“ALLA CORTE DI MARGHERITA”: LIBRO DELLA GIORNALISTA AQUILANA PELLICCIONE PROTAGONISTA A PIACENZA

26 Agosto 2022 11:09

L'Aquila - Cronaca, Cultura

L’AQUILA – Aquila, palazzo Margherita e la Perdonanza approdano a Piacenza con l’ultimo libro della giornalista e scrittrice, Monica Pelliccione “Alla corte di Margherita” (Daimon Edizioni).

Il saggio, che il 5 luglio scorso ha aperto i festeggