INDAGINI, BUROCRAZIA, RITARDI: FERMO MAXI INTERVENTO DA 3,1 MILIARDI DI EURO DI OPERE NECESSARIE PER ADEGUAMENTO ANTISISMICO. PIANO ECONOMICO FINANZIARIO DA RINNOVARE DAL 2014. SPIRAGLIO CON CONFRONTO MINISTERO, STRADA DEI PARCHI E DUE ALTI DIRIGENTI PUBBLICI INCARICATI DI ATTUARE LE MISURE; INTANTO INDAGATI VERTICI SOCIETA' PER MANCATA MANUTEZIONE DI ALCUNI VIADOTTI

A24-A25: TRE COMMISSARI E 0 LAVORI, PEF AL PALO, MESSA SICUREZZA MIRAGGIO, OGGI PRIMO SUMMIT

12 Novembre 2020 07:42

L’AQUILA – Tre commissari nominati dal governo nazionale in campo da mesi, anche se per uno si sta completando l’iter di nomina, ma la situazione della messa in sicurezza sismica e strutturale delle autostrade abruzzesi e laziali A24 e A25, è ancora al palo.

Una vicenda paradossale che si trascina dalla tragedia del ponte Morandi di Genova, tra contenziosi, ritardi, omissioni da parte dell’esecutivo e scontri tra la concessionaria, Strada dei Parchi spa, del gruppo industriale dell’abruzzese Carlo Toto e il Ministero delle infrastrutture e trasporti: anche in barba a pronunciamenti del Consiglio di Stato e nel mezzo di inchieste delle Procure dell’Aquila e Pescara sulla sicurezza di ponti e viadotti e un processo per presunto inquinamento dell’acquifero del Gran Sasso che ha portato alla nomina del primo commissario, Corrado Gisonni, incaricato della messa in sicurezza del sistema della Montagna abruzzese nel quale insistono il tunnel autostradale, i Laboratori di fisica nucleare e, appunto, le falde acquifere che alimentano la captazione di acqua per circa 700mila abruzzesi nei versanti aquilani e teramano del Massiccio. Con i tre gestori, Sdp, Infn e Ruzzo reti, alla sbarra. A dare battaglia in questi anni sul rischio di contaminazione dell’acquifero, e poi su un piano di messa in sicurezza ritenuto olltre che tardivo, inefficace, il forum H2O, che ragguppa varie associazioni ambientaliste.

Nel frattempo, notizia di ieri, sono stati iscritti nel registro degli indagati, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Pescara relativa ai lavori di manutenzione dell’A25, sette persone, a vario titolo, in concorso tra loro, per inadempimento di contratti di pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti. Tra loro vertici di Strada dei Parchi Spa, tra cui il presidente del Cda, Lelio Scopa, e l’amministratore delegato, Cesare Ramadori.
L’accusa è l’omessa manutenzione di alcuni viadotti dell’autostrada A25, e segnatamente quelli denominati “Popoli”, “Bussi”, “Gole di Popoli” e “Svincolo di Bussi”.

Delle indagini, nate nel 2018 da un esposto di un’associazione ambientalista si sono occupati i Carabinieri Forestali di Pescara. Oltre a Scopa e Ramadori, sono indagati il direttore generale di esercizio, Gino Lai, il direttore operativo, Marco Carlo Rocchi, il direttore tecnico, Gabriele Nati, il predecessore, Mario Bellesia (in carica fino a ottobre 2017) e il responsabile settore Viabilità, Manutenzione e Ambiente, Marco Pellicciardi.

In ogni modo sul fronte della messa in sicurezza sismica  qualcosa sembra muoversi: oggi in remoto per la emergenza coronavirus si sarà un primo summit con due dei tre commissari, Maria Barillà, nominato ad aprile dal Consiglio di Stato, e il sulmonese Maurizio Gentile, ad e direttore generale di Reti ferroviarie italiane (Rfi) e ingegnere idraulico, rappresentanti del Ministero per le Infrastrutture e Trasporti, e di Sdp.

