ABRUZZO ECONOMY SUMMIT, LE VIE DELLO SVILUPPO: URSO, “ADRIATICO NUOVO FULCRO D’EUROPA”

CRONACA DELLA SECONDA GIORNATA DELL'EVENTO NAZIONALE ALL'AURUM DI PESCARA. LEO, “SEMPLIFICARE FISCO”, FITTO, “PESCARA-ROMA RESTA PRIORITA'”, MISIANI, "A GOVERNO MANCA CORAGGIO", TUTTE LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI DI ABRUZZOWEB

22 Settembre 2023 19:44

Regione - Economia

PESCARA  – “La conseguenza della guerra della Russia all’Ucraina porterà l’Europa a svilupparsi nei prossimi decenni lungo l’asse adriatico e l’Abruzzo è una regione modello per tutta l’area”.

È il messaggio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a conclusione dell’Abruzzo Economy Summit, che hanno visto oggi protagonisti anche il ministro degli Affari europei, le Politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, viceministro Maurizio Leo, che guida il Comitato tecnico per l’attuazione della riforma tributaria presso il ministero dell’Economia, il vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Misiani.

Parole di ottimismo, quelle di Urso, che si sommano a quelle spese sulla Zes unica per il Mezzogiorno, altro argomento trattato nella due giorni all’Aurum di Pescara. “Semplifica le procedure, attraendo così gli investitori stranieri e non soltanto nel Sud Italia”, ha spiegato a una platea ricca di imprenditori, ai quali ha anche ricordato che il suo dicastero, “sin dall’inizio, ha affinato la legislazione per attrarre proprio investimenti esteri in Italia, anche grazie allo sportello unico capace di accelerare le procedure”.

I primi risultati? “Gli investimenti esteri in Italia sono aumentati più di quanto siano aumentati nello stesso periodo in Paesi che prima attraevano i maggiori investimenti come Francia e Germania”.

Non poteva mancare un ampio passaggio su Stellantis e sul tavolo al quale, accanto all’azienda, siederanno anche i sindacati, l’Anfia e i presidenti delle Regioni dove hanno sede gli stabilimenti della multinazionale, tra cui l’Abruzzo con Marco Marsilio, “Per concordare, entro dicembre, quello che abbiamo definito il Piano di sviluppo di Stellantis in Italia”. Le prime linee di indirizzo sono chiare: “Innanzitutto invertire la tendenza sulla produzione, visto che negli ultimi vent’anni i veicoli prodotti in Italia si sono ridotti progressivamente fino a raggiungere livelli davvero allarmanti, con l’obiettivo di raggiungere nel tempo un milione di auto e veicoli commerciali, garantendo anche i livelli occupazionali”.

Quindi aumentare gli investimenti in ricerca, sviluppo e in modelli innovativi, che “saranno più diffusi nei prossimi anni con la transizione all’elettrico”. Il terzo tema è “come garantire la transizione per tutta la filiera dell’indotto dell’automotive italiano, un gioiello della nostra industria e che serve anche imprese automobilistiche di altri Paesi”. “Credo che il faro debba essere – ha aggiunto -, e per l’Abruzzo lo è senz’altro, rilanciare l’industria automobilistica del nostro Paese su cui è nata, peraltro, tutta l’industria italiana”.

Parlando delle filiere abruzzesi, Urso ha evidenziato anche meccanica, robotica e farmaceutica, per la quale è stato insediato al Ministero, “per la prima volta a livello nazionale e come chiedeva l’industria del settore, un tavolo che sta sviluppando una politica di filiera, nella convinzione che, in questo campo, ci possano essere i migliori e più qualificati investimenti anche stranieri. L’Italia è pienamente competitiva e l’Abruzzo lo è sicuramente con il polo farmaceutico”.

Infine, la ridefinizione dei fondi del PNRR REPowerEu: dei 16 miliardi di euro, che “sono stati ricollocati per indirizzarli al meglio laddove servono e spenderli nei tempi vincolati dal Piano, e quindi entro giugno 2026”, quasi 8 miliardi sono stati destinati al Mimit e si aggiungono agli oltre 19 miliardi, “che stiamo utilizzando nella tempistica prevista” e agli 8 miliardi del Fondo Complementare. Gli 8 miliardi di nuove risorse “sono stati già destinati, in attesa dell’esito del confronto con la Commissione Europea”, che Urso auspica possa dare “il via  libera”: 4 miliardi per incrementare  il Piano di Transizione 5.0, “cioè per crediti fiscali significativi per le imprese che investiranno nell’innovazione green e tecnologica”; 2 miliardi per le imprese che produrranno in Italia batterie elettriche, impianti fotovoltaici e tecnologia green; 1,5 miliardi per le imprese che decideranno di realizzare impianti di energie rinnovabili ai fini dell’autoconsumo; 320 milioni alla Sabatini Green, “per ridurre i tassi di interesse per chi investe nella tecnologia green”. “Otto miliardi di nuove risorse oltre a quelle che già disponiamo – ha concluso Urso – che se ben indirizzate, nei prossimi mesi possono essere un grande volano per consentire alle imprese italiane di affrontare e vincere la duplice sfida della transizione green e digitale, per la quale l’Italia può essere leader in Europa”.

