A24-A25, RISCHIO STANGATA PEDAGGI DEL 34,5%. ROTTA: “GOVERNO IMPEGNATO PER OK A PEF”

IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE AMBIENTE ALLA CAMERA VERTICI CONCESSIONARIA STRADA DEI PARCHI, CHE CONFERMANO SALASSO. LA PRESIDENTE, "TROVEREMO SOLUZIONE", FABRIS, "AUTOSTRADA A FORTE RISCHIO SISMICO, E DAL 2012 CON 5 GOVERNI E ORA 3 COMMISSARI NON VIENE APPROVATO PIANO FINANZIARIO PER MESSA IN SICUREZZA. PER NOI SITUAZIONE FINANZIARIA INSOSTENIBILE", MOLLO "ALLO STATO TORNA 57% TARIFFE, BLOCCATE DAL 2017 DIVIDENDI AZIONISTI A ZERO, SPENDIAMO 60 MILIONI PER MANUTENZIONI IN PIU' DI QUELLO CHE PREVEDE CONVENZIONE", PEZZOPANE, "AUMENTI SAREBBERO INSOSTENIBILI"

7 Ottobre 2021 12:52

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – Approvare in tempi strettissimi il Piano economico finanziario (Pef) da 6,3 miliardi per la messa in sicurezza sismica dell’autostrada A24-A25, atteso da anni, oppure a gennaio i pedaggi potrebbero aumentare del 34,5%, il che rappresenterebbe una mazzata terrificante per tutto l’Abruzzo e non solo, che taglierà i ponti tra la capitale Roma e la regione.

Lo scenario esplosivo è emerso dall’audizione di questa mattina all’ottava commissione Ambiente della Camera, presieduta dalla presidente Alessia Rotta del Partito democratico, a cui hanno preso parte, in video conferenza, Mauro Fabris, vice presidente di Strada dei Parchi, società concessionaria dell’autostrada e che fa parte della holding dell’imprenditore abruzzese Carlo Toto, l’ingegner Riccardo Mollo, amministratore delegato della società, la deputata dem aquilana Stefania Pezzopane, che ha chiesto la convocazione urgente della commissione.

“Sull’autostrada A24-A25 c’è una situazione di emergenza e va trovata una soluzione rapida,  e siamo tutti impegnati a trovarla, anche nelle norme che sono in discussione in Parlamento: la sicurezza stradale in un territorio altamente sismico deve rappresentare una priorità”, ha detto al termine dell’audizione la presidente Rotta.

E che non ci sia tempo da perdere  è stato confermato dal fatto che Fabris, in una intervista al quotidiano di Confindustria Il sole 24 ore ha detto chiaro e tondo  che se non sarà approvato il Pef,  non solo scatteranno gli aumenti dei pedaggi, non del 25-26% come trapelato finora, ma addirittura del 34,5%, ma anche che per Strada dei Parchi “diventerà una concreta possibilità recedere dal contratto, e chiedere allo Stato un indennizzo per la mancata remunerazione degli investimenti e mancati ricavi per il blocco dei pedaggi, per una cifra intorno ai 2,5 miliardi di euro”.

Minaccia ribadita oggi, in quanto “la situazione è per noi è diventata finanziariamente insostenibile”.

ll Piano economico finanziario è stato previsto nella legge di stabilità del 2012 nella quale, a seguito del terremoto dell’Aquila del 2009 le due arterie si considerano strategiche in caso di calamità naturali. Ma l’approvazione è al palo da anni: nonostante la nomina, nel giugno 2020, da parte del governo dell’ex ad di Rfi, l’ingegnere abruzzese Maurizio Gentile, a commissario per la messa in sicurezza nell’ambito del “Decreto Rilancio” teso a sbloccare i cantieri, e quella ordinata dal Consiglio di Stato dopo che il Ministero per le infrastrutture, non avendo approvato il Pef entro il 30 ottobre del 2019 come sancito dal Tar al quale si era rivolta Sdp, era stato estromesso dalla competenza.

Questa carica è stata affidata, prima, ad aprile 2020, al capo Dipartimento per il coordinamento amministrativo presso la Presidenza del consiglio, Maria Barillà, e poi, nei mesi scorsi, all’avvocato generale dello Stato Sergio Fiorentino.

Nella vicenda c’è un terzo commissario, Corrado Gisonni, anche questo di nomina governativa, per la essa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, sotto al quale insiste il tunnel autostradale. Il maxi piano di messa in sicurezza, prevede entro il 2030, anno in cui scadrà la concessione a Strada dei Parchi, un volume di investimenti di 6,3 miliardi di cui 2,2 miliardi a carico di Strada dei Parchi.

