AGENTE INVESTITO E UCCISO A SCOPPITO, IL RICORDO DI NARDELLA: “PERSONA SQUISITA, TRISTEZZA E RABBIA”

24 Agosto 2022 16:29

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – “Ho lavorato spesso e volentieri con Giuseppe e saperlo morto mi riempie di tristezza e rabbia. La tristezza nasce dal fatto che Giuseppe era una una persona mite e davvero squisita. Non perdeva occasione per condividere dibattiti ed emozioni seppur in un contesto lavorativo non certo foriero di esperienze positive”.





È il ricordo di Mauro Nardella, della UIL PA polizia penitenziaria, dopo aver appreso della morte di Giuseppe Colaiuda, il poliziotto penitenziario 54enne ucciso ieri a Scoppito (L’Aquila) da un pirata della strada.

“La rabbia la provo, invece – aggiunge -, per l’eccessiva facilità con la quale in Italia si mandano in giro persone che la patente non dovrebbero neanche possederla. Guidare un auto non è uno scherzo. È causa di morte così come lo può essere un fucile o una pistola e come tale va considerata. La patente non può essere equiparata ad un semplice documento. Dovrebbe essere, invece, posta sullo stesso piano di un porto d’armi”.





“I tanti morti che si stanno avendo sulle strade italiane spesso riguardano persone che i requisiti per guidare non ce l’hanno affatto e per tale motivo estremamente pericolosi per tutta la società. Pericolosi tanto quanto lo è uno che utilizza un’arma senza conoscere perfettamente le modalità attraverso le quali andrebbe utilizzata”.

“La morte di Giuseppe, insieme a quella di molte altre vittime innocenti, mi auguro porti a far riflettere lo Stato italiano in merito. Alla famiglia intanto giungano le mie più sentite condoglianze”, conclude Nardella.

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