EUROSERVIZI L’AQUILA VERSO IL BARATRO, TRA POLITICA E SINDACATI E’ TUTTI CONTRO TUTTI

di Filippo Tronca

5 Marzo 2021 22:00

L’AQUILA – Nove lavoratori della società Euroservizi, società in house della Provincia dell’Aquila, senza stipendio da ben 43 mesi. Un salvataggio di fatto fallito e una liquidazione che si trascina dal 2017 oramai al punto di non ritorno. E intanto si moltiplicano scontri al calor bianco tra la Provincia dell’Aquila  e il sindacato Ugl, tra la stessa Provincia e i consiglieri comunali di Italia viva e Partito democratico. L’Ugl che accusa del drammatico epilogo il liquidatore appena dimessosi Alessandro Piccinini difeso dalla Provincia e da una note al vetriolo firmata da “lavoratori non iscritti all’Ugl”, che accusa il sindacato, che a sua volta minaccia querele.

Un clima incandescente, e uno scaricabarile, insomma. Quel che resta, in ogni caso, è che nove lavoratori sono ad un passo dal licenziamento, per di più nel bel mezzo della devastante crisi economica del covid.

A innescare la miccia Ugl della provincia dell’Aquila, di cui è segretario Roberto Bussolotti, evidenziando come in un nulla di fatto si è risolto “il fantomatico salvataggio dei posti di lavoro sul territorio aquilano dei dipendenti della Euroservizi Spa attraverso le leggi regionale del 20 gennaio e del 16 giugno 2020 che disponevano con tanto di finanziamento, l’assorbimento del personale della società stessa in Abruzzo Engineering”. Auspicando le scuse da parte del liquidatore di Euroservizi, Alessandro Piccinini, avvocato ed ex assessore comunale ora amministratore della Gran Sasso Acqua, appena dimessosi dall’incarico. “scuse  da parte sua verso i nove lavoratori per aver fatto perdere loro oltre un anno e mezzo e sarebbe opportuno che rivelasse, pur considerando i suoi molteplici impegni l’effettiva verità sulle dimissioni”.

A stretto giro è arrivata alle redazioni una nota a nome dei “lavoratori non iscritti all’Ugl”, da parte di Pietro Di Piero, uno degli addetti, che ha puntato il dito contro l’Ugl e il suo segretario  Bussolotti, nonché contro il “quadro della società”, ovvero Fabrizio Sciarra, considerati come  i veri responsabili del mancato salvataggio della società. E’ emerso però, in seguito a verifiche, che la nota in realtà, pur esprimendo legittime critiche, non è stata sottoscritta e condivisa dalla maggioranza dei lavoratori, quelli appunto non iscritti all’Ugl.

Tolti infatti i tre iscritti all’Ugl, Laura Verderosa, Raffaella Sibilla e Giovanni Stracquadaino, il quadro Fabrizio Sciarra, non iscritto al sindacato e parte in causa, nonchè l’estensore della nota, Pietro Di Piero, dei cinque lavoratori rimanenti “non iscritti all’Ugl”, da quanto si apprende, Luigi Stornelli e Alessia Pietropaoli, non iscritti al sindacato, non avrebbero sottoscritto la nota, come pure Mario Esposito, iscritto alla Cgil. Contattato da Abruzzoweb, il lavoratore Fabrizio Dionisi, Cgil, non ha condiviso il contenuto e ha letto la nota solo sui giornali on line.

Si apprende anche che Bussolotti si è rivolto ai legali al fine di verificare attraverso l’autorità giudiziaria se si può agire contro l’autore della nota, a suo dire non rispondente alla verità.

Nel comunicato stampa di Pietro Di Piero ha definito “vergognoso l’attacco dell’Ugl al commissario liquidatore Alessandro Piccinini che è stato tra coloro che fino alla fine si è dato da fare per la ricerca di soluzioni per garantire una nuova possibilità lavorativa. Un attacco fatto da un’organizzazione sindacale che non rappresenta i nostri interessi e non solo perché è più che minoritaria al nostro interno ma perché ha scelto altre strade anziché quella di dare un contributo costruttivo per il nostro futuro lavorativo”.

