A24-A25, SDP: “FUORI CON AZIONE ILLEGITTIMA, A BENETTON USCITA MILIARDARIA DOPO PONTE MORANDI”

2 Dicembre 2022 20:13

Italia - Cronaca

ROMA – “Non c’è stato nessun mercimonio, nessuno scambio con la politica. C’è stata una gara europea, la prima per assegnare una concessione. E non come fatto con autostrade, come la A14, assegnate al gruppo Benetton attraverso una trattativa diretta tra lo Stato e la concessionaria privata. Famiglia Benetton che ha avuto una buonuscita miliardaria dopo il crollo del ponte Morandi, mentre senza nessuna contestazione su gestione e sicurezza, a Strada dei Parchi il governo Draghi ha tolto illegittimamente una concessione che scadeva nel 2030”.

Così Mauro Fabris, vice presidente di Strada dei Parchi Spa, ex gestore delle autostrade A24 e A25, torna a rigettare ritenendole “infondate, false e gratuite” le accuse formulate dalla senatrice abruzzese del M5S Gabriella Di Girolamo nel question time di ieri al Senato.





L’esponente pentastellato aveva tirato in ballo la società privata, estromessa dalla gestione a favore di Anas dal primo di agosto scorso, in seguito alla revoca anticipata e in danno decisa dal governo Draghi lo scorso 7 luglio, impugnata in tutte le sedi dalla Spa del gruppo industriale abruzzese Toto.

“La verità – spiega ancora Fabris a margine summit sull’economia che si è svolto a Pescara – è che l’allora gestore di A24 e A25, SARA, controllata da ANAS, alla fine degli anni ‘90 aveva portato i libri in Tribunale. Era stata aperta una procedura di infrazione in Europa e lo Stato ritenne necessario e conveniente metterla sul mercato. Non siamo responsabili né sull’aumento delle tariffe, né inadempimento sulla sicurezza, né tantomeno sulla gestione. Vorrei ricordare alla senatrice di Girolamo che i governi di cui anche lei ha fatto parte sono governi che avevano riconosciuto la positività del lavoro fatto dal concessionario, tant’è che il ministro Toninelli del suo stesso partito, portò il nuovo piano economico finanziario di SdP all’approvazione del CIPE del 1 agosto 2019 per mandarlo poi alla Commissione Europea. Se il ministro Toninelli non avesse ritenuto SdP capace di gestire un’autostrada, certamente non avrebbe portato, condividendolo, quel documento al Cipe”.

Nella lunga difesa, Fabris è un fiume in piena: “Poi sono arrivati altri governi e che hanno bloccato l’iniziativa del ministro Toninelli e alla fine è arrivato il governo Draghi che ha voluto togliere un’autostrada con una azione illegittima e incomprensibile a un gestore privato che ha vinto una gara europea, che non ha mai avuto i problemi che hanno avuto a Genova con la tragedia del ponte Morandi o in Campania con il pullman andato giù da un viadotto”.





E sugli aumenti, Fabris sottolinea che “quest’anno questo rischio non c’era e si è sollevato un problema inesistente dato che nessun iter procedurale di aumenti, come invece avveniva negli anni precedenti era stato avviato. In ogni caso dal 2017 le tariffe autostradali sono sempre state bloccate per intervento del governo di turno, negli ultimi due anni da parte di Strada dei Parchi. In pratica è stato il gestore privato a disinnescare gli incrementi tariffari”.

“Noi non abbiamo potuto fare altro che rivolgerci ai Tribunali della Repubblica e anche alle competenti Autorità a livello europeo. Avendo vinto una gara comunitaria saranno anche le Autorità europee a dire se sia stato giusto togliere senza motivazioni concrete senza che che nessun Tribunale abbia mai sancito una irregolarità. Insomma, qui non è successo nulla, c’è stata una realtà di infrastruttura che pure è stata costruita in zona sismica con criteri ormai superati, che è stata gestita senza che nulla capitasse alla stessa opera”.

“Lo stato dell’arte è che il 7 dicembre prossimo ci sarà il pronunciamento del Tar del Lazio che deciderà se rinviare o meno la questione all’esame della la Corte costituzionale e comunque pronunciarsi nel merito – spiega ancora – Anche perché la mancata approvazione del piano economico finanziario non è stato causato da incrementi tariffari spropositati che non sono mai proposti dalla concessionaria, ma a seguito delle imposizioni date dal governo”.

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