ALENIA: AZIENDA ABBANDONATA SUL FIUME BOMBA ECOLOGICA CON UN’ESONDAZIONE?

Autore dell'articolo: Filippo Tronca

16 Agosto 2014 09:04

L'AQUILA – “Dalle macerie del terremoto alle esplorazioni spaziali”. Questo e altro è stato enfatizzato dai massimi rappresentanti delle istituzioni nel dicembre 2013, quando la Thales Alenia Space, azienda di componenti elettroniche e radar e applicazioni utili in ambito spaziale, ha inaugurato all'Aquila, grazie a 42 milioni di euro di investimenti, il nuovo stabilimento nell’area industriale di Pile, in sostituzione di quello devastato dal sisma del 6 aprile 2009, tra il fiume Aterno e la stazione ferroviaria del capoluogo.

Peccato, però, che le macerie della vecchia sede sono rimaste li dov’erano, e con esse molti materiali potenzialmente inquinanti, tra cui, forse, eternit contenente amianto, come si vede nel video reportage di AbruzzoWeb.

L’area non è stata infatti ancora bonificata né fatta oggetto di un intervento di messa in sicurezza e riqualificazione.

Un'omissione non da poco perché lo stabilimento sorge in un area a massimo rischio di alluvione, classificata P4, e un’esondazione del fiume Aterno, come quella del dicembre 2010, potrebbe avere nefaste conseguenze.






Il Comune dell’Aquila ha promesso pugno di ferro nei confronti di coloro che, a seguito del sisma, hanno realizzato casette fai da te nelle aree a rischio esondazione, anche a pochi metri dalla ex Thales.

Non risulta, tuttavia, che abbia avuto la medesima solerzia nel prevenire i potenziali rischi relativi a uno stabilimento abbandonato in riva al fiume.

Ironia della sorte, un altro terremoto, quello della crisi economica, sta investendo anche il nuovo stabilimento di Thales Alenia Space, una joint venture tra la francese Thales (67%) e l’italiana Finmeccanica (33%), dove una buona parte dei 307 dipendenti rischiano la cassa integrazione, a seguito del taglio dei finanziamenti al programma Cosmo-SkyMed, il sistema spaziale per l’osservazione della terra considerato fra i più avanzati al mondo.

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