Nella nota si sostiene infatti che  “Bussolotti insieme al Quadro della Società ha posto infiniti problemi rispetto al passaggio dei lavoratori, anteponendo il mantenimento dell’inquadramento e delle retribuzioni alla possibilità di un lavoro, ossia di riprenderci la nostra dignità di persone”.

Attacchi all’Ugl sono poi arrivati ieri anche dal presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, e dal vice presidente, Vincenzo Calvisi, ricordando che “dopo numerosi confronti, se da un lato abbiamo trovato i sindacati Cgil e Cisl disponibili a raggiungere un’ intesa, dall’altro si è rilevato l’atteggiamento di totale chiusura del sindacato Ugl: su nove lavoratori del ramo di azienda, ad oggi solo sei hanno firmato accordi di conciliazione, e pertanto la società Abruzzo Engineering, con nota dello scorso 22 febbraio, ha comunicato il non potersi procedere all’assorbimento del ramo dei 9 lavoratori”.

La Provincia esprime anche al contempo un “doveroso ringraziamento, non di maniera ma sostanziale”,  liquidatore Piccinini, “il quale ha gestito per quanto possibile una situazione critica, senza per altro ricevere ad oggi compenso alcuno”.

Attaccano a loro volta la Provincia dell’Aquila, e prendono le difese del sindacato, il capogruppo dell’Italia viva e del Partito democratico al Consiglio dell’Aquila, Paolo Romano e Stefano Palumbo, accusando Caruso di non aver fatto causa alla Regione Abruzzo sulle inadempienze riguardanti il riordino delle funzioni delle province che hanno prodotto il mancato assorbimento dei dipendenti Euroservizi. Con un contenzioso aperto si sarebbero potute trovare le soluzioni consequenziali”. E stigmatizzano l’atteggiamento della Provincia, che “ha chiamato “in causa i sindacati, offrendo la misura della debolezza dell’azione politica sia essa regionale o provinciale, di portare a termine quanto deciso e promesso”.

Scontata la replica dell’Ugl: “il presidente della Provincia e il suo vice presidente mentono sapendo di mentire”, scrive il sindacato.

Ricordando che innanzitutto “il verbale di conciliazione lo hanno firmato cinque lavoratori su nove, anche nella seconda versione e non sei come dichiarano, ma soprattutto tra i lavoratori che hanno scelto di non firmarlo c’è un iscritto alla CGIL, dunque cade l’architrave accusatorio nei confronti di Ugl L’Aquila; inoltre non risultano invero ad oggi altri iscritti ad altre organizzazioni, alcuni addirittura hanno preferito procedere con legali di fiducia”.

L’Ugl rincara la dose sostenendo che il “liquidatore Piccinini, a nostro avviso, era incoercibile in quanto non vi è stato il rispetto del periodo di raffreddamento”, rispetto al precedente incarico da  liquidatore”.

“Quindi il Presidente Caruso ed il suo Vice Calvisi dovrebbero pensare bene prima di “scaricare” la colpa ad altri ricordando proprio i loro interventi ed emendamenti in merito alla problematica della società e dichiarando tra l’altro, ancora una volta, che sono state poste in essere azioni senza la concertazione sindacale. Almeno con la UGL L’Aquila. La responsabilità è solo ed esclusivamente politica. Pertanto li invitiamo e ci rendiamo immediatamente disponibili ad un incontro di natura pubblica, possibilmente con tutti gli attori della vicenda che vorranno partecipare e con documentazione alla mano, tranquillizzando le parti che sarà un incontro di natura tecnico-sindacale e non certo ad altre tipologie di confronto a cui la città ha già assistito”, conclude la nota.

 

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