ACQUA CANISTRO: COLELLA, “CHIEDIAMO OK PROVVISORIO A IMBOTTIGLIARE”, “PRONTI A INVESTIRE E ASSUMERE”

SORGENTI SANT'ANTONIO SPONGA, L'ANNUNCIO DEL PATRON DELLA SANTA CROCE, IN ATTESA DECISIONE CONSIGLIO DI STATO, FISSATA IL 31 MARZO. "VOGLIAMO PACIFICAZIONE CON NUOVA AMMINISTRAZIONE COMUNALE", "NELLA GUERRA GIUDIZIARIA ABBIAMO PERSO TUTTI, ORA VOLTARE PAGINA"

1 Ottobre 2021 16:07

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Chiederemo alla Regione Abruzzo di poter tornare da subito, con una istanza di autorizzazione provvisoria, ad imbottigliare da subito la preziosa acqua minerale della sorgente Sant’Antonio Sponga, per assumere ed investire, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, il prossimo 31 marzo che, se ci vedrà perdenti, porterà ad un nuovo bando, e a tempi lunghi per riavviare la produzione da parte di un nuovo eventuale concessionario. Nulla vieta del resto che altri player vengano a Canistro, c’è acqua per tutti.  Da parte nostra pronti a dialogare con la nuova amministrazione per azzerare il contenzioso giudiziario che ha fatto male a tutti e a voltare pagina”.

Alla vigilia delle elezioni e nonostante il pesante contenzioso in corso lancia messaggi di pacificazione, Camillo Colella, patron della Santa Croce, ex concessionario della sorgente Sant’Antonio Sponga di Canistro, la cui acqua da circa sei anni finisce nel fiume Liri con i 75 operai a casa senza ammortizzatori sociali e con mancati incassi milionari da parte della Regione Abruzzo, dopo che è stata revocata la concessione dalla regione, su ricorso del Comune di Canistro, provocando un serrata battaglia legale.

Il Consiglio di Stato esaminerà nel merito, nella udienza fissata per il prossimo 31 marzo, il ricorso della Santa Croce contro l’ordinanza del Tar dell’Aquila con cui il 18 giugno scorso ha annullato la concessione provvisoria delle sorgenti assegnata dal verbale di gara della commissione esaminatrice della Regione Abruzzo, in base al nuovo bando regionale del 9 febbraio del 2019   vinto dalla Santa Croce, società di imbottigliamento di acqua di rilevo nazionale.

Ma nell’attesa Colella è pronto a chiedere l’autorizzazione provvisoria, anche perché ribadisce, “nonostante le tante battaglie, anche giudiziarie, e il fatto, grave, che l’acqua, la migliore d’Italia, finisce nel fiume Liri da circa sei anni, è ferma e rimane forte la nostra volontà di investire in questo territorio che dopo tanti anni è entrato nel nostro cuore”.

Domenica a Canistro si torna al voto, con in campo i candidati sindaci Gianmaria Vitale, c con la lista Avanti Canistro ed Ermero Antonini, della lista civica Canistro in cammino. Il primo cittadino uscente, Angelo Di Paolo, ex assessore regionale, e con cui Colella ha avuto negli anni durissimi scontri, non si è ricandidato. Il patron di Santa Croce non si schiera, auspica solo che “la nuova amministrazione sia vicina all’azienda e lavori alla pacificazione e alla ripresa della produzione”.

Sul nuovo bando, il Tar si era pronunciato il 18 giugno scorso in seguito al ricorso del gruppo San Benedetto, che opera anche a Popoli, in provincia di Pescara, unica concorrente nella gara indetta dalla Regione nel 2019, contestando il punteggio attribuito dalla commissione della Regione Abruzzo, presieduta dal dirigente Franco Gerardini.

I giudici amministrativi di secondo grado si sono pronunciati lo scorso 16 settembre non adottando alcuna decisione ma rimandando il merito al 31 marzo del 2022.

La Santa Croce utilizza intanto lo stabilimento di Canistro per imbottigliare regolarmente dalla più piccola sorgente Fiuggino e come logistica per la produzione che avviene anche in Molise.

L’ambizioso piano industriale della Santa Croce ha come punto di forza che è già operativo lo stabilimento e possiede condutture, linee produttive e varie attrezzature, per un valore di 48 milioni di euro.

