ABRUZZO ZONA ROSSA PER UN GIORNO NEGOZI CHIUSI E RABBIA DEI COMMERCIANTI

12 Dicembre 2020 20:58

PESCARA – Il sabato abruzzese in zona rossa, dopo cinque giorni  giorno in regime arancione, non  ha generato violazioni significative del divieto da parte dei commercianti che sono stati costretti a chiudere nuovamente bottega.

Confusione e rabbia sono state però le sensazioni prevalenti, effetto del il pronunciamento del Tar dell’Aquila che ha sospeso, accogliendo il ricorso del Governo, l’ordinanza con cui il governatore Marco Marsilio aveva stabilito il passaggio in zona arancione.

Passaggio che, invece, avverrà da domani, su provvedimento del ministro Speranza. Alcuni negozi – chi per protesta, chi proprio a causa del caos che si registra da ieri – stamani hanno aperto, ma sono intervenute le forze dell’ordine che hanno ricordato a tutti le regole.

Tanta, comunque, la gente in giro, come fosse un normale sabato prenatalizio.

Le polemiche, non solo quelle politiche, vanno avanti da ieri sera, soprattutto da parte dei negozianti, che solo attorno alle 20 hanno saputo di non poter aprire. In molti sui social hanno annunciato che oggi avrebbero aperto regolarmente.

Stamani, però, le forze dell’ordine hanno fatto si che le restrizioni previste dalla zona rossa fossero rispettate.

A Pescara, ad esempio, Polizia e Carabinieri hanno portato avanti per diverse ore un’attività di informazione e sensibilizzazione. Non si sono registrati problemi. Attività analoga è stata svolta dalle forze dell’ordine in altre città.

“Sembra una barzelletta – afferma Nadia Rosini Di Mascio, responsabile di due negozi di abbigliamento di Pescara, uno per bambini, aperto, e uno per adulti, chiuso – Abbiamo tenuto chiuso il negozio per adulti, sarebbe stato rischioso aprire. Il danno che ci hanno provocato con lo stop di sabato, in un periodo come questo, si aggira tra i quattro e i seimila euro, a cui si aggiungono tutti i soldi persi prima”.

“Io ho optato per una sorta di protesta civica: negozio chiuso, ma luci accese – dice Omar Postiglione, di ‘Made in Omar’, nel centro di Chieti – Un modo per dire che ci siamo, anche se stanno cercando in ogni modo di farci morire. Le forze dell’ordine hanno fatto il loro dovere, con la massima serenità e correttezza. Quello che è accaduto ieri è assurdo e sono ancora più assurde le tempistiche”.

Ma dalla mezzanotte la zona rossa sarà solo un ricordo. Ciò che più preoccupa, infatti, è quello che accadrà per Natale: allo stato attuale, considerate le tempistiche previste dal Dpcm, è probabile che l’Abruzzo il 25 dicembre si troverà ancora in zona arancione, con i ristoranti che non potranno quindi riaprire. Da qui l’appello delle associazioni imprenditoriali Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti e Legacoop: “Governo e Regione tornino subito a parlarsi nelle sedi istituzionali deputate, fuori dalla aule giudiziarie, evitando iniziative unilaterali che nuocciono solo agli abruzzesi. Interesse comune è che, per Natale, sulla cartina geografica anche l’Abruzzo sia colorato di giallo, come il resto d’Italia. Ipotesi, questa, che però diventa molto difficile”.

La stessa cosa viene chiesta dal centrodestra abruzzese: “Se al presidente Marsilio viene preclusa la possibilità obiettiva di intervenire a difesa delle ragioni del proprio territorio, allora provveda il Governo nazionale ad avere lo stesso giusto senso di responsabilità e acceleri il ritorno in zona gialla prima di Natale”. Intanto non si placano le polemiche sul fronte politico. Sulla questione interviene anche Giorgia Meloni: “Cialtroni al Governo – dice la leader di FdI – Marco Marsilio ha fatto la cosa giusta e noi siamo dalla sua parte contro un governo di ottusi incompetenti”.

