AGENTE INVESTITO E UCCISO A SCOPPITO, LA FAMIGLIA: “GIUSTIZIA PER GIUSEPPE”. DOMANI I FUNERALI

26 Agosto 2022 17:16

L'Aquila - Cronaca

SCOPPITO – Chiedono che venga fatta giustizia i familiari di Giuseppe Colaiuda, l’agente penitenziario di 54 anni, padre di due figli, investito da un pirata della strada a Scoppito (L’Aquila).

Stabilita intanto, dopo l’autopsia, la date dei funerali, che si terranno domani, 27 agosto, alle 16, presso la chiesa di San Bartolomeo a Scoppito.

Verso le 22 l’agente era uscito di casa per la passeggiata con il suo cane. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni indossava anche una pettorina catarifrangente. Aspetto quest’ultimo sottolineato anche dai parenti, come riporta Il Centro: “Era consapevole del pericolo che si corre uscendo la sera lungo una strada poco illuminata per cui indossava sempre una pettorina catarifrangente per motivi di sicurezza e forse anche per deformazione professionale”, dicono alcuni parenti.

Roberto Maurizi, 38 anni, dipendente di un supermercato, anche lui di Scoppito, è fuggito senza prestare soccorso. La sera della tragedia si era messo alla guida sotto l’effetto di alcol e droga, come evidenziato dagli esami effettuati. Ora si trova nella sua abitazione agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio stradale.

Questa mattina l’udienza di convalida davanti al gip del tribunale dell’Aquila, Marco Billi. Il suo legale, Roberto Madama, riferisce che “Maurizi è in stato di choc, disperato per quanto accaduto”. Anche la sua famiglia, in particolare la madre, non riesce a darsi pace “pensando continuamente all’agente ucciso dal figlio e al dolore causato ai suoi cari”. Titolare del fascicolo d’inchiesta è il pubblico ministero Roberta D’Avolio.

Si è svolta ieri pomeriggio l’autopsia sul corpo dell’assistente capo di polizia penitenziaria in servizio nel carcere “Le costarelle” di Preturo. L’esame, condotto da Giuseppe Calvisi, ha confermato la morte in seguito al violento impatto.

Questa mattina il pubblico ministero ha firmato il nulla osta per la restituzione della salma alla famiglia di Colaiuda consentendo loro di fissare anche la data dei funerali.

 

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