IL MINISTERO PRESSA STRADA DEI PARCHI, MA LA ASL VUOLE SPOSTARE I CONTROLLI A DOPO L’ESTATE PER EVITARE DISAGI ALL’APPROVIGIONAMENTO IDRICO

A24-A25: VERIFICHE SISMICHE GALLERIE, RISCHIO CHIUSURA TRAFORO GRAN SASSO

14 Luglio 2020 23:19

L’AQUILA – Al grande caos in corso lungo la tratta abruzzese della A14, alla prese con code interminabili per i cantieri e per il sequestro delle barriere di protezione deciso dalla Procura di Avellino, ben presto potrebbero aggiungersi ulteriori disagi per chi dovrà percorrere le altre autostrade regionali, la A24 e la A25.

Il Ministero delle Infrastrutture e e dei Trasporti, infatti, continua a incalzare la società che gestisce le autostrade, Strada dei Parchi del Gruppo Toto, affinché vengano effettuate le verifiche di vulnerabilità sismica anche all’interno delle gallerie. 

Si tratta di un lavoro complesso e lungo che secondo il super-dirigente ministeriale Placido Migliorino dovrebbe concludersi entro il prossimo 20 novembre.

Il problema è che preliminarmente i tunnel dovrebbero essere sottoposti a un regolare lavaggio prima di poter verificare la presenza di eventuali criticità statiche.

Questo comporterebbe il rischio di inquinamento della falda acquifera soprattutto per quanto concerne il sistema del Gran Sasso. Ragion per cui si dovrebbe interrompere l’erogazione idrica.

Lo scorso 6 luglio si è tenuto un incontro convocato dall’Asl di Teramo alla presenza di tutti i soggetti interessati, tecnici, funzionari, amministratori e anche del commissario per la messa in sicurezza dell’acquifero, Corrado Gisonni.






Anche in quella sede è emergenza la necessità di procrastinare i lavori alla fine della stagione estiva, per evitare problemi di approvvigionamento idrico lungo tutta la costa abruzzese in un momento particolarmente importante per il rilancio economico dopo l’emergenza coronavirus. 

Il Ministero, però, continua a pressare Strada dei Parchi e c’è addirittura chi paventa la possibilità che possa giungere in Prefettura una richiesta di chiusura del tunnel per l’esecuzione dei lavori, una sorta di imposizione unilaterale. Il problema è anche un altro: anche rinviando i lavori alla prima settimana di settembre, come ipotizza l’azienda sanitaria di teramo, sarebbe complesso chiudere il tutto entro il termine del 20 novembre.

Quello del Gran Sasso continua ad essere un nodo non risolto. Al momento insistono due commissariamenti.

Quello già definito per la messa in sicurezza complessiva, in capo a Corrado Gisonni, che fino adesso ha potuto fare ben poco nonostante la disponibilità di 120 milioni di euro per i lavori, e quello previsto dal Decreto Rilancio per il sistema autostradale, per tentare di sbloccare i 3,1 miliardi di euro di lavori pubblici necessari per adeguare le tratte alle normative antisismiche.

Un ingorgo tecnico-burocratico che ha sollevato più di una perplessità e che probabilmente dovrà essere regolato per evitare di perdere ulteriore tempo e risorse.  

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