 ALL’AQUILA CHIUSURE RISPETTATE

Nel capoluogo regionale e negli altri centri della provincia le attività produttive hanno rispettato in generale le restrizioni della zona rossa reintrodotta ieri sera dalla ordinanza del Tar Abruzzo

A rispettare il dietrofront, inatteso, in questa unica giornata di stop, visto che domani l’Abruzzo tornerà arancione su ordinanza del ministro alla salute Roberto Speranza sulla scorta del miglioramento dei dati certificato dalla cabina di regia ieri pomeriggio, soprattutto i negozi di abbigliamento, la categoria merceologica più colpita, e costretta a richiudere dopo cinque giorni di riapertura seguiti ad uno stop che va avanti dal 18 novembre, quando Marsilio, questa volta d’intesa con il governo, aveva decretato con una propria decisione la zona rossa alla luce della impennata di contagi divampata da settimane che ha messo in seria difficoltà il sistema sanitario. In molti esercizi commerciali gli imprenditori del settore hanno utilizzato la giornata, pur chiusi, per organizzare le vendite dei prossimi giorni in prossimità delle festività natalizie. Le regole, in generale, sarebbero state rispettate anche nei centri più piccoli, dove tuttavia secondo quanto si è appreso, alcuni servizi sono rimasti chiusi in attesa di una decisione definitiva. questa situazione si è verificata in particolare nelle zone di montagna dove le attività produttive sono in ginocchio per la mancanza di turisti causata da ristrettezze e chiusura impianti di risalita.

SULMONA: MERCATO NEGATO, PROTESTA AMBULANTI

Protesta questa mattina in piazza Garibaldi per la soppressione del mercato. Il ritorno in zona rossa dell’Abruzzo deciso dall’ordinanza del TAR ha infatti annullato il previsto mercato settimanale di Sulmona.




Ma nonostante le disposizioni emanate nella tarda serata di ieri, una quindicina di ambulanti si è presentata , come ogni sabato, per il mercato ma senza poter collocare le bancarelle.

“Siamo amareggiati perché le comunicazioni non si fanno la sera alle 22 quando tutti ci eravamo organizzati per venire al mercato – protestano in coro gli ambulanti – Questa mattina non ci hanno fatto aprire perché la polizia municipale ci ha detto che oltre al verbale saremmo andati incontro alla chiusura delle attività per cinque giorni. Le piccole imprese come noi escono distrutte. Siamo purtroppo lo zimbello dell’Italia, dobbiamo solo pagare perché diritti e doveri non esistono. Le tasse e le bollette arrivano. Siamo vittime di giochetti politici ma le conseguenze le paghiamo sempre noi”.

Gli ambulanti sono arrivati dai paesi della Valle Peligna ma anche da Pescara, Montesilvano, Chieti e Bussi sul Tirino per vendere i loro prodotti casalinghi, di abbigliamento, intimo e di altri settori merceologici. I settori alimentari hanno aperto regolarmente i loro stand. “Abbiamo un governo non più sostenibile – proseguono gli ambulanti -I politicanti hanno sempre lo stipendio mentre noi dobbiamo fare i conti con le spese anticipate”.

E poi rivolti al presidente della Regione: “Questa prova di forza non la paga Marsilio ma tutta la popolazione. I politici vengono votati per fare gli interessi dei cittadini e non i propri. E’ una situazione inaccettabile”. La protesta non è stata massiccia ma coloro che sono intervenuti hanno voluto comunque voluto lanciare un segnale per dire che le attività del mercato non possono chiudere: “Qui al mercato rispettiamo tutti le disposizioni sanitarie. Torniamo a casa delusi e speriamo che domani si possa tornare a lavorare”

 LANCIANO: AMMBULANTI MERCATO MANDATI VIA 

Sabato da zona rossa in Abruzzo con incertezze e furbizie da parte di alcuni esercizi commerciali di Lanciano. Col provvedimento adottato ieri sera in tanti non sapevano come comportarsi. Così questa mattina alcuni ambulanti giunti da fuori città hanno provato ad allestire i propri banchi, come fosse zona arancione, per il tradizionale Mercato del Sabato, ma la polizia municipale li ha fatti andar via. Era permesso solo la vendita alimentari. Fitta rete di controlli anche sui pubblici esercizi cui ha partecipato anche il maggiore Guglielmo Levante, comandante della Municipale.

“Diversi negozi erano chiusi ma qualche altro no – dice Levante. Abbiamo fatto molta prevenzione dal momento che le sanzioni possono scattare solo se verifichiamo e individuiamo attività operative. Diverse le giustificazioni, anche quella di mettere a posto la contabilità. Del resto – aggiunge – siamo di fronte anche a molti negozi con merce promiscua, con cose da vendere e altre no. Tanti prendono anche merce per bambini, che consente l’apertura, ma poi bisogna stare attenti se vendono pure altre cose. Ma presiedere tutto o aspettare l’uscita di clienti è impossibile. Certo è che abbiamo registrato la grande amarezza delle gente”.

