ACQUA ABRUZZO, UN ALTRO ANNO SENZA SOLUZIONI: “SITUAZIONE PEGGIORATA”, “ORA COMMISSIONE INCHIESTA”

DI GIUSEPPANTONIO: "SITUAZIONE PEGGIORATA"; ENNESIMO APPELLO PER INTERVENTI URGENTI IN VISTA DELLA BELLA STAGIONE

di Azzurra Caldi

25 Marzo 2022 07:00

Chieti - Cronaca

LANCIANO – È passato un altro anno di appelli a fare presto e intervenire con investimenti e soluzioni urgenti ma, alle porte della bella stagione, la situazione del sistema idrico in Abruzzo è sempre più critica e, anzi, è addirittura peggiorata, visto che tra Chieti e Pescara, ogni sera, interi comuni restano senz’acqua anche d’inverno.

L’ultimo episodio ieri, con 21 comuni rimasti a secco per un giorno intero “per consentire l’esecuzione dei lavori di riparazione della condotta principale in località Piano Carlino di Casoli”. E mentre si pensa ad una commissione d’inchiesta per accertare eventuali responsabilità e definire le criticità, a pagare, come sempre, sono famiglie e imprese ma anche un settore che tenta di rialzarsi dopo due anni di emergenza sanitaria: il turismo.

“Non solo siamo punto a capo, ma è anche più drammatico rispetto a un anno fa visto che le interruzioni di servizio e le rotture delle condotte sono ormai quotidiane, anche nei mesi più freddi”, dice ad AbruzzoWeb Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e vice presidente del Consiglio nazionale Anci.

Una situazione particolarmente delicata in vista dell’imminente stagione estiva quando, come accade ormai da anni, la situazione è destinata a peggiorare. A nulla sono valsi gli allarmi lanciati nel corso degli ultimi mesi.

A dimostrarlo i dati pubblicati dall’Istat in occasione della Giornata mondiale dell’acqua: in Abruzzo tre capoluoghi di provincia su quattro superano la media nazionale per quanto riguarda le perdite idriche e Chieti è addirittura maglia nera d’Italia, con il 71,7% dell’acqua immessa che si perde nella rete. Seguono Pescara, 58,9% e l’Aquila, 50,7%. L’unico comune abruzzese al di sotto della media nazionale dei comuni capoluogo e città metropolitane, che è pari al 36,2%, è Teramo, con il 28,6%.

“C’è una perdita d’acqua importante su tutto il territorio della provincia di Chieti – ribadisce Di Giuseppantonio, che nel corso degli anni e, soprattutto degli ultimi mesi, ha sollevato più volte il problema – Un’emergenza soprattutto per le attività produttive”.

C’è poi il settore del turismo, “che per quanto ci riguarda è particolarmente legato alle seconde case. La situazione è decisamente critica anche da questo punto di vista”, aggiunge.

Neanche a dirlo, insomma, ci sarebbe bisogno di interventi “urgentissimi”.

“Ho anche proposto lavori provvisori con costi inferiori per verificare e riparare le perdite più importanti, in attesa di interventi strutturali e definitivi”, spiega ancora Di Giuseppantonio.

Ma il rischio, ormai sempre più concreto, è quello di rivivere gli stessi disagi degli ultimi anni con giornate intere senza acqua nelle case, nelle piccole e medie imprese, danni che si ripercuotono sulle diverse attività che animano il periodo estivo e che pure auspicano in una stagione di ripresa dopo i lunghi anni di sofferenza per l’emergenza pandemica.

“I gestori delle reti devono intervenire e la Regione deve vigilare”, sottolinea infine Di Giuseppantonio.

“Di acqua in Abruzzo si occupa l’Ersi, un ente pubblico e partecipato da tutti gli enti locali della regione. A questo si aggiungono sei gestori, distribuiti sull’intero territorio”. A tal proposito, il capogruppo M5S in Consiglio regionale, Sara Marcozzi, ha fatto sapere: “sto per protocollare la richiesta di istituzione di una Commissione d’Inchiesta in Consiglio regionale a tema acqua, alla quale sto lavorando da giorni”.

Per Marcozzi, “l’emergenza idrica in Abruzzo è drammatica. I dati pubblicati dall’Istat sulle perdite che si registrano sul nostro territorio sono di una gravità inaudita e richiedono un intervento immediato, in vista soprattutto della stagione estiva ormai alle porte. Dobbiamo fare chiarezza su quanto non si è fatto in questi anni e su quanto ci sarà ancora da fare. L’Abruzzo è tra le regioni in cui si disperde più risorsa idrica in Italia, e non si può più accettare questo risultato come fosse un problema impossibile da risolvere. È il momento di intervenire in maniera concreta e lo faremo a stretto giro”.

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