Si è accalorato dunque Fabris in audizione: “sono passati dieci anni dalla legge 228, 17 mesi dalla nomina del commissario Gentile, e ancora non accade nulla, eppure i soldi ci sono, gli interventi da fare sono definiti, i commissari hanno consegnato il loro lavoro al governo, e non si arriva ad una decisione, nonostante la situazione di estremo rischio che il concessionario ha più volte denunciato, e se dovesse accadere qualcosa, sarebbe troppo tardi per piangere, troppo tardi per cercare responsabilità”.

“Il governo cambi atteggiamento: abbiamo avuto ben 5 governi e 5 ministri e non siamo giunti a trovare la soluzione – ha aggiunto -. Tre commissari per 280 chilometri di autostrade è un fatto unico,  tre commissari che non risolvono il problema  è veramente un caso da guinness dei primati. Il governo si prenda a cuore il problema,  perché diversamente noi saremo costretti a valutare la risoluzione della  convenzione, perché per noi la situazione è diventata insostenibile”.

L’ingegner Mollo nel suo intervento ha ricostruito la vicenda in tutti i suoi aspetti e ha confermato che “dal  primo gennaio 2022 ci sarà un aumento tariffario molto importante, pari circa al 34,5% e questo perché le tariffe sono state bloccate ormai da anni, per effetto di una serie di decreti interministeriali e sono ferme ai valori del 2017,  e anche dal 2015 al 2017 erano state oggetto di tagli”.

E ha aggiunto: “questo effetto perverso si sarebbe potuto evitare e si può ancora completamente evitare con il via libera al Piano economico finanziario di Strada dei Parchi, fermo dal 2013, anno in cui si  sarebbe dovuto rinnovarlo. Un problema che crea impatto non solo sulla gestione della concessionaria e sull’aumento prospettico delle tariffe, ma  soprattutto impedisce che si intervenga per adeguare sismicamente l’infrastruttura in una zona che è tra le più pericolose d’Italia e probabilmente d’Europa, su cui incombe un potenziale terremoto anche di 30 volte superiore in termini di energia sprigionata, di quello dell’Aquila del 2009. Va ricordato che questa è un’autostrada definita per legge strategica, ai fini di protezione civile e quindi per definizione un’infrastruttura che non si può interrompere”.

Con l’approvazione del Pef, ha proseguito Mollo, “si risolverebbe completamente il problema, ovvero le tariffe non crescerebbero più dell’1% all’anno fino al 2030, saranno effettuati i lavori di definitiva messa in sicurezza sismica, e non ci sarebbe infine proroga della concessione”.

Ha poi ricordato che “il 57% dei pedaggi riscossi da Strada dei Parchi tornano allo Stato sotto forma di prezzo della concessione, iva e canoni di concessione vari e che quindi solo il 43% resta al  concessionario. Questo significa che praticamente sono tornati finora allo Stato 2 miliardi  e con i 3 miliardi restanti la concessionaria ha dovuto fare tutto, dalla  manutenzione a pagare gli stipendi. Il risultato è che il totale dei dividendi che sono tornati agli azionisti della società in questi anni sono pari a zero, allo zero assoluto. Non solo, visto che il Pef non arriva e non si possono  fare interventi strutturali, ci troviamo a spendere per  la manutenzione intorno ai 90 milioni l’anno, a fronte dei 28 che la convenzione prevede: quindi stiamo pagando di tasca nostra oltre 60 milioni l’anno in più di quello che dovremmo pagare”,

Ha infine spiegato, aiutato dalle infografiche che “Strada dei Parchi trasferisce allo Stato e all’Anas una percentuale enorme dei propri ricavi, ben superiore alla media” e che “non è vero che i nostri pedaggi siano tra i più cari d’Italia: la nostra è una autostrada di montagna e quindi ha dei costi di gestione molto elevati, superiori a quelli delle autostrade di pianura, ma appunto rispetto ad altre autostrade di montagna, il pedaggio è del 17% inferiore rispetto alla media”.

Nel suo intervento la deputata Pezzopane ha auspicato al pari della presidente della commissione, una celere soluzione del problema.

“Ho chiesto la convocazione di questa audizione a seguito del paventato aumento dei pedaggi, che ha creato grandissimo allarme ed è una questione che non riguarda solo gli abruzzesi. Si sono registrati forti ritardi, una oggettiva inefficienza, ed ora però questa partita si deve chiudere al più presto. Gli aumenti tariffari vanno scongiurati in ogni modo”.

Annunciando che a breve saranno convocati in commissione anche i tre commissari, Pezzopane, parlando anche da pendolare tra Roma e L’Aquila, ha evidenziato che “con i lavori di manutenzione, le autostrade A24 a25 sono un percorso di guerra, con gincane sul tragitto con gallerie ad una direzione, rallentamenti e con il limite di velocità assai ridotto. Una situazione che  pesa molto sugli abruzzesi, visto che non c’è l’alternativa del collegamento ferroviario”. Filippo Tronca

L’AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE AMBIENTE

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