ZONA ARANCIONE DOPO 24 ORE, SI ALLENTANO MISURE: IN CORSO INTERLOCUZIONE REGIONE-GOVERNO SU GIALLA

13 Dicembre 2020 08:51

L’AQUILA – L’Abruzzo di nuovo in zona arancione su decisione del Tar Abruzzo. Dopo il passaggio lampo di sole 24 ore a rossa, a seguito della decisione del Tar di sospendere l’ordinanza di Marco Marsilio, le restrizioni si allentano quindi di nuovo, con le imprese e parte del mondo della politica che già chiedono al Governo una deroga che permetta alla regione di passare in zona gialla prima di Natale. Sul tema è in corso in questo momento un’interlocuzione con il Governo.

Ad annunciarlo, in una nota, lo stesso governatore che ha dichiarato. “Definitivamente messa alle spalle la vertenza sul passaggio in zona arancione, il dibattito ora si concentra sui tempi di ritorno in zona gialla. Si moltiplicano le prese di posizione di esponenti politici, sindacali, imprenditoriali e semplici cittadini: è bene fornire a tutti gli elementi di conoscenza che possano chiarire il percorso che abbiamo davanti e le rispettive responsabilità. Rispettando i tempi burocratici imposti dal Ministero, l’Abruzzo entrerebbe nella zona gialla domenica 27 dicembre, al termine degli ulteriori 14 giorni minimi di permanenza in arancione. Sono i tempi scanditi dalla rigida e letterale applicazione delle ‘regole’, senza le deroghe e la flessibilità dettata dall’aderenza ai dati reali che, pure, il Governo avrebbe potuto adottare nel rispetto della legge (che questa facoltà di deroga attribuisce al Ministro sulla base dei report forniti dalla Cabina di Regia che, nel caso dell’Abruzzo, aveva rilevato positivamente l’anticipazione della zona rossa)”.

“Già in questo caso, è bene far notare che le ordinanze adottate dal Ministro Speranza portano la decorrenza a partire dalla giornata di domenica (la prima il 22 novembre) invece che dal lunedì, perché l’Abruzzo si trovava già in regime di restrizioni da zona rossa per autonoma decisione della Regione. Altrimenti, la prima ordinanza avrebbe avuto decorrenza da lunedì 23 novembre, trascinando l’attuale ultima decorrenza a lunedì 28 dicembre (invece che domenica 27)”, ha aggiunto.

Secondo Marsilio: “La posizione dell’Abruzzo è che nell’attribuire la fascia di appartenenza si debba prioritariamente tenere conto dei dati epidemiologici reali. Con questo spirito decidemmo di anticipare la zona rossa con decorrenza mercoledì 18 novembre senza attendere il successivo report della Cabina di Regia. Quando si deve curare una malattia non si deve perdere tempo con la burocrazia. Prima inizia la ‘cura’ e meglio è. Iniziare tempestivamente la cura accorcia anche i tempi di recupero. E’ un’esperienza che nessun ‘medico’ può negare. Per questo, leggendo i dati che collocano l’Abruzzo perfettamente in linea con la media nazionale su tutti i principali indicatori (Indice di contagiosità, tasso di occupazione posti letto in terapia intensiva e area medica, indice di ospedalizzazione, percentuale di positivi sui tamponi effettuati, numeri di tamponi eseguiti), abbiamo chiesto di anticipare il ritorno in arancione dallo scorso 7 dicembre (e l’Abruzzo vi è rimasto tutta la settimana tranne sabato per l’evidente impuntatura del Governo a voler stabilire una ‘questione di principio’ prescindendo dal merito). Accettando questa versione, l’Abruzzo potrebbe tornare in zona gialla al più tardi lunedì 21 dicembre”.

“Come tutti sanno, è in corso un forte dibattito sulle conseguenze del blocco degli spostamenti interregionali anche nelle zone gialle a partire dal 21 dicembre. Se dovesse permanere tale blocco, avremmo un buon argomento per presentare al Governo una richiesta di decretare la zona gialla domenica 20, al fine di consentire una minima ‘finestra’ di spostamenti per una Regione altrimenti ‘chiusa’ da metà novembre a gennaio, ‘riallineando’ l’Abruzzo al resto d’Italia di cui condivide la medesima condizione epidemiologica”, dice.

