AGGRESSIONE LANCIANO: 13ENNE AMMETTE RESPONSABILITA’, “MI SONO SENTITO MINACCIATO, HO REAGITO CON UN PUGNO”

22 Ottobre 2020 15:54

LANCIANO – “Mi sono sentito minacciato e ho reagito tirando un pugno a Giuseppe Pio D’Astolfo, che poi è caduto a terra”.

Il tredicenne indagato per lesioni gravi ha ammesso le sue responsabilità per il ferimento del 18enne lancianese, finito in coma all’ospedale di Pescara, ed è stato sentito ieri sera dai carabinieri di Lanciano dove si è presentato spontaneamente, accompagnato dal difensore Vincenzo Menicucci, per fornire la sua versione dei fatti sulla violenta serata di sabato scorso all’ex stazione Sangritana di Lanciano.

I carabinieri di Lanciano hanno fatto chiarezza sull’aggressione e hanno denunciato cinque ragazzi, tutti cittadini italiani appartenenti alla stessa famiglia rom: altri due hanno quattordici e quindici anni, un quarto ne ha appena compiuti diciotto mentre il più grande ne ha trenta. Gli unici due maggiorenni sono già volti noti alle forze dell’ordine.

Restano stazionarie le condizioni del ragazzo, ricoverato nel reparto di Rianimazione.

Ieri è iniziata la graduale riduzione dei sedativi.




Ulteriori valutazioni sull’evoluzione del quadro clinico, si apprende da fonti sanitarie, non potranno essere fatte prima di domani.

La prognosi resta riservata.

Una volta arrivato in ospedale, il giovane era stato sottoposto a intervento neurochirurgico.

Dai minuti successivi all’operazione, il 18enne è sempre stato in coma farmacologico.

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