ACA PESCARA: IL CDA “DA BLASIOLI SOLO CLAMORE MEDIATICO”

29 Novembre 2020 13:53

PESCARA – “Ben venga l’invio degli atti del CdA a persone capaci di intendere e di volere. Gli Enti garanti hanno già saputo cogliere e sapranno cogliere ancora ben più di quanto ha capito il consigliere Antonio Blasioli”.

Così in una nota i vertici dell’Aca, la società che gestisce il ciclo idrico nel pescarese, entrano non senza sarcasmo nel merito della richiesta di accesso agli atti da parte del consigliere regionale dem Blasioli, secondo cui nella società  “c’è una grande crisi di liquidità per quanto riguarda il secondo trimestre, dovuto alla pandemia e nel terzo trimestre con una previsione nefasta per il problema della siccità, e in questa situazione l’Aca delibera di sottoporre ai sindaci il raddoppio delle figure di direttore generale da uno a due, concorsi per dirigenti e la permanenza oltre i limiti di legge di una figura professionale, un ingegnere di 67 anni. che si occupa delle gare e che il Cda nella stessa seduta ritiene infungibile benché ci siano negli organici altri professionisti che possono ricoprire lo stesso incarico”.




“Abitualmente i consiglieri regionali di opposizione e di maggioranza si confrontano con i vertici di ACA senza clamore mediatico come ad esempio l’assemblea online di ieri del M5S in materia di tariffe, crisi idrica e servizio ai cittadini alla quale hanno partecipato per Aca il Presidente Ing. Brandelli e il consigliere Canzano – prosegue la nota -. ACA è una bellissima realtà di Utility, ma diventata storicamente  un coacervo di inefficienza. Questo CdA lavora incessantemente, in trasparenza, scienza e coscienza per riportare ACA nel binario delle regole tecniche di ARERA, perseguendo Efficacia, Efficienza, Equità ed Etica nella gestione, e non si sottrae ad alcun  tipo di confronto: solo nel 2020 ACA ha fatto 40.000 interventi e le reti colabrodo di oggi sono il risultato di tanta gestione PD.

“Gli atti di cui parla Blasioli sono misure correttive urgenti di riorganizzazione aziendale a costo zero, utilizzando personale già in forza all’azienda senza ulteriore sborso di denaro, a cui il CdA è stato costretto per porre rimedio ai disservizi di ACA,  e la modifica di un Piano del fabbisogno del personale approvato dai soci nel 2019.  ACA chiarisce che la trovata mediatica montata dal consigliere Blasioli è una reazione scomposta alla revoca del vertice aziendale e alla radicale riorganizzazione del settore commerciale, le cui inefficienze sono state  sotto gli occhi di tutti”, conclude Aca.

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