Al centro della complessa e voluminosa diatriba, l’approvazione del Pef, il nuovo piano economico e finanziario con il maxi intervento di 3,1 miliardi di euro, di cui 2 a carico dello Stato e la parte restante della concessionaria, che attende il rinnovo ormai dal 2014 e che dovrebbe ridefinire anche le tariffe, alla luce del caro pedaggi denunciato da sindaci laziali e abruzzesi da anni in campo per “calmierare i costi più cari d’Italia”, e la durata della concessione.

Ma soprattutto la messa in sicurezza definitiva sismica con lavori su ponti e viadotti dell’attuale tracciato, come indicato nella legge di stabilità del 2012 dopo il riconoscimento delle A24 e A25 arterie strategiche in caso di calamità naturale in seguito al terremoto dell’Aquila dell’aprile 2009.




Insomma, un groviglio nel groviglio. Oggi il “sistema” Gran Sasso, nella sua interezza, è iper-commissariato: a Corrado Gisonni, che è stato individuato per gestire i lavori di messa in sicurezza che coinvolgono l’acquifero, il sistema delle strade e quello dei laboratori di fisica nucleare, finanziati con una prima tranche da 120 milioni, si il compito di portare avanti l’arduo compito; poi, il commissario ad acta nominato dal Consiglio di Stato, Barillà, incaricata di sostituirsi al Mit nell’approvazione del Pef dopo che il ricorso contro la inadempienza dello stato presentato dalla concessionaria aveva visto l’ok dei giudici amministrativi; e l’ultimo commissario in ordine di tempo, l’ad di Rfi, l’abruzzese Gentile, per accelerare i 3,1 miliardi di lavori di messa in sicurezza previsti all’interno del Pef, nomina prevista nel recente decreto rilancio.

Andando con ordine, dopo l’indicazione di Gisonni (che è ancora sostanzialmente fermo per le lungaggini burocratiche seguite alla nomina e alla formazione della sua struttura), il Consiglio di Stato aveva accolto il ricorso presentato da Strada dei Parchi, per chiedere che venisse dato seguito alla sentenza con cui, nel luglio 2019, i giudici amministrativi avevano disposto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti approvasse il nuovo Piano economico finanziario (Pef) entro il 31 ottobre dello scorso anno. Peraltro, era stato l’ex ministro Danilo Toninelli, M5s – con cui SdP aveva raggiunto un alto livello di scontro – ad aver completato l’iter del Pef prima della trasmissione del piano all’Europa.

Poi, il cambio del governo, l’arrivo a capo del Dicastero di Paola De Micheli (Pd) e la mancata risposta ai chiarimenti chiesti dall’Europa hanno affossato la procedura.

E così i giudici amministrativi hanno nominato nello scorso mese di aprile un commissario ad acta nella persona del capo dipartimento per il coordinamento amministrativo (Dica) presso la presidenza del consiglio dei ministri, Barillà, che ha – si legge nella sentenza – facoltà di sub delega. Ma non è finita. Nel decreto “Semplificazioni” il governo ha individuato una serie di opere da commissariare che il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha consegnato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Tra queste, appunto, ci sono figurano anche la messa in sicurezza dell’A24 Roma-L’Aquila e dell’A25 Roma-Pescara. Il designato al ruolo di commissario è l’attuale amministratore delegato di Rfi, il sulmonese Gentile che per la piena operatività sarebbe in attesa della bollinatura da parte della Corte dei Conti.

Lavori per 3,1 miliardi, di cui 2 a carico dello Stato e 1,1 mld di Sdp, che attendono esecuzione fin dal post terremoto, fin da quando, nel 2012 con una norma nella legge di stabilità, l’autostrada è stata dichiarata di interesse nazionale proprio per l’aspetto legato alla sicurezza. Insomma, l’adeguamento sismico non è rinviabile, ma i lavori sono fermi.

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