Tra i primi  ad intervenire questa mattina il ministro degli Affari europei, le Politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto.

“Nonostante complessità giornate – ha esordito-  ho voluto essere presente, è un importante appuntamento per cercare di creare in una sinergia tra forze nazionali e locali. Il Governo sta portando avanti strategia in questo senso. Riuscire a mettere insieme in una visione unica diversi aspetti che rischiavano di andare in contrapposizione. Siamo in una regione dove l’impegno per la spesa dei fondi è perfettamente in linea con le aspettative”.

In merito al Pnrr Fitto ha assicurato che “non ci sono interventi che verranno cancellati ma riprogrammati su altri fondi, su altre risorse. Nessuno vuole cancellare gli interventi ma abbiamo dovuto adeguare molti progetti che non hanno requisiti ammissibilità e dovrebbero essere approvati entro giugno 2026. La riprogrammazione era fondamentale per garantire interventi e governo è impegnato in questa direzione

Sulla Zona economica speciale unica per il Sud Fitto assicura che ciò rappresenta “una grande opportunità, quello che era previsto nella zona Zes servirà a tutto l’Abruzzo. Aver inserito nel Pnrr un miliardo per la zona economica speciale, aver immaginato un piano strategico si inserisce nella direzione di semplificazione dell’uso delle risorse. L’Abruzzo con questa iniziativa intelligentemente si inserisce in questa dinamica di sinergia”.

Martedì, il Consiglio Ue aveva dato il via libera alle modifiche relative alla quarta rata del Piano italiano di ripresa e resilienza, che consentirà all’Italia di presentare la richiesta di pagamento e avviare la procedura per l’esborso dei 16,5 miliardi di euro previsti per la quarta rata del PNRR.

Secondo Fitto, “la decisione del Consiglio dell’Unione europea è la migliore prova che l’Italia può gestire in maniera efficiente le risorse europee, per dare impulso all’attuazione del Piano e rilanciare crescita, produttività e occupazione nel nostro Paese”.

Diventa così ancora più ricco di spunti l’intervento del ministro su “PNRR, ottimizzare le sinergie”, un’attività avviata nei mesi scorsi con l’obiettivo di puntare “agli interventi strategici che consentano all’Italia di allinearsi al livello che merita e che l’Europa ci richiede”.

L’esecutivo è stato rappresentato anche dal viceministro Maurizio Leo, che guida il Comitato tecnico per l’attuazione della riforma tributaria presso il ministero dell’Economia.

“Semplificare e dare fiducia a imprese e cittadini: sono queste le priorità della riforma fiscale, che il viceministro  Leo, ha illustrato al pubblico. Un intervento preceduto da un lungo incontro con una rappresentanza di commercialisti abruzzesi.

“Innanzitutto dobbiamo semplificare i rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuenti – ha spiegato -, facendo in modo di creare un nuovo meccanismo per i controlli”.

L’obiettivo è agire “ex ante e non come è avvenuto fino ad oggi, dove si è generato un tax gap, una massa di evasione che va dagli 80 ai 100 miliardi”.

L’altro asse portante della riforma fiscale a cui sta lavorando Leo è il concordato preventivo biennale: “Il fisco dopo un contraddittorio con il contribuente, proporrà allo stesso un reddito per il biennio: se accetta la proposta, non pagherà né imposte né contributi sull’eventuale maggiore reddito, dovrà comunque dichiarare sia tutti i compensi che i ricavi e osservare solo gli adempimenti Iva”.

Inoltre, spazio a “semplificazione della disciplina sanzionatoria e una serie di altri provvedimenti per rendere il fisco molto più a misura d’uomo”.

Sui tempi perché la riforma fiscale vada a regime, Leo ha indicato tre differenti scadenze: “Le norme che non richiedono copertura e che semplificano rapporto fisco-contribuente, ad esempio il calendario dei versamenti e degli adempimenti e il rapporto collaborativo con il fisco, possono entrare in vigore già dal primo gennaio del 2024”. Per l’enorme che richiedono l’impegno di risorse, invece, “bisognerà vedere se nella legge di bilancio saranno reperite”, mentre le altre, che richiedono risorse più sostanziose, “verranno realizzate nel corso di tutta la legislatura”.

Riforma fiscale che, dunque, ha anche un impatto sulla prossima legge di bilancio.

“Il governo Meloni sta seguendo una linea di piccolo cabotaggio: sostengono che non ci sono risorse. Sicuramente la situazione è difficile, ma è stato sottovalutato il rallentamento dell’economia e ora il rischio è che si costruisce una legge di bilancio immobilista, che non serve al Paese”. Sulla nuova manovra del governo e in attesa della Nadef, il centrosinistra si è fatto sentire con il vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Misiani.