“Rispetto alla posizione della Regione, il Ministro Speranza ha replicato che mantiene la disponibilità a considerare come termine di decorrenza quello di mercoledì 23 dicembre, riconoscendo gli effetti dell’anticipazione autonoma della zona rossa ma senza ‘derogare’ dalla durata dei periodi di ‘permanenza’. Condizione necessaria per tornare in zona gialla, va comunque ricordato, è che i dati del contagio continuino a migliorare come avviene ormai da settimane. Per questo è bene non abbassare la guardia e continuare a mantenere comportamenti responsabili. Compreso quello di non perdere l’opportunità di sottoporsi al tampone antigenico rapido con lo screening massivo in corso: dopo la provincia dell’Aquila, ora è in corso in quella di Teramo e dalla settimana successiva anche Chieti e Pescara”.

“In sintesi, l’interlocuzione tra le Istituzioni è in corso e non si è mai interrotta, nemmeno nei giorni segnati dal conflitto di fronte al Tar. A proposito del quale, voglio ringraziare la saggezza e la ponderazione del Presidente, che non ha concesso al Governo una sospensiva inaudita altera parte non riconoscendo alcun periculum imminente come reclamato dalla parte ricorrente, lasciando che l’Abruzzo restasse in zona arancione altri tre giorni (mercoledì, giovedì e venerdì), convocando anzi le parti venerdì. Giorno in cui, a causa del fatto che il Ministro si è pronunciato solo a tarda serata, il Tar si è dovuto decidere per una sospensiva che ha provocato il paradosso burocratico che ci siamo appena lasciati alle spalle. Questa interlocuzione ci permette di assicurare che la prospettiva di entrare in zona gialla prima di Natale – al più tardi il 23, se non qualche giorno prima – è una prospettiva molto concreta, che dipenderà (oltre che dai dati del contagio) dalla volontà del ministero di riconoscere all’Abruzzo (come già dichiarato) i buoni risultati e la buona pratica di anticipare la zona rossa. Un anticipo che, se non ci fosse stato, avrebbe causato forti danni, compreso quello di dover attendere dopo Natale”.

“In occasione della prossima Cabina di Regia, convocata venerdì 18, presenteremo una dettagliata relazione per sostenere le nostre tesi e le nostre ragioni, e alla luce del Report settimanale sottoporrò subito dopo al Ministro una motivata bozza di ordinanza sulla quale acquisire la sua intesa”, ha concluso Marsilio.

Da oggi, in ogni caso, sarà possibile muoversi in macchina e a piedi all’interno del proprio comune, dalle 5 del mattino alle 22, senza autocertificazione, anche se continuano a rimanere vietati gli spostamenti tra comuni e regioni, se non per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Ancora chiusi bar e ristoranti, con l’asporto consentito fino alle 22 e nessuna restrizione per quanto riguarda le consegne a domicilio. Riaprono i negozi, anche se i centri commerciali dovranno restare chiusi nel weekend. Didattica in presenza, per le seconde e le terze medie, oltre che per le primarie e le scuole dell’infanzia, ma non per le università, salvo alcune attività di matricole e laboratori. Capienza ridotta al 50 per cento per gli autobus, fatta eccezione per i mezzi di trasporto scolastico. Sarà possibile passeggiare e praticare attività motoria sempre dalle 5 alle 22, purché sia vietata ogni forma di assembramento. Consentito l’utilizzo della bici, anche se restano chiuse piscine e palestre, oltre che musei, teatri e cinema.

L’allentamento delle restrizioni arriva dopo quella che più che una giornata in zona rossa, è stata una giornata incandescente, con commercianti sul piede di guerra, alcuni dei quali si sono rifiutati di di chiudere bottega e con le forze dell’ordine costrette ad intervenire, il centrosinistra e il M5s che hanno lanciato altre bordate e il centrodestra che è passato direttamente al contrattacco, facendo sponda alle associazioni di categoria e chiedendo al governo la dichiarazione della “zona gialla” entro Natale.

Centrodestra che fa poi quadrato intorno al presidente Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, finito nell’occhio del ciclone a seguito della sentenza del Tar che ha bocciato l’atto di forza del presidente, con uscita anticipata dalla zona rossa lunedì scorso, con due giorni di anticipo rispetto le tempistiche dei dpcm governativi. Sentenza che ha fatto ripiombare per un giorno la regione nella fascia con le massime restrizioni, per poi tornare domani domenica 13 gennaio in fascia arancione, ma solo grazie al decreto del ministro Roberto Speranza.

