AGRICOLTURA, BIOLOGICO E BENESSERE ANIMALE: NUOVO FILONE PER INVESTIRE RISORSE EUROPEE

15 Luglio 2021 21:39

Regione: Cronaca

PESCARA – Dei 900 milioni di euro destinati al comparto agricolo nazionale, la quota riservata all’Abruzzo dipenderà dalla capacità del territorio di recepire e attuare le direttive europee.

È quanto emerso questo pomeriggio nel corso dell’incontro con le associazioni di categoria, organizzato dal Dipartimento Agricoltura.

“Si tratta di un momento importante di ascolto in questa fase in cui stiamo discutendo con le altre regioni le nuove regole del Green deal”, ha spiegato il vicepresidente della Giunta regionale, con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente.

“Abbiamo di fronte una riforma che cambia i pilastri della politica economico-agricola e, più in generale, del greening, e rispetto alla quale sentiamo l’esigenza di preparare e supportare i nostri operatori. Il mondo agricolo abruzzese deve tendere alla qualità, al valore, alla produzione”.

Sul tavolo della discussione l’“Architettura verde”, “un sistema a tasselli che impone un nuovo approccio da parte degli agricoltori – come ha sottolineato il direttore del Servizio Politiche agricole della Regione, Elena Sico – e che deve avere un contenuto di sostanza utile per il territorio. Abbiamo la necessità di alzare l’asticella dei nostri impegni e fare di necessità virtù, vale a dire introdurre una nuova visione e centrare gli obiettivi ambientali indicati dalla Commissione europea. In gioco c’è la possibilità di usufruire di maggiori risorse, che potrebbero restituire una nuova vitalità a un settore strategico della nostra economia, qual è per l’appunto l’agricoltura”.

Particolare attenzione deve essere riservata al segmento della produzione biologica, che in Abruzzo rappresenta l’8,9% contro il 15,6% della media nazionale e del 25% previsto come obiettivo nazionale. Tra i temi affrontati nel corso dell’incontro, la condizionalità rafforzata, la produzione integrata, la gestione del pascolo, la riduzione dell’impiego degli antibiotici nella zootecnia, la gestione del suolo per le colture arboree, la riduzione dell’impiego dei fitofarmaci, l’agricoltura conservativa.

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