ABRUZZO ZONA ARANCIONE: RIAPRONO I NEGOZI, “VA BENE ANCHE CAOS, SI TORNA A LAVORARE”

di Mariangela Speranza e Azzurra Caldi

8 Dicembre 2020 07:59

L’AQUILA – Tante vetrine sono ancora spente, ma molti negozianti abruzzesi non hanno perso tempo a cogliere le opportunità fornite dall’addio alla zona rossa: l’Abruzzo si sveglia “arancione” per effetto di un’ordinanza del governatore Marco Marsilio e pur lamentando un’iniziale situazione di caos generata dal provvedimento arrivato all’improvviso domenica sera, gli esercenti, dopo 19 giorni di chiusura per la zona rossa imposta dall’emergenza Covid, tutto sommato sono soddisfatti. Per molti è come il primo giorno di scuola.

E alla vigilia dell’Immacolata, data ideale stabilita da Marsilio per la riapertura in occasione delle feste natalizie, qualcuno è anche tornato a fare shopping, seppur con moderazione. Ancora tanta la paura del contagio. I ritmi di lavoro poco hanno a che vedere con il periodo pre-covid, ormai un lontano ricordo, ma nel momento più nero della pandemia i commercianti si dicono sollevati di essere riusciti a tornare al lavoro. Con il passaggio alla zona arancione, non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Per effetto del Dpcm del 3 dicembre, i negozi possono stare aperti fino alle 21. Nelle giornate festive e prefestive, però, sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati.

All’Aquila, tra le città più colpite nella seconda ondata, insieme al resto della provincia, si comincia a respirare aria di Natale, con il primo giorno di zona arancione che coincide con l’ultimo di screening covid di massa. “Una boccata d’ossigeno per tanti piccoli imprenditori”, secondo la definizione del sindaco del capoluogo Pierluigi Biondi che non ha mancato di sottolineare come “sarà un Natale diverso dagli altri, difficile forse come solo quello che all’Aquila abbiamo vissuto nel 2009, e l’auspicio è che in tempi complessi come quelli che stiamo vivendo prevalgano concordia e buon senso”.

Tra le vetrine del centro addobbate a festa, nastri e carta da regalo, restano le tante difficoltà di un periodo duro e che richiede continuo spirito di adattamento.

Di confusione parla Michele Morelli, imprenditore consolidato nel capoluogo sul campo della ristorazione e titolare, insieme a Gianmarco Bottino, del progetto “da Carolina & Gina” la gelateria e latteria a chilometro zero situata in piazza Duomo: “A mio avviso, il ritorno in zona arancione non cambia di molto la situazione – spiega ad AbruzzoWeb – e parlo più per i miei colleghi che per la mia attività che, essendo un esercizio di quartiere, è comunque rimasto aperto anche nel periodo delle chiusure”.

In collaborazione con l’Associazione regionale Allevatori, Morelli infatti ha deciso di adottare una parte di allevamento di vacche all’interno del cratere aquilano, a Paganica e, grazie un disciplinare per l’alimentazione degli animali, di produrre latte di altissima qualità, che rivende direttamente al pubblico o utilizza per produrre tutta una serie di derivati presenti nel suo negozio insieme ad altri prodotti del territorio. “La gelateria, ovviamente, al momento è ferma – precisa -, ma in estate ci ha dato grandi soddisfazioni e, pur essendo un’attività stagionale, con le chiusure ci ha dato modo di lavorare con il domicilio. Lo stesso continueremo a fare nei anche nei mesi a venire, nella speranza che si torni alla normalità almeno all’inizio della della primavera, viste anche le idee e in progetti in cantiere per i prossimi mesi”.

Dal centro commerciale Piccinini Monica De Vecchis, titolare del negozio di abbigliamento Rey & V., racconta  di essere rimasta in contatto con le proprie clienti,  sin dall’inizio del primo lockdown, grazie a un apposito sito, dove è possibile tuttora ordinare la merce presente in negozio e poi riceverla in tutta Italia: “In questi mesi il sito è riuscito a prendere piede e ci ha permesso comunque di guadagnare soprattutto a ridosso del lockdown. Ecco perché, nonostante molti colleghi abbiano deciso di tornare ad alzare le serrande, la mia attività è ancora chiusa e sarà così almeno fino a mercoledì, quando sicuramente avremo qualche informazione in più sui centri commerciali. Siamo stati fermi fino ad ora e di certo non saremo danneggiati da qualche giorno in più. Per adesso, continuiamo quindi a ricevere ordini tramite il sito e, non appena tutta la confusione che si è venuta a creare intorno all’ordinanza sarà venuta meno, ci rimetteremo in moto per riaprire e stare a contatto diretto con il pubblico in tutta sicurezza”.

Attimi di seminormalità a Pescara dove finalmente, con la riapertura dei negozi, sono state accese le luminarie e tra addobbi natalizi e musiche a tema c’è stato anche chi ha fatto la fila in attesa di entrare nelle attività commerciali.