Non si sono placate intanto le polemiche, con il centrosinistra e Movimento 5 stelle che compatti hanno lanciato bordate contro Marsilio, accusato di “non conoscere nemmeno le sue prerogative e poteri”, sventolando la sentenza del Tar presieduto dal giudice Umberto Realfonzo, che non ha potuto far altro che confermare che solo lo Stato è titolato a gestire l’emergenza sanitaria, e decidere un declassamento di fascia di rischio.

In ogni modo il centrodestra ha rilanciato la palla nella metà campo del governo e in  una nota congiunta, i coordinatori regionali di Lega, Fratelli d’Italia, Fi, Udc e Idea-Cambiamo, Luigi D’Eramo, Etelwardo Sigismondi, Nazario Pagano, Enrico Di Giuseppantonio, Mimmo Srour hanno affermano quanto segue: “Se al presidente Marsilio, alla luce dei dati sanitari, viene preclusa la possibilità obiettiva di intervenire a difesa delle ragioni del proprio territorio, allora provveda il governo nazionale ad avere lo stesso giusto senso di responsabilità e acceleri il ritorno dell’Abruzzo in zona gialla prima di Natale”.

“Mentre la nostra regione trasmette dati sanitari migliori di altre, già in zona gialla, – si sostiene nella nota – è quanto mai incomprensibile che il governo sia ancora concentrato sulla diatriba zona rossa- arancione. L’Abruzzo e la sua economia rischiano seriamente di restare asfissiati dalla burocrazia creata dai Dpcm del governo Conte. È ancora più desolante che ci siano anche parlamentari abruzzesi del governo giallorosso che, invece di difendere la propria regione, non sostengono le riaperture delle attività economiche, come fatto dal presidente Marsilio con la necessaria tempestività”.

“L’ulteriore beffa – si legge nella nota – infatti, è che questo scenario si manifesta mentre i report della cabina di coordinamento confermano quanto Marsilio va ripetendo da oltre una settimana, e cioè che i dati in Abruzzo sono notevolmente migliorati e tali da permettere ulteriori riaperture commerciali. Condividiamo, pertanto, l’attività portata avanti dal presidente Marsilio, che vuole rendere più snella una burocrazia lenta e vischiosa, in un momento particolarmente difficile per la tenuta sociale ed economica del paese”.

“Ora il governo Conte dia immediate ed obiettive risposte ai commercianti e ai cittadini abruzzesi – si conclude nella nota – perché in gioco c’è la sopravvivenza di migliaia di attività e di posti di lavoro e ogni polemica risulta inutile e dannosa per l’interesse regionale.

Ultima nota al vetriolo contro Marsilio e il centrodestra è arrivata oggi a firma di Sara Marcozzi, capogruppo M5s:  “Nascondere la propria approssimazione e superficialità sembra essere diventato il primo scopo del Presidente Marsilio, che grazie alle sue (dis)ordinanze continua a creare il panico in Regione Abruzzo, non soddisfatto evidentemente delle pessime figure già fatte nel corso della prima ondata. Questa volta prova a far passare per capolavoro di burocrazia amministrativa quello che è, in realtà, il solo rispetto delle regole e delle leggi. Il pronunciamento del Tar non fa altro che riportare le cose al proprio ordine, mettendo la parola fine a un gioco propagandistico portato avanti sulla pelle degli incolpevoli abruzzesi”.

L’altroieri parole durissime da parte del capogruppo del Pd, Silvio Paolucci: “Quando Marsilio ha interloquito con il Governo, sapeva bene che l’Abruzzo sarebbe potuto uscire mercoledì dalla zona rossa, perché doveva fare i 21 giorni previsti, come avevano fatto tutte le altre regioni, anche le 14 di centrodestra. Quando ha scelto di infilare l’Abruzzo in zona rossa sapeva benissimo che come per tutte le altre regioni italiane il periodo di restrizioni collegato sarebbe stato di 21 giorni e non 19”. E ancora di Articolo Uno:  “pagare per la prepotenza e per lo scontro istituzionale continuo con il Governo portato avanti dalla Regione sono, purtroppo, ancora una volta gli abruzzesi”, e di Italia viva, con il deputato Camillo D’Alessandro, “Se uno passa con il rosso al semaforo non è che può giustificarsi dicendo che avevi fretta. “La decisione di Marsilio era fuori legge, un giudice lo ha certificato, più che altro ha certificato l’incapacità del presidente Marsilio. Le Istituzioni sono una cosa seria, la caciara da osteria romana è altra cosa”.

