A24-A25: SICUREZZA VIADOTTI, STRADA DEI PARCHI CHIEDE AL GUP NUOVE PROVE A CARICO

3 Febbraio 2021 12:07

L’AQUILA – “Abbiamo preannunciato al giudice la nostra richiesta di incidente probatorio che svolga una perizia utile a confermare quello che noi sappiamo e che affermiamo serenamente da sempre: non solo non c’è nessuna carenza di manutenzione, ma non c’è il benché minimo rischio per la circolazione stradale sulla A24-A25”.

A dichiararlo è Gian Domenico Caiazza, legale rappresentante di Strada dei Parchi al termine dell’udienza davanti al Gup, al Tribunale de L’Aquila.

Chiesto il processo per l’imprenditore Carlo Toto, patron dell’ omonimo gruppo che controlla Strada dei Parchi, concessionaria autostrade A24-A25, nell’ambito dell’inchiesta sullo stato strutturale di ponti e viadotti nei tratti del territorio aquilano. In concorso con altri tre dirigenti del gruppo, a Toto sono contestati i reati, a vario titolo, di attentato alla sicurezza dei trasporti e crollo di costruzioni o altri disastri dolosi, inadempienza nelle pubbliche forniture, inadempienza e frode nelle pubbliche forniture.

Rischiano il processo anche il consigliere di amministrazione della holding del Gruppo Toto, Cesare Ramadori, all’epoca dei fatti amministratore delegato di Sdp, della quale oggi è presidente, Igino Lai, responsabile di esercizio di Sdp, e Gianfranco Rapposelli, amministratore delegato di Infraengineering, altra società del gruppo specializzata nella progettazione.

Secondo quanto scritto nella richiesta di rinvio a giudizio da parte dei pm, i quattro in concorso tra loro “nelle qualità e con le condotte descritte, mettevano in pericolo la sicurezza del pubblico trasporto autostradale, determinando uno stato di estremo deterioramento e il conseguente pericolo di crollo totale o parziale delle pile e degli impalcati, di 9 dei 25 viadotti”.

“Siamo forti di una perizia di ufficio del Tar Lazio – ha sottolineato Caiazza al termine dell’udienza – che già conclude in questo senso, e siamo forti di una nostra consulenza che, a differenza di quella del Pubblico Ministero, ha fatto le prove di carico. Siamo sereni a tal punto da essere noi a chiedere al Giudice, anticipatamente, di effettuare l’accertamento tecnico con suoi periti. Circa il fatto che siano tre Procure abruzzesi ad indagare, l’avvocato Caiazza ha dichiarato: “indagano tutti sulla base di un’unica denuncia. Già il Tribunale del Riesame di Teramo ha annullato un provvedimento di grande significato, ovvero i sequestri dei conti correnti. Ovunque sosterremo quello che stiamo sostenendo qui: si tratta di fare valutazioni tecniche? Facciamole subito. Facciamole bene. Facciamole con le prove di carico. Affidiamole a un soggetto terzo competente. Si vedrà che noi come Strada dei Parchi e i cittadini potranno essere sereni sullo stato di manutenzione e di sicurezza delle autostrade A24 e A25”.

Nello stesso provvedimento i pm, a proposito della responsabilità degli indagati, parlano di “lavori di adeguamento sismico realizzato poi con semplici interventi di prevenzione del fenomeno della cosiddetta scalinatura degli impalcato, finanziati con denaro pubblico, presentandoli poi anche nei consuntivi a lavori eseguiti come opere di messa in sicurezza antisismica, mentre in realtà consistevano nell’installazione di apparecchi di appoggio aggiuntivi, correttivi o sostitutivi del danno derivato dall’omessa manutenzione ordinaria che non modificano il comportamento statico e sismico delle strutture, e che comunque rientrano nel concetto di ordinaria manutenzione”.

I Pm sottolineano anche che in riferimento ai coefficienti di sicurezza delle opere, per risparmiare i costi realmente necessari, venivano attribuiti fittiziamente requisiti di sicurezza attraverso calcoli di progetto in realtà non collegati alla struttura. L’inchiesta partita alcuni anni fa è scattata anche sulla base di esposti delle associazioni ambientaliste, in particolare il Forum H2O, da sempre critiche con la gestione di Sdp. In alcune di queste infrastrutture negli anni scorsi si sono verificati di parte di impalcato oltre a essere visibili materiali ferrosi.

I riflettori delle Procure – oltre all’Aquila, indagano Pescara e Teramo – sulle infrastrutture autostradali si sono accesi in particolare dopo il tragico crollo del Ponte Morandi nell’agosto 2018. Sdp, anche nelle polemiche a distanza con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ha sempre sostenuto di aver agito nel pieno rispetto di contratti e convenzioni garantendo la sicurezza tanto che nessuna autorità ha mai emesso provvedimenti di chiusura come invece accaduto per altre realtà.

 

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