buon inizio della contrattazione spiega poi ​Di Giancristofano “è ​stata l’assunzione ​di ​24 operatori dedicati alle attività​ ​invernali​ e necessarie per rendere possibile il piano ferie Sindacati Anas ​e ​strada dei parchi si sono incontrati la scorsa settimana​ è si è decisa l’assunzione in Anas con in ​contratto collettivo autostrade e trafori​”​.

​Restano ovviamente i temi aperti e altrettanto cruciali da affrontare con Salvini.

“La sicurezza è un priorità e un assoluto obbligo per lo Stato. Non dimentichiamoci che giusto o sbagliato che fosse, l’autostrada è stata revocata ad Sdp con l’argomento dei presunti mancati interventi in tal senso”.

Infine per quello che riguarda i pedaggi, Di Crisfofano esprime perplessità sulla proposta della consigliera regionale della Lega, Antonietta La Porta, ovvero che le tratte della A24 e della A25 siano riclassificate e diventino totalmente gratuite.

“La nostra concessione autostradale è stata dallo stesso ministero definita senza marginalità, cioè una concessione che non genera utili e che ha dei costi così importanti. Se ci priviamo anche delle entrate dei pedaggi e se si operasse una declassificazione, si avrebbero ripercussioni pesanti sui livelli occupazionali, e parliamo di mille lavoratori coinvolti,  per lo più residenti nella nostra regione. E ci sarebbero meno risorse anche per manutenzioni ordinarie e straordinarie”.

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