ABRUZZO TORNA ARANCIONE CON “17 ZONE ROSSE”, COVID: DA OGGI ITALIA BICOLORE, LE REGOLE

6 Aprile 2021 07:24

L’AQUILA – Dopo la zona rossa disposta per il weekend lungo di Pasqua, l’Abruzzo torna ad essere arancione, ma con dei comuni in zona rossa “light”. In particolare, scendono a 17 le località in cui saranno in vigore le maggiori restrizioni.

Il resto del Paese, così, torna ad essere diviso tra il rosso e l’arancione. In zona rossa ci sono Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Valle d’Aosta e Campania. In arancione Veneto, Marche, provincia di Trento, Lazio, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria, provincia autonoma di Bolzano, e ovviamente l’Abruzzo.

Dalla mezzanotte sono scattate le misure disposte dall’ordinanza firmata dal governatore Marco Marsilio venerdì, a conclusione della riunione dell’Unità di crisi regionale, che ha analizzato le situazioni più a rischio.

Il provvedimento resterà in vigore fino all’11 aprile. Decade, tra l’altro, il concetto di zona rossa “alleggerita” che era stato introdotto dalla Regione: nelle località più a rischio sarà in vigore la zona rossa sulla base di quanto previsto dal decreto Draghi. Rispetto alle misure precedenti, nei comuni in zona rossa non potranno aprire parrucchieri ed estetiste e non sarà più possibile far visita ad amici e parenti, una volta al giorno, in massimo due persone.

Ecco la nuova mappa delle restrizioni a partire dalla mezzanotte.

Provincia di Chieti: resta in zona rossa solo Lentella; escono Castiglione Messer Marino, Orsogna, Atessa, San Vito, Casoli.

Provincia di Pescara: resta in zona rossa Collecorvino e vi entrano Roccamorice e San Valentino in Abruzzo Citeriore; escono Rosciano, Moscufo e Villa Celiera.

Provincia dell’Aquila: restano in zona rossa Celano, Pratola Peligna, Pescina e Cerchio e vi entra Corfinio; escono Capitignano, Pizzoli, Sante Marie, Prezza, San Benedetto dei Marsi, Magliano dei Marsi.

Provincia di Teramo: restano in zona rossa Nereto, Colonnella, Sant’Egidio alla Vibrata, Sant’Omero e vi entrano Alba Adriatica, Martinsicuro, Canzano e la frazione di Pietralta del comune di Valle Castellana.

L’ULTIMO BOLLETTINO

Solo 19 i nuovi casi di coronavirus accertati nelle ultime ore in Abruzzo. Sono emersi non da 27 tamponi, come comunicato inizialmente, ma 327. Un numero comunque basso considerando che, negli ultimi sei mesi, i laboratori regionali, non erano mai scesi sotto quota mille test processati in 24 ore, ad eccezione dei giorni festivi durante il periodo natalizio, quando comunque il dato era sempre stato superiore a 200.

Più significativi i dati di ieri: 438 nuovi casi, emersi da 4.999 tamponi (tasso positività 8,76%). Sette i decessi recenti, quattro oggi e tre ieri: il bilancio delle vittime sale a 2.173.

In aumento i ricoveri, che passano dai 644 di sabato ai 666 di oggi. La situazione peggiora rapidamente nell’Aquilano (ieri 191 nuovi casi, oggi 12), dove l’incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti torna a superare quota 210, a fronte di una soglia di allarme di 250.

Nel Pescarese i nuovi casi sono stati cinque oggi e 53 ieri, nel Teramano due oggi e 96 ieri, nel Chietino zero oggi e 88 ieri. Gli attualmente positivi sono 10.716 (-12): 596 persone sono ricoverate in area medica (+11) e 70 in terapia intensiva (+1). Ieri la variazione era stata pari a +12 per l’area non critica e a -2 per le rianimazioni. Il tasso di occupazione dei posti letto di area medica torna al 40%, valore considerato soglia di allarme. Quello relativo alle terapie intensive, 32,5%, resta al di sopra del valore limite del 30%. Gli altri 10.050 attualmente positivi (-24 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 53.724 (+27 oggi e +6 ieri).