“Sono 13 anni che abbiamo fatto questo importante investimento – spiega nell’intervista Colella -, sono 6 anni che la migliore acqua minerale d’Italia non viene utilizzata, e va finire nel fiume.  E nessuno ne ha beneficiato. Tutti hanno perso qualcosa, e noi più di tutti. Noi avevamo in campo un investimento importante, uno stabilimento pronto a tornare imbottigliare l’acqua della Sant’Antonio sponga, oltre che di quella della piccola sorgente Fiuggino. Abbiamo dovuto affrontare una vicenda giudiziaria che ha avuto un notevole peso. Ci sono 75 addetti da cinque, sei anni senza lavoro, e dunque hanno perso anche i sindacati. La Regione, proprietaria del bene, ha perso notevoli incassi”.

Per quanto riguarda le elezioni a Canistro Colella si limita a dire: “mi auguro solo che vinca un’amministrazione che abbia voglia di stare al fianco dell’azienda, far ripartire questa realtà di rilevanza nazionale e che crea un grande indotto in tutta la Marsica, si pensi ai tecnici ai trasportatori coinvolti”.

E Colella conferma la sua volontà di pacificazione: “speriamo che vinca un amministrazione comunale disposta a mettere da parte le vicende giudiziarie, come abbiamo intenzione di fare noi. Non ha senso continuare questo tipo di battaglia nei Tribunali. Alla fine non premia nessuno, e non dimentichiamo che c’è stata la pandemia e c’è una assoluta necessità di ripartire, di risollevarci tutti quanti insieme”.

Ribadisce poi l’aspetto cruciale dell’autorizzazione provvisoria: “Ci aspettiamo che la Regione ce la conceda. Per far ripartire la produzione e assumere lavoratori, pagare l’acqua alla Regione. Del resto se la Santa Croce non vincerà al Consiglio di Stato a marzo, occorrerà fare una nuova gara, e un nuovo ed eventuale concessionario dovrà comunque realizzare uno stabilimento, il che renderà necessario acquistare il terreno, fare le varianti al piano regolatore, costruire infrastrutture e acquistare le macchine, c’è rischio la concessione scada prima che parta la produzione. Le stesse difficoltà che ha incontrato la Norda, che ha vinto in bando precedente, e poi ha rinunciato”.

Colella ricorda del resto che “l’autorizzazione provvisoria che noi chiediamo è la normalità in tutta Italia, e anche la San Benedetto ne beneficia, nelle sorgenti di Popoli, in cui l’imbottigliamento proseguo in proroga dal 2015. Cosa che a noi non ci hanno concesso dopo la revoca della sorgente Sant’Antonio Sponga”

Sottolinea però Colella a rafforzare la sua richiesta di autorizzazione  provvisoria: “non va dimenticato che a Canistro c’è acqua per tutti, ben vengano altre aziende, ad investire, a realizzare stabilimenti e imbottigliare con il loro marchio. Delle centinaia di litri al secondo che ora vanno a finire nel fiume, noi ne prendiamo solo una piccola parte”.

Il Piano industriale di Santa Croce, premiato con la concessione provvisoria, prevede la riassunzione a regime di almeno 50 addetti, a cui si aggiungono fino a 500 posti di lavoro creati nell’indotto. Inoltre, la realizzazione di un percorso tematico “Alle sorgenti della vita”, che comprenderà in un unicum la bellissima area verde attrezzata intorno alle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro e allo stabilimento Santa Croce, che sarà potenziato con una nuova linea produttiva, ed ancora quattro milioni di euro di ulteriori investimenti, in primis per realizzare un parco fotovoltaico al fine di ottenere l’autosufficienza energetica, e per massicci investimenti in pubblicità, marketing e comunicazione, al fine di rilanciare il marchio legato alla sorgente di Canistro, le cui acque minerali sono considerate di qualità altissima, tra le migliori in Italia.

“Entro 5 anni ci siamo impegnati di riassumere 50 addetti – conclude Colella -, anzi,  lo faremo prima dei 5 anni. Siamo pronti a investire non meno 4 milioni di euro, e fino a 10 milioni, per macchinari all’avanguardia. Con un’autorizzazione provvisoria potremmo cominciare anche subito, ora non avrebbe senso vista la poca acqua che imbottigliate della sorgente Fiuggino. Siamo pronti a investire 300.000 a beneficio del territorio del canistro, per attività di utilità sociale”.

LA DIRETTA

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