“Secondo noi, sono necessarie tre tipologie di interventi – ha detto l’esponente dem -: utilizzare al meglio le risorse che abbiamo per fare ripartire l’economia, a partire dal PNRR e dai fondi della nuova programmazione europea, finanziare i servizi essenziali quali sanità e scuola e poi difendere il potere d’acquisto delle famiglie, che è crollato in due anni per l’inflazione”.





“L’Italia è difronte ad un bivio, l’economia in Europa e nel nostro Paese si è fermata, può ripartire se si fanno le scelte che servono al Paese”, ha detto ancora, auspicando “scelte coraggiose su due versanti”. Il primo per la crescita e lo sviluppo:

“Le risorse le abbiamo a disposizione: i 230 miliardi del PNRR e i 75 miliardi della programmazione europea 2021-27 – ha spiegato -. Dobbiamo spendere presto e bene quei fondi e fare le riforme previste nel PNRR”. Il senatore del PD ha ribadito che “alcune scelte del Governo non lo hanno convinto”, riferendosi in particolare all’accentramento della governance del Piano a Palazzo Chigi e anche “la scelta di cancellare 17 miliardi di progetti, che erano in capo ai comuni e che potevano essere velocemente cantierizzati, aiutando le Pmi del territorio”.

Il secondo versante è quello della coesione sociale: per Misiani, “le disuguaglianze si sono molto allargate negli ultimi decenni e l’inflazione ha peggiorato le cose, perché ha ridotto il potere d’acquisto dei redditi fissi, colpendo in maniera particolare chi sta peggio”. Da qui la richiesta di “un nuovo patto sociale, che contrasti l’inflazione anche a livello nazionale, che lavori per affrontare la questione salariale”. Un ultimo tema trattato ha riguardato il mondo del lavoro: “Servono una legge sul salario minimo, come già accade per 22 su 27 dell’Ue, il rinnovo dei contratti, la proroga del taglio al cuneo fiscale e un patto che permetta ai lavoratori di partecipare agli utili e alla gestione dell’azienda”.

Tra un ministro che ha aperto e uno che ha chiuso chiude, il programma offre argomenti di stretta attualità: “Dal covid alla guerra: siamo alla fine della globalizzazione?” ha parlato Federico Rampini, editorialista del Corriere della Sera e saggista; “Il ruolo della rete elettrica per l’energia del futuro”, illustrato da Pier Francesco Zanuzzi, amministratore delegato di Terna Rete Italia.

E ancora, il confronto tra Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Gianluca Graziani, amministratore delegato di Mediass, Umberto Guidoni, co-direttore generale di Ania e segretario generale della Fondazione Ania; il dialogo a due tra Pier Luigi Verbo, head of public sector& government di KPMG, e Francesco Anglani, partner di Bonelli Erede; Guido Castelli, commissario per la ricostruzione post sisma affronterà il dibattito su “Il rilancio socio-economico dell’area del cratere”; la tavola rotonda su “Infrastrutture per il riequilibrio tra fascia adriatica e tirrenica”, con un panel composto da Mauro Fabris, vicepresidente di Strada dei Parchi, Pasqualino Monti, amministratore delegato di ENAV, Diego Cattoni, presidente di AISCAT, Gabriele Fava, presidente di Autostrade Alto Adriatico, e Aldo Isi, amministratore delegato di ANAS; gli interventi di Etelwardo Sigismondi, componente della VIII Commissione permanente Ambiente del Senato (“Sostenere il sistema produttivo per una crescita economica e occupazionale”) e di Daniele D’Amario, assessore alle Attività produttive della Regione Abruzzo (“La programmazione ’21-’27 per lo sviluppo delle imprese”).

Le conclusioni della due giorni dell’Abruzzo Economy Summit sono state tracciate dal governatore regionale Marco Marsilio.

L’Abruzzo Economy Summit nasce da un’idea dell’agenzia di comunicazione Mirus, è promosso dalla Regione Abruzzo con la media partnership de Il Sole 24 Ore e il patrocinio di Confindustria Chieti Pescara, Comune di Pescara, Odcec Pescara e Confimi Industria Abruzzo.

LE INTERVISTE DI ABRUZZOWEB

MAURIZIO LEO

ADOLFO URSO

RAFFAELE FITTO

ANTONIO MISIANI

DANIELE D’AMARIO

GUIDO CASTELLI

FEDERICO RAMPINI

MAURO MICCIO

UMBERTO GUIDONI





PIERLUIGI BIONDI

GIANLUCA GRAZIANI

PIER FRANCESCO ZANUZZI

MAXMILIAN DI PASQUALE

GUIDO ARISTA

FRANCESCO ANGLANI

ALDO ISI

DIEGO CATTONI

MAURO FABRIS

GABRIELE FAVA

ETEL SIGISMONDI

MAURO MASI

 

 

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