L’Abruzzo che, in pochi giorni, cambia tre volte area di rischio, passando da zona rossa ad arancione e, poi, di nuovo a rossa, ma solo per un giorno, diventa virale sui social.

Decine i meme che in queste ore stanno circolando su Facebook, Instagram e Twitter. Da quello con la scritta “Abruzzo in zona Mastercard”, che gioca con il logo rosso e arancione presente sulle carte di credito, a quelli con le immagini di Mirko di Kiss Me Licia con i suoi capelli biondi caratterizzati dal ciuffo rosso e la scritta “sono abruzzese”.

Sono tantissimi gli slogan e le grafiche realizzati dagli utenti del web. C’è, ad esempio, l’immagine di Karate Kid, con la scritta “Regione Abruzzo: togli colore rosso, rimetti colore rosso!” o la slide in cui si legge “Abruzzistan: ultima regione rossa”, con il simbolo di falce e martello che campeggia sulla regione colorata rigorosamente di rosso. In un caso, il simbolo si trasforma in “Falce e rostello” e il martello lascia il posto agli arrosticini, spiedini di carne di pecora tipici della tradizione abruzzese. Arrosticini protagonisti anche in un altro meme, in cui il colore dell’unica regione rossa d’Italia diventa la brace per la cottura. In tanti, in queste ore, inoltre, stanno condividendo un post in cui si legge “Ogni mattina un abruzzese si sveglia e non sa in che colore è la sua regione”. C’è, infine, chi parla di “50 sfumature di rosso” e chi condivide ironicamente il video della canzone “Rosso relativo” di Tiziano Ferro.

LA SENTENZA DEL TAR

“Sussiste un preciso interesse giuridicamente tutelato delle Amministrazioni statali ricorrenti alla sospensione di un provvedimento che lede direttamente una prerogativa esclusivamente spettanti alle Amministrazioni statali in base a inequivocabili norme di legge”.

Con queste motivazioni il Tar dell’Aquila ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dal Governo dell’ordinanza del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.

Dopo l’udienza telematica avvenuta ieri nel corso della quale Regione Abruzzo e Avvocatura dello Stato hanno confermato quanto contenuto nel ricorso dell’uno e la memoria difensiva dell’altro, il presidente Umberto Realfonzo ha emesso ieri sera il decreto monocratico sulla sospensione. Intanto, ha fatto sapere Marsilio, “pochi minuti dopo la pubblicazione della sentenza del Tar, ho ricevuto la telefonata del ministro Roberto Speranza che mi trasmette il testo dell’ordinanza, alla sua firma questa sera (ieri), che riconosce l’Abruzzo in zona arancione. A partire da domenica. Si consuma così uno di quei capolavori di burocrazia amministrativa che rende le istituzioni incomprensibili ai cittadini”.

Una decisione anticipata di qualche ora e arrivata al termine di una giornata caotica, che ha gettato nel caos l’Abruzzo e tutte quelle attività produttive che avevano appena riaperto i battenti e con la cabina di regia posticipata di due ore.

Tra gli elementi a cui l’Avvocatura regionale avrebbe puntato nella memoria difensiva ci sarebbe il fatto che l’Ordinanza del presidente Marco Marsilio del 6 dicembre scorso, con cui l’Abruzzo è tornato zona arancione, è stata adottata al termine dei 21 giorni di zona rossa e questo sulla scorta dei dati in netto miglioramento registrati nei fine settimana antecedenti, come certificato dal Comitato Tecnico Scientifico Abruzzese. A tale proposito sono diminuiti i ricoveri, sia in terapia intensiva che in area medica, sono aumentati i posti letto e l’indicatore Rt, sotto l’ 1 per cento , si è praticamente allineato alle medie nazionali con un rischio complessivo classificato come moderato. Un miglioramento confermato anche dai successivi report della cabina di regia nazionale. Inoltre, nella memoria si è evidenziato l’intento principale dell’Ordinanza di Marsilio, ossia la volontà di salvaguardare la salute pubblica e la vita umana con quella di garantire la tenuta sociale ed economica. Tra le altre cose si sono contestati gli assunti sulla mancata collaborazione tra Regione e Governo.

