ADSU: PIETRUCCI, “ATTI CONFERMANO INEFFICIENZA GESTIONE, PARADOSSO CANDIDATURA DI MORGANTE”

di Ilaria Micari

13 Novembre 2023 15:39

L'Aquila - Gallerie Fotografiche, Politica, Scuola e Università

L’AQUILA – “La questione dell’Azienda Diritto allo Studio Universitario deve essere risolta in fretta, mettendo in evidenza i danni della gestione scellerata condotta finora dai vertici dell’Adsu. Lo faremo analizzando gli atti che siamo riusciti ad ottenere finora, atti che ci sono stati consegnati venerdì dopo il mio ricorso alla Guardia di finanza, e che è fondamentale studiare con la massima attenzione per poter dimostrare le inefficienze di questa gestione, già abbastanza evidenti dopo gli ultimi avvenimenti. È inaccettabile che a pagare queste inefficienze nella gestione dell’Adsu siano i cittadini, in primis gli studenti e i dipendenti dell’azienda, a cui io voglio dimostrare tutta la mia vicinanza. Tutto quello che noi abbiamo denunciato finora sta emergendo; e noi non esiteremo a portare alla Procura della repubblica e alla Corte dei conti quanto di incongruente si evincerà dagli atti”.

Così Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale del Partito Democratico, questa mattina a L’Aquila, nella conferenza stampa che si è svolta nella sala Fabiani dell’Emiciclo, dove insieme a Nello Avellani, segretario dell’unione cittadina, si è espresso riguardo la vicenda dell’Adsu che negli ultimi giorni si sta dibattendo infervorando le cronache locali.

L’incontro è stato focalizzato in particolare sulle recenti dimissioni dalla presidenza dell’Adsu di Eliana Morgante, segretaria provinciale della Lega, in corsa alle prossime elezioni regionali in programma a marzo 2024, “lasciando così l’azienda oltre che senza direttore anche senza presidente”, è stato sottolineato, e sulla documentazione pervenuta nelle mani di Pietrucci, anche se ancora parziale, che secondo il consigliere dem farebbe emergere le mancanze della gestione dell’azienda.





“Con le dimissioni della presidente Morgante – ha proseguito Pietrucci – è ormai evidente a tutti il paradosso che ha investito l’Adsu: dimissioni che non sono avvenute, come io per primo ho sperato, per chiedere scusa del suo operato, per una presa di coscienza dell’atteggiamento irresponsabile che, durante la sua gestione, l’ha vista cacciare ben due direttori, il dottor Luca Valente prima e Paola Di Salvatore poi, ma sono state disposte per candidarsi con la Lega come consigliere regionale alle prossime elezioni”.

“Una azienda senza presidente e senza direttore è una azienda allo sbando, perché i dipendenti non hanno né una guida tecnica né politica. Ho avuto modo di parlare e confrontarmi con i dipendenti e di quindici persone circa la metà hanno fatto richiesta di trasferimento, e altri hanno fatto richiesta al medico del lavoro per una valutazione dello stress correlato. Questi dati evidenziano che la azienda che è più giusto dire che è stata suicidata, non decapitata”.

“Credo sia inaccettabile che Morgante si sia dimessa per ambire un posto al sole candidandosi, ma trovo ancor più inaccettabile che, negli anni, la nomina di un presidente di una azienda pubblica sia stata sottratta all’Università e affidata, invece, con Marsilio-Verì-Sospiri al governo della Regione Abruzzo, per la prima volta nella storia dell’Adsu, a chi ha chiaramente una connotazione politica del suo operato, e fatta per esigenze elettorali”.

Dalla relazione provvisoria del revisore dei conti, Ivano Migliozzi, attualmente in possesso del consigliere Pietrucci, portata oggi in conferenza, anche se ancora incompleta, risulta, come afferma lui stesso, “come la gestione faccia acqua da tutte le parti per una mancata pubblicazione di tutti gli atti dell’azienda, per una mancata progettualità per l’assegnazione di borse di studio e dei finanziamenti del PNRR, la mancata presentazione dei bilanci tra cui quello di previsione, per il mancato accantonamento delle somme, in particolare dei 10 milioni di euro per i danni non pagati alle famiglie delle vittime della casa dello studente, e soprattutto per la carenza di alloggi universitari, che sono stati decentrati prima alla Campomizzi, e ora Cansatessa, sottraendo le palazzine destinate agli alloggi Ater, trascurando la decentralizzazione degli alloggi, senza pensare e programmare una vera rinascita del centro dell’Aquila, attualmente svuotato della presenza degli studenti che per anni sono stati il motore propulsivo della città. Quanto emerge da questa relazione del revisore dei conti porterà probabilmente ad un contenzioso tra la presidente e la direttrice Paola di Salvatore che ne risponderanno nelle opportune sedi”.





“È inoltre evidente come nel tempo sia mancato un raccordo tra l’Adsu, il Comune dell’Aquila e la Regione Abruzzo per rispondere a tutte le esigenze degli studenti e dei dipendenti. Più volte noi del Pd abbiamo chiesto chiarimenti ma ci siamo scontrati contro un muro di gomma. E di questa indolenza delle istituzioni ne risponde la cittadinanza”, ha concluso il consigliere regionale.

Avellani ha aggiunto: “Stiamo pagando come città questa mala gestione di un punto che per anni è stato motore di questa città: l’Università. Secondo un rapporto del Censis, UnivAq risulta ultima tra le università italiane. Il motivo di questa posizione in classifica non è dovuto alla didattica o alla ricerca, che invece danno risultati soddisfacenti, ma alla mancanza di servizi, dai bus per arrivare in città ai collegamenti interni, dagli alloggi agli studenti fuori sede alla mensa. E questi dati portano un danno enorme all’università perché vengono notati dalle famiglie e dai ragazzi, che per queste classifiche sono portati a fare altre scelte. Bisogna porre rimedio a questa situazione perché è evidente che perdere studenti vuol dire rimettere in discussione tutto l’asset su cui la città si è basata anche dopo la ricostruzione”.

“È evidente che la destra al governo sta occupando i posti amministrativi per poi candidarsi e andare altrove. È già successo in passato e succede oggi con la Morgante. È come se questa città fosse usata come trampolino di lancio per arrivare da altre parti, mentre chi è governo dovrebbe pensare a risolvere i problemi del territorio, e sono tanti. E se questa città è usata come rampa di lancio i cittadini dovrebbero considerare chi, e per cosa, hanno votato alle urne”, ha concluso il segretario.

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