ACQUA GRAN SASSO: INIZIA PROCESSO, APERTO DIBATTIMENTO. “INFINITI RINVII, FINALMENTE NUOVA FASE”

27 Ottobre 2021 18:38

Teramo: Cronaca

TERAMO – Dopo vari rinvii questa mattina, davanti al giudice monocratico Domenico Canosa, si è aperto il dibattimento del processo sull’acqua del Gran Sasso.

Dopo il rigetto, da parte del giudice, delle eccezioni sollevate nella scorsa udienza dalla difese dei dieci imputati, c’è stata l’audizione del primo teste citato dalla Procura, il comandante del Noe di Pescara Antonio Spoletini, che nel 2017, insieme ai suoi colleghi fu delegato a svolgere tutta una serie di indagini nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Teramo dopo alcuni sversamenti.

Nel corso della sua audizione Spoletini ha ripercorso tutte le tappe delle indagini, evidenziando quelle che per i militari e per la Procura sarebbero tutta una serie di interferenze tra l’acquifero e le opere antropiche realizzate, a partire dai laboratori e dalle gallerie autostradali.

“Dalle indagini è emerso come le strutture antropiche sono completamente immerse dentro l’acquifero – ha detto Spoletini – il Gran Sasso è come una spugna, l’acquifero sta dappertutto. E quindi qualsiasi attività è potenzialmente foriera di influenze negative”.

Spoletini, in relazione alla convivenza della varie infrastrutture ha parlato di “condominio impossibile”, dichiarando come già l’ex commissario Angelo Balducci, nominato nel 2003 (dopo uno sversamento che portò all’apertura di un’inchiesta e al sequestro all’epoca dei laboratori) per la messa in sicurezza dell’acquifero nella relazione introduttiva dei lavori evidenziò la necessità di un “rifacimento completo di tutte le condotte e della perfetta impermeabilizzazione pavimentale” di laboratori e gallerie.

Lavori che però, secondo quanto dichiarato da Spoletini, sarebbero stati realizzati solo in parte. Dopo l’audizione del comandante del Noe il processo è stato aggiornato all’udienza dell’8 novembre.

“Finalmente, ad oltre due anni dalla prima udienza, dopo una serie infinita di rinvii, oggi si è aperta la fase dibattimentale del processo sull’incidente del maggio 2017 che provocò il divieto del consumo a scopo potabile dell’acqua del Gran Sasso in gran parte della provincia di Teramo”, scrive il WWF del capoluogo.

“Il processo vede imputati i vertici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, della Strada dei Parchi SpA e della Ruzzo Reti SpA e ha visto, tra le altre, la costituzione di parte civile delle associazioni WWF Italia, CAI, Legambiente e Cittadinanzattiva, tutte patrocinate dall’avvocato Domenico Giordano e tutte presenti nell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso,
insieme all’Associazione GADIT, anch’essa parte civile nel processo. Come primo teste è stato sentito il Tenente Colonnello Antonio Spoletini del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri che ha illustrato le attività svolte dal NOE durante le indagini, ponendo in luce la delicatezza dell’ecosistema del Gran Sasso, ma soprattutto le problematicità legate ad avere nello stesso luogo il più
importante acquifero del centro Italia e due infrastrutture pesanti come le gallerie autostradali e i Laboratori sotterranei dell’INFN”.

Non a caso il Tenente Colonnello Spoletini nella sua presentazione durante l’udienza ha parlato di “condominio impossibile” tra la “spugna” del Gran Sasso e le infrastrutture antropiche.

“L’avvio della fase dibattimentale + un passaggio importante”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia.

“Continua ad esserci il rischio della prescrizione a causa dei tanti ritardi accumulati, ma almeno si inizia il lavoro di ricostruzione della verità su una vicenda che si trascina da anni. Emergono come ci siano problemi profondi nella gestione di questo sistema, come le associazioni denunciano almeno dall’inizio degli Anni 2000. Il WWF, insieme alle altre associazioni, continuerà a seguire il processo con l’obiettivo dell’accertamento delle responsabilità, ma soprattutto per fare in modo che dalla ricostruzione di quanto è accaduto si possa arrivare alla definitiva soluzione del
problema dell’interferenza dei Laboratori sotterranei INFN e delle gallerie autostradali dell’A24 con l’acquifero del Gran Sasso”.

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