AEROPORTO D’ABRUZZO: SCIOPERO E VOLI SALTATI, I DIRITTI DEI PASSEGGERI

15 Gennaio 2020 08:36

PESCARA – Per lo sciopero nazionale di ieri, che ha interessato numerose aziende e vettori aerei – tra cui Air Italy e EasyJet, Ryanair -, nonché l’Enav, centinaia di voli in partenza dagli aeroporti italiani sono stati ritardati e cancellati, così come è successo all'aeroporto d'Abruzzo, interessato da decine di cancellazioni di voli, compresa la tratta Pescara-Bergamo delle 6.30, creando notevoli disagi agli utenti. 

Un solo volo è decollato all'aeroporto di Pescara, mentre tutti quelli in partenza sono stati cancellati. La Saga, società che gestisce l'aeroporto d'Abruzzo, ha ufficializzato la lista dei voli soppressi a causa dello sciopero nazionale dei sindacati Unica e Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl-Ta/Assivolo Quadri oltre a Ugl-Ta.

Di fatto, solo il volo delle 6.50 dell'Alitalia con destinazione Milano è partito regolarmente, tutti gli altri sono stati infatti cancellati, come era prevedibile considerando che lo sciopero ha interessato lo scalo pescarese praticamente per tutta la giornata.

E così sono tanti i passeggeri che sono rimasti a terra, senza poter richiedere alcun risarcimento poiché il disagio è stato causato da una “circostanza eccezionale”.






“In ogni caso nulla è perduto. Infatti – spiega l’avvocato pescarese Edno Gargano, esperto nel settore del trasporto aereo – l’assistenza da parte dei vettori aerei è dovuta anche quando vi siano circostanze eccezionali come lo sciopero dei voli. La presenza di tali eventi non esonera il vettore dal prestare i diritti alla riprotezione su un volo alternativo e all’assistenza prevista dalla normativa comunitaria”. 

“Se l’aereo non parte per maltempo o per sciopero – chiarisce l'avvocato -, la compagnia deve assicurare pasti e bevande, e se necessario, alloggio per chi resta a terra. Per di più, la compagnia aerea è obbligata ad offrire un volo di riprotezione o mezzi di trasporto alternativi, il prima possibile, per raggiungere la destinazione finale del viaggio”. 

“Si tratta di forme di tutela dei passeggeri riconosciute dalla legge, che molto spesso vengono disattese dalle compagnie aeree, specialmente quelle 'low cost'.  Soprattutto in caso di sciopero aereo – spiega Gargano – i vettori fanno difficoltà a fare tutto il possibile per evitare l’evento dannoso; questo però non li solleva dalla loro responsabilità, laddove lo sciopero sia interno alla compagnia aerea ovvero vi sia in presenza del cosiddetto sciopero 'selvaggio', attuato senza rispettare le regole a favore degli utenti”. 

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