“La riaccensione delle luci dei negozi – si legge in una nota del Comune – è il segnale della città che si riaccende nei colori e nelle atmosfere delle feste natalizie. L’abbandono della Zona rossa per l’emergenza Covid-19 è per Pescara l’opportunità di agganciare la ripresa del commercio in una delle fasi più nevralgiche del calendario e di liberarsi di una pressante penalizzazione gravata su una delle categorie più emblematiche e rappresentative. Pescara ha una spiccata vocazione commerciale che ne ha fatto un importante punto di riferimento su scala regionale e lungo tutto la fascia adriatica. La riapertura dei negozi e delle attività già alla vigilia dell’Immacolata consente a imprese e aziende di ritrovare slancio ed energie per mettersi alle spalle l’onda lunga della crisi e provare a recuperare posizioni e competitività. L’Amministrazione comunale proprio in segno di solidarietà e vicinanza alla categoria dei commercianti e a tutte le famiglie dei dipendenti  che vedevano con preoccupazione e apprensione il perdurare della chiusura dei negozi, aveva già dato un eloquente segnale decidendo di differire l’accensione delle luci natalizie rispetto al giorno prestabilito. Le saracinesche alzate e le vetrine illuminate ci aiutano a superare un difficile momento e a guardare al futuro con un pizzico di ottimismo e tanta voglia di fare, com’è nella consolidata tradizione e nella storia di Pescara”.

Marina Dolci, titolare del centralissimo negozio di via Roma a Pescara commenta: “Con l’Ordinanza della Regione possiamo riaprire come abbigliamento e calzature e lo facciamo a ridosso dell’8 dicembre sperando di poter riprendere a lavorare dopo due settimane durissime”.

A Chieti le luminarie del Natale verranno invece accese sabato 12 dicembre: l’Amministrazione ha scelto di dare alla città, condividendo con il comparto del Commercio l’esigenza di associare agli addobbi sobrietà ed economicità di spesa. Il tavolo del commercio ha convenuto che questo sarà un Natale “solidale, sobrio nei toni e nelle spese, sicuro e utile”.  Una spesa per le luminarie minima ma con le luci su gran parte del territorio: l’obiettivo, come spiegato dall’Amministrazione, è quello di trasformare la città in un vero e proprio centro commerciale naturale per incentivare le compere in città e frequentare i negozi che sono rimasti chiusi a causa delle restrizioni. Un provvedimento per dare benefici sia al commercio che alla cittadinanza che potrà scegliere di acquistare a Chieti

Il muro contro muro tra Governo e Regione sulla zona arancione ha creato grande confusione e preoccupazione anche tra i commercianti teramani, che comunque nella stragrande maggioranza dei casi hanno riaperto i propri negozi. E i teramani sono tornato a fare le prime compere. Dopo una situazione di incertezza, a chiarire la situazione è rassicurare i negozianti sul comportamento da seguire è stato il sindaco Gianguido D’Alberto che intervenendo sull’ordinanza di Marsilio ha chiarito come pur non essendo in linea con la lettera della legge è vigente fino ad un’eventuale impugnazione o sospensione: “Consapevoli che il caos istituzionale che si sta generando non può gravare in nessun caso su cittadini e commercianti – ha detto il sindaco – noi amministrazione comunale diciamo a tutte le attività di potersi attenere al testo dell’ordinanza, e quindi alle regole della cosiddetta zona arancione dalla sua pubblicazione e fino alla permanenza della sua efficacia”. E così i negozi hanno riaperto i battenti.

“Ieri sera c’è stata incertezza fino a tarda sera – commenta Dario Sfoglia, titolare dei negozi Poker e Il Bagaglio – poi abbiamo chiamato il sindaco che ha fatto chiarezza sulla situazione. Purtroppo quest’assenza di comunicazioni chiare e univoche ci penalizza ancora di più”. Oggi intanto si riparte. “Riaccendiamo i motori – conclude – anche se molti negozi erano già aperti. Ad essere penalizzati in questa fase sono state prevalentemente alcune categorie, come l’abbigliamento, la pelletteria, le calzature”. Sulla stessa linea Manuel Aceto del negozio di scarpe Mazzitti: “Fino a ieri sera tardi non sapevamo cosa fare – sottolinea – poi il messaggio del sindaco ha chiarito la situazione. Oggi riapriamo con spirito positivo, come sempre, ma credo che ai cittadini ci vorrà qualche giorno per riabituarsi”.

Tutto sommato soddisfatte anche le associazioni di categoria, che nei giorni scorsi hanno alzato la voce puntando il dito contro la Regione, “colpevole” di aver costretto l’Abruzzo in zona rossa, unica in Italia. Il direttore regionale di Confesercenti Lido Legnini spiega che “auspicavamo una riapertura in accordo fra Regione e Governo ma va bene lo stesso perché si può tornare ad una apertura completa del commercio fisso. Abbiamo anche però chiesto alla Prefetture che in caso di cambiamenti di Ordinanze ci sia una comunicazione tempestiva alle associazioni di categoria e ai commercianti”. Soddisfatto anche il direttore di Confartigianato Chieti L’Aquila, Daniele Giangiulli: “Tutti i negozi e le attività possono regolarmente aprire, con l’auspicio che due giorni di lavoro in più possano alleviare, almeno in minima parte, i pesanti danni subiti in questi mesi durissimi. Buon lavoro a tutti”. Un plauso dalla Confcommercio Pescara, con il presidente Riccardo Padovano: “Non entriamo nei tecnicismi che contrappongono in queste ore la Regione Abruzzo e il Governo ma quello che è certo è che da giorni gli indicatori del contagio nella nostra regione sono al di sotto della media nazionale e quindi nella sostanza da zona arancione”.

 

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