AGGREDITA IN PALESTRA PESCARA PER “GELOSIA”: MINACCE E VIOLENZE, ARRESTATO CULTURISTA

9 Agosto 2022 16:02

Pescara - Cronaca

PESCARA – Minacce, botte e maltrattamenti sullo sfondo di una relazione tossica, violenta: emergono nuovi inquientanti dettagli sulla clamorosa e ormai tristemente nota aggressione all’interno della palestra di Pescara.

Questa mattina i Carabinieri di Pescara hanno raggiunto in carcere l’albanese Edmond Xhafa, il 50enne culturista già arrestato nei giorni scorsi in quanto trovato in possesso di armi e droga, per notificargli il provvedimento di ordinanza di applicazione di misura cautelare emesso nella serata dal giudice per le indagini preliminari Nicola Colantoni, su richiesta avanzata dal pubblico ministero Benedetta Salvatore.

L’uomo, secondo quanto riferito dai carabinieri, aveva una relazione affettiva con la giovane donna aggredita, una 25enne che frequentava la stessa palestra.

Un rapporto pericoloso, malato, con reiterate condotte persecutorie, dall’aggressione verbale ogni qualvolta la vedesse in palestra intenta a parlare con un ragazzo, pretendendo spiegazioni a riguardo, al controllo continuo sui suoi movimenti, dicendole che doveva starsene a casa e che non sarebbe dovuta uscire con nessuno se non con lui.

E ancora insulti con parole del tipo “Schifosa di merda”, “Stronza”, poi le minacce: se l’avesse vista in giro con qualche ragazzo le avrebbe sparato ad una gamba, “così non avrebbe potuto più allenarsi”, precisandole che non aveva niente da perdere.

A tal proposito, ricordano i Carabinieri di Pescara, l’uomo è stato arrestato, tra le altre cose, proprio perché trovato in possesso di pistola.

Sarebbe stato proprio al culmine di una di queste aggressioni verbali, per una forma di gelosia cieca, che sarebbe scattata la brutale violenza raccontata per giorni dalle cronache nazionali.

E così il 27 luglio scorso, la giovane vittima è stata colpita all’interno della palestra dal culturista: prima un forte pugno al viso fino a farla cadere a terra e poi, non soddisfatto, dopo averla rialzata tirandola per i capelli, un pugno in testa, un calcio al braccio ed uno sulle gambe.

La giovane ha riportato un trauma cranico con prognosi di 22 giorni.

Un episodio aggravato punibile a norma dell’articolo dell’articolo 612 bis, il cosiddetto “codice rosso”.

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