ITALIA BICOLORE, LE REGOLE

E in attesa del prossimo monitoraggio e dell’eventuale verifica a metà aprile, che valuterà la possibilità che le zone dove la diffusione del virus è più contenuta possano tornare in giallo, ecco le misure previste nelle prossime ore a seconda dei territori.

Sono nove le regioni sottoposte alle misure di contenimento più rigide, dove è consentito spostarsi soltanto per motivi di lavoro, salute o necessità e non è concesso andare a trovare parenti o amici. È invece sempre possibile svolgere attività motoria, ma solo in prossimità della propria abitazione, e attività sportiva all’aperto in forma individuale. Le scuole sono in presenza fino alla prima media mentre è prevista la didattica a distanza per gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori. Sono chiusi barbieri, parrucchieri, centri estetici, negozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie. Restano aperti i negozi di generi alimentari, tabaccherie, edicole, farmacie, parafarmacie, lavanderie, ottici, profumerie, erboristerie, cartolerie, negozi di intimo e di biancheria per la casa, ferramenta. Aperti anche i negozi per bambini, dai giocattoli all’abbigliamento. Prosegue l’attività dei mercati che vendono esclusivamente generi alimentari. I centri commerciali sono chiusi nel fine settimana.

ZONA ARANCIONE (Veneto, Marche, provincia di Trento, Lazio, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano)

Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, sono consentite in zona arancione, all’interno del Comune di residenza. Sono vietati gli spostamenti al di fuori del proprio Comune. Per quei territori con meno di 5mila abitanti è consentito spostarsi entro i 30 km dal confine del proprio Comune, con il divieto però di recarsi verso i capoluoghi di Provincia. Scuole in presenza fino alla prima media. Saranno in classe anche gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma al 50%. Tutti i negozi sono aperti, compresi parrucchieri, barbieri e centri estetici, mentre i centri commerciali restano chiusi nel fine settimana.

IN TUTTA ITALIA

È vietato uscire di casa dalle 22 alle 5. Il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità. Bar e ristoranti restano chiusi: possibile solo l’asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti (in caso di ripristino delle zone gialle, bar e ristoranti potrebbero riaprire a pranzo). I presidenti di Regione, a differenza di quanto è stato fino ad oggi, non potranno emanare ordinanze più restrittive per chiudere le scuole. Se la verifica di metà mese darà esito positivo e dunque torneranno le zone gialle, si potrebbe valutare la riapertura di cinema e i teatri con le regole che erano già previste nel precedente decreto.

SPOSTAMENTI

Restano vietati gli spostamenti tra le Regioni, a meno che non si abbia una seconda casa. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Sarà sempre possibile rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.

SECONDE CASE

Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case, anche in zona rossa, a patto che non ci siano però ordinanze dei presidenti di Regione che impongono regole più restrittive.

STRETTA SUI VIAGGI

È possibile viaggiare in Europa, ma almeno fino alla fine del mese sono previste limitazioni per tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei quattordici giorni antecedenti all’ingresso in Italia in uno o più Stati e territori Ue: tra questi, da come si legge nel nuovo elenco di Paesi presenti nell’allegato, viene invece inclusa dal 7 aprile anche l’Austria, Israele, il Regno Unito e l’Irlanda del Nord, dove dunque sarà possibile viaggiare senza motivazioni specifiche, così come avviene per gli altri Paesi dell’Europa. Chi rientra in Italia da uno di questi Paesi o da quelli Ue dovrà comunque obbligatoriamente sottoporsi a tampone (molecolare o antigenico) effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia e il cui risultato sia negativo, sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e ad isolamento fiduciario per cinque giorni e al termine dell’isolamento effettuare un altro test.

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