Nel documento si è poi fatta menzione anche alla necessità di trovare supporti giurisprudenziali e sul principio di leale collaborazione Stato-Regioni.

La cabina di regia nazionale che ha analizzato gli indicatori del contagio ha ufficialmente posizionato l’Abruzzo in arancione, per i dati epidemiologici dal 27 novembre scorso, incoraggianti e in graduale calo.

Confermato quello che il governo ha scritto nel ricorso e cioè che l’Abruzzo dal 27 novembre ha presentato dati sui contagi più positivi e quindi dopo 14 giorni (scadenza 11 dicembre) sarebbe tornata arancione, il via libera ci sarà, con la operatività che sarà sancita dal ministro Roberto Speranza per domenica 13.

La pubblicazione del decreto dei giudici amministrativi dovrebbe avvenire a breve. L’Abruzzo con l’ordinanza era di fatto passato da un regime di zona rossa ad arancione.

“La pervicace azione del governo produce come risultato l’insensato e schizofrenico ritorno in zona rossa, per un giorno, di una regione che da due settimane mostra valori stabilmente arancioni, ormai persino tendenti al giallo. Dopo che il Tar ha negato per due giorni l’esistenza di un ‘pericolo’ così grave da giustificare un provvedimento d’urgenza, era chiaro che oggi il governo avrebbe potuto provocare solo il risultato di vedere una regione cambiare colore tre volte in tre giorni.

E con queste parole il governatore Marsilio ha commentato la decisione del Tar: “Incuranti delle conseguenze pratiche nella vita delle persone, pur di poter esibire lo scalpo del reprobo Abruzzo. Mi sento con la coscienza a posto: ho tutelato la salute dei cittadini adottando senza indugio le misure restrittive necessarie, e ho agito di conseguenza quando i dati mostrano un numero di guariti doppio o triplo dei nuovi contagiati da una settimana, tenendo conto della tenuta economica del territorio. A un atteggiamento pragmatico e aderente alla realtà dei fatti, il governo preferisce una rigida e tetragona applicazione burocratica delle norme”, ha detto.

“Rifiutandosi, come ha fatto sin dal 2 dicembre scorso, di applicare un potere di deroga che è previsto dalle norme stesse, senza dare nessuna spiegazione di questo rifiuto”, ha aggiunto il governatore che, in un secondo comunicato stampa, ha precisato: “Pochi minuti dopo la pubblicazione della sentenza del Tar, ho ricevuto la telefonata del ministro Roberto Speranza che mi trasmette il testo dell’ordinanza, alla sua firma questa sera, che riconosce l’Abruzzo in zona arancione. A partire da domenica. Si consuma così uno di quei capolavori di burocrazia amministrativa che rende le istituzioni incomprensibili ai cittadini”.

LA PORTA (LEGA), ” NESSUNA FORZATURA SU ZONA ARANCIONE”

“Concordo e sostengo la presa di responsabilità del presidente Marsilio e dell’intera Giunta nell’aver anticipato, tramite ordinanza regionale, l’uscita dalla zona rossa. Un’uscita anticipata grazie soprattutto ai dati sanitari che hanno giustificato tale azione “.

Lo afferma Antonietta La Porta (Lega), consigliere regionale, a seguito della decisione del Tar di ripristinare la zona rossa per sole 24 ore.

“Alla luce dei dati dello scorso venerdì, 11 dicembre, si comprende il motivo dell’ordinanza regionale n. 106 del 6 dicembre.

Ieri l’indice Rt era pari a 0,82 con 66 ricoverati in terapia intensiva e 647 in condizioni non a rischio (ricordo che nella settimana del 26 novembre l’indice Rt era di 1,54). Questi dati confermano la bontà della decisione del Presidente presa nell’ esclusivo interesse della nostra Regione e ottusamente contestata dall’opposizione e dal Governo”, conclude La Porta.

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