 CHIETI: SOLIDARIETA’ COMMERCIO, SLITTANO LUMINARIE

Il Comune di Chieti ha deciso di accendere domani pomeriggio, e non più oggi, le luminarie e gli alberi di Natale in segno di solidarietà verso il comparto commerciale e dopo aver atteso il ritorno dell’Abruzzo in zona arancione perché i negozi potessero riaprire.

Lo hanno reso noto il sindaco Diego Ferrara e il suo vice Paolo De Cesare.

Due gli appuntamenti: alle ore 17 in piazza Vico, e alle 18 a Chieti Scalo in piazzale Marconi per accendere l’albero e gli addobbi presenti nei due luoghi. ”Come segno di vicinanza e solidarietà agli operatori del Commercio cittadino, abbiamo fatto slittare a domani, domenica 13, l’accensione degli alberi e degli addobbi, quando l’Abruzzo tornerà di nuovo in zona arancione con il via libera del Governo e tutte le attività potranno riaprire e accogliere i clienti, come da protocolli covid – dicono Ferrara e De Cesare -. Sarà un appuntamento sobrio e di condivisione, che ci vedrà impegnati anche con iniziative solidali pensate per dare sostegno al comparto, infatti l’Amministrazione istituirà un fondo per aiutare la categoria più provata dalla crisi portata dalla pandemia”.

FEDERMODA L’AQUILA, “ESERCENTI COME AGNELLI SACRIFICALI, BASTA SILENZIO”

“Alla stregua di una delle più profonde crisi economiche sanitarie e sociali che sta colpendo la nostra regione (e nazione), a concludere il danno, ci si è messa anche la beffa, politica. Proprio cosi. In un momento delicato come quello che stiamo vivendo, non bastava l’oggettiva difficoltà operativa di chi sta continuando, nonostante tutto e tutti, a profondere sforzi e portare avanti interi comparti economici, ci mancavano i cavilli, o meglio ripicche burocratiche: la differenza esistente fra i diversi attori del comparto economico e politico risulta sempre più marcata e la sensazione di essere ‘agnelli sacrificali’ sempre più forte.

A parlare è Riccardo Savella, avezzanese, presidente della Federazione Moda Italia L’Aquila, che aggiunge: “Le attività commerciali hanno assistito in silenzio all’evolversi della pandemia con la speranza di poter riaprire il prima possibile, nel completo rispetto delle regole, e nonostante questo si deve cedere i l passo a decisioni che non prendono in considerazioni le ripercussioni che generano e che vengono pagate a caro prezzo, non può che essere questa la lettura di quanto stiamo vivendo”.

“Non c’è volontà di entrare nei meriti di decisioni, forse dettata da strategie politiche o semplicemente da volontà di protagonismo di chi sa che non pagherà nessun prezzo per le decisioni prese, ma sappiamo per certo, cosa vuol dire chiudere le attività commerciali per circa un mese e chiudere un sabato di dicembre alle porte del Natale: come si potrà chiedere al comparto economico di avere fiducia nelle Istituzioni se queste continuano a non averne nei confronti delle prime?”, chiede.

“Unica certezza di questo periodo riguarda chi sarà a pagare per tutto questo: ad avere la peggio, ancora una volta, saranno gli esercenti che nelle loro casse continueranno a scavare il fondo; lo stesso fondo che il Governo tutto, dallo Stato alle Regioni, continua a raschiare per demagogia politica , con totale assenza di rispetto per uno dei fondamentali diritti costituzionali quello del lavoro e per un intero comparto che chiede solo di poter procedere nel completo rispetto delle regole, dallo stesso Stato imposte”, prosegue.

“Non è più tollerabile rimanere in silenzio di fronte a quanto stiamo vivendo: il nostro settore merita rispetto e se per averlo si devono portare avanti azioni forti, bene. Anche in questo caso saremo pronti a farlo”, conclude Savella

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

Download in PDF©



ARTICOLI PER APPROFONDIRE:


    Ti potrebbe interessare:

    Gli articoli più letti in queste ore:

    Do NOT follow this link or you will be banned from the site!