TRIBUNALE L'AQUILA: SI DECIDERA' IL 2 MARZO SU ACCESSO FORZOSO A DUE APPARTAMENTI “CHIUSI” NELL’IMPORTANTE CONSORZIO. INTERVENTO MILIONARIO AL PALO DA ANNI, TRENTA FAMIGLIE IN ATTESA

AGGREGATO IL MORO: RINVIATA UDIENZA ATTESA PER SBLOCCO RICOSTRUZIONE

9 Febbraio 2020 07:39

L'AQUILA – E' stata rinviata al 2 marzo l'attesa udienza al Tribunale civile dell'Aquila, che era prevista per lunedì scorso, e che può essere decisiva per lo sblocco della ricostruzione dell'aggregato “Il Moro”, nel cuore del centro storico dell'Aquila, tra via Paganica e via San Martino, dove i lavori di ricostruzione post-sisma sono al palo da anni perché due dei proprietari, non aprono le porte dei loro appartamenti per i rilievi tecnici, impedendo così l'approvazione del progetto complessivo, e avviare i lavori.

Con ben trenta famiglie, che a quasi 11 anni dal sisma, non possono rientrare in casa. Il giudice Christian Corbi, dovrà decidere nel merito nella richiesta avanzata dal presidente del consorzio, l’avvocato Giampiero Berti De Marinis, di accesso forzoso ai due immobili, al fine di poter effettuare il rilevamenti tecnici necessari completamento del progetto esecutivo dell’aggregato dal valore di oltre 10 milioni, trattandosi di una delle ultime grandi opere di ricostruzione privata nel centro storico cittadino.

Motivo della resistenza dei due condòmini sarebbe determinata dalla volontà di ricostruire in autonomia la loro parte di proprietà, al di fuori del consorzio, a cui non hanno aderito, sostenendo di essere in possesso di regolare permesso a costruire.





Tesi contestata però dal presidente del consorzio Berti De Marinis, argomentando che i due appartamenti sono strutturalmente integrati al resto del complesso edilizio, e no scindibili. Si starebbe lavorando, ad ogni buon conto, ad un accordo bonario tra le parti, che consenta intanto l'accesso alla proprietà, per completare il progetto. I due proprietari si sarebbero però già una volta opposti all'acceso, a maggio 2019: dopo aver firmato un accordo transattivo, davanti al giudice del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Iannaccone, e secondo quanto si è appreso, non presentandosi poi all'incontro.

Ad attendere l'esito della vicenda, non solo le famiglie ancora sfollate, ma anche big dell'edilizia che concorrono all'affidamento dei lavori, che inviato le proposte a febbraio 2019. Solo l'Impresa Mancini (L'Aquila), l'associazione temporanea di imprese composta da Edilconstruzioni group (Montorio al Vomano) e Fratelli Ettore e Carlo Barattelli (L'Aquila); Società Aldo Del Beato & C (L'Aquila); Cingoli Nicola e figli (Teramo); Società Conscoop srl (Forlì); l'ati composta da Gavioli (Montorio al Vomano), Edilvit (L'Aquila), Adan (L'Aquila) ed Edil 2000; Costruzioni Iannini srl (L'Aquila) e Taddei spa (L'Aquila). Filippo Tronca

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