A25, ORSO INVESTITO E UCCISO SULL’AUTOSTRADA TRA CELANO E AVEZZANO: “ANNI DI DENUNCE A VUOTO”

19 Ottobre 2021 12:42

L'Aquila: Cronaca

AVEZZANO – Non è riuscito ad attraversare indenne l’autostrada: un giovane orso bruno marsicano, un esemplare maschio di 200 kg circa, è stato investito questa notte, intorno alle 3.00, sull’A25, nell’area del Comune di Avezzano.

Colpito al centro della carreggiata in direzione di Pescara, è stato poi trascinato per circa 15 metri, prima di finire la sua corsa nella corsia di sorpasso.

Gli Agenti della Sottosezione di Polizia Stradale di Pratola Peligna hanno curato i rilievi dell’incidente ed hanno rinvenuto, sul luogo dell’investimento, frammenti di colore bianco e nero probabilmente appartenenti al veicolo investitore, il cui conducente non si è fermato.

Il decesso del giovane orso, per politraumatismo da investimento, è stato constatato dal Veterinario della Asl di Avezzano, intervenuto sul posto.

Sono in corso ulteriori indagini finalizzate ad accertare il punto di accesso del plantigrado ed i motivi per i quali il conducente del veicolo investitore, certamente danneggiato, non si sia fermato a soccorrere l’animale, come previsto dall’art. 189 comma 9 bis codice della strada.

Un episodio analogo, si era verificato nell’aprile del 2013: anche in quella occasione fu investito un giovane maschio di circa 3 anni.

“L’orso, un maschio subadulto di 3-4 anni, non era marcato né radiocollarato. Solo dai risultati delle analisi genetiche, che arriveranno non prima di un mese, sarà possibile comprendere se l’orso era già stato geneticamente censito dai tecnici del Parco e dalla rete di monitoraggio”, si legge in una nota del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

“Dall’esame necroscopico svolto dalla dottoressa Stefania Salucci dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, unitamente al veterinario del Parco dr. Leonardo Gentile, si constatava che l’orso riportava gravi traumi addominali e toracici, inoltre aveva fratture a entrambi i femori e al bacino”.

“Il triste e doloroso accaduto di questa notte purtroppo ha materializzato, nuovamente, il rischio che da anni il Parco, insieme ad associazioni ambientaliste, denuncia lungo i tratti autostradali di competenza di Strada dei Parchi S.p.a., visto che, con quello di stanotte, sono tre gli orsi investiti e uccisi sulla A24/A25: uno nel lontano 1991 a Cocullo e uno nel 2013 a Torninparte”.

“Nel corso della primavera 2021, dopo aver ricevuto la segnalazione che l’orsa Amarena e i suoi quattro cuccioli avevano nuovamente attraversato l’autostrada, nel medesimo tratto tra Pescina e Carrito, dove nel 2017 era stata accertato il passaggio di almeno un orso grazie ai dati del collare GPS, il Parco è tornato sulla questione sollecitando nuovamente Strada dei Parchi all’adozione di misure adeguate a ridurre il rischio di incidenti e prevenire episodi come quello di stanotte”.

“A supporto delle iniziative di tutela si è attivata tempestivamente anche la Prefettura di L’Aquila che il 15 aprile di quest’anno ha convocato tutti i soggetti coinvolti richiedendo a Strada dei Parchi un intervento d’urgenza per risolvere definitivamente la situazione. (https://www.facebook.com/parcoabruzzo/posts/3870057769697992).

Il Parco, dal canto suo, ha interloquito in maniera incessante con tutte le autorità competenti in materia mettendo a disposizione le sue competenze e fornendo anche a Strada dei Parchi uno stralcio di progetto che prevedeva la messa in sicurezza di tutto il tratto della A25 a ridosso di Carrito. Strada dei Parchi ha risposto provvedendo alla progettazione di un intervento di messa in sicurezza di circa 87 km lungo la A24 e A25, ora all’approvazione del Commissario Straordinario di Strada dei Parchi. (https://www.facebook.com/parcoabruzzo/posts/4169313133105786)”.

“Ovviamente le tempistiche di realizzazione per un intervento di tali proporzioni non possono essere immediate. Per questo, e per tutelare nell’immediato la popolazione di orso marsicano, in poche settimane il Parco metteva in sicurezza, sostenendone i costi, 4 Km di tratto autostradale con una recinzione elettrica di 2 metri di altezza (https://www.facebook.com/parcoabruzzo/videos/483003142899175/ )”.

“L’intervento è stato realizzato all’altezza dell’Area di Servizio di Rivoli Nord, in corrispondenza di Carrito. Un intervento di urgenza volto a tutelare la famiglia di orsi (Amarena con i suoi 4 cuccioli) più seguita d’Italia in una zona geografica che si posiziona tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e il Parco Regionale del Velino-Sirente”.

“L’incidente di questa notte è avvenuto a più di 21 Km di distanza dal luogo dell’intervento di aprile, ma in un’area che sarà interessata dalla messa in sicurezza definitiva. Quanto avvenuto sottolinea ancora una volta, semmai ce ne sia il bisogno, l’importanza e l’urgenza con la quale deve essere messa in sicurezza l’autostrada A24/A25, per il bene delle persone e della fauna selvatica”.

SOA-SALVIAMO L’ORSO: “ANNI DI DENUNCE A VUOTO”

“Ancora un orso bruno morto in autostrada mentre troppi amministratori si riempiono la bocca di parole come sostenibilità ed ecologia”.

È l’ennesima denuncia della Stazione ornitologica abruzzese e dell’Associazione Salviamo l’orso, che sottolineano come “la Regione finanzia con 7 milioni di euro l’innevamento artificiale per gli impianti da sci nel Parco nazionale della Majella e con 10 milioni di euro gli impianti e le nuove piste a Valle delle Lenzuola sulla Magnola a Ovindoli, a poca distanza dal punto dove è morto l’orso investito. Altro che attenzione al patrimonio naturalistico della regione”.

“Non è quindi questione di soldi ma di volontà e priorità. La tutela della fauna e la sicurezza dei trasporti non sono in cima ai pensieri degli amministratori – osservano – Eppure, per dire, la Stazione Ornitologica Abruzzese aveva depositato dettagliati esposti sull’argomento già a settembre 2018. Salviamo l’Orso aveva più volte sollecitato concessionario e ministeri. Addirittura il Ministero dell’Ambiente si è schierato in giudizio contro il ricorso al Tar delle associazioni ambientaliste sui costosissimi impianti e piste da sci nel Parco del Sirente”.

“Tra l’altro il primo e unico intervento tampone di messa in sicurezza sull’A25 in un tratto di 2 km a Carrito, fatto solo dopo dopo rischi ripetuti di investimenti dell’orsa Amarena e dei suoi 4 orsetti e le richieste del parco d’Abruzzo e delle associazioni, è stato realizzato con pochissimo sforzo (attaccando paletti alla recinzione esistente e posizionandovi sopra un recinto elettrificato) sia in termini economici – bastano poche migliaia di euro – che di tempo, in pochi giorni, a testimonianza che lunghi tratti autostradali possono essere messi intanto in sicurezza con iniziative tampone in attesa di interventi più consistenti”.

“Ogni anno si recuperano orsi investiti da automezzi azzerando di fatto il potenziale lento incremento della popolazione del plantigrado: l’orso non può più attendere”, concludono la Soa e Salviamo l’orso.

ORSO INVESTITO SU A25, STRADA DEI PARCHI: “NEL NUOVO PEF RILEVANTI INVESTIMENTO PER SICUREZZA”

Nella scorsa notte, un esemplare di orso bruno marsicano di 200 kg è stato rinvenuto morto da un Ausiliare della viabilità di SdP, vicino alla barriera al centro delle carreggiate, al km 94 dell’autostrada A25, tra gli svincoli di Avezzano e Celano in direzione Pescara. Incerta la dinamica dell’incidente, perché il veicolo eventualmente responsabile ha proseguito la marcia e non è stato rintracciato. La Asl di Avezzano ha inviato un suo Veterinario che ha trasportato la carcassa in sede per gli accertamenti del caso.

Un episodio raro, l’ultimo investimento di un orso sulla A25 risale al 1991, mentre oltre otto anni fa un giovane esemplare fu investito nei pressi di Tornimparte, sulla A24. Nondimeno un incidente che ci scuote, perché come SdP abbiamo a cuore il patrimonio faunistico della Regione Verde d’Europa. Al tempo stesso SdP è impegnata, con risorse proprie in assenza del nuovo PEF atteso dal 2013, costantemente per garantire la massima sicurezza dei propri clienti. L’invito alla prudenza nella guida, particolarmente negli orari notturni, è inoltre sempre fondamentale, ma è evidente che, per autostrade che attraversano territori scarsamente abitati e pressoché incontaminati, bellissimi ma fragili, questo appello non può bastare. Soprattutto sul piano della sicurezza, che è il valore alla base della nostra gestione. In questa direzione si inserisce l’accordo tra Strada dei Parchi SpA e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PALM) per l’installazione di 83 km di nuove recinzioni, appositamente disegnate per impedire l’attraversamento della fauna delle locali riserve naturali, di ogni taglia.

L’intesa con il PNALM non è la sola misura prevista, ma è tra gli interventi programmati nel Piano Economico Finanziario. Un PEF che SdP ha presentato innumerevoli volte, in diverse versioni secondo le indicazioni ricevute dal Governo, ma che è continuamente rinviato da circa nove anni (L. 220/2012). Una programmazione che darebbe certezze agli utenti delle nostre autostrade, perché fa della sicurezza degli utenti stradali e della salvaguardia del territorio i suoi assi portanti.

Nel nuovo PEF, infatti, non si parla solo di messa in sicurezza dei viadotti delle autostrade colpite dai più distruttivi terremoti degli ultimi anni, con opere progettate più di 50 anni fa che hanno comunque retto le scosse sismiche ma che vanno urgentemente rinnovate. Si cerca anche il modo meno invasivo e più rapido per attraversare questi territori bellissimi, dove si trovano 3 Parchi Nazionali e 2 Riserve naturali, garantendo sicurezza e tutela, evitando al contempo di finire fuori dai nuovi criteri di costruzione e sicurezza, europei e nazionali per le autostrade. Per soddisfare questa esigenza sono stati previsti due tratti in variante, prevalentemente in galleria, che non comporterebbero disagi sui tratti in esercizio durante la costruzione e scongiurerebbero efficacemente gli incidenti causati da invasioni di animali. I fondi per il nuovo PEF sono già stati individuati dal Commissario Straordinario ing. Maurizio Gentile nel Bilancio pubblico, compresa una quota nel PNRR e in parte resi disponibili dalla Concessionaria, che non comporterebbero aggravi sui pedaggi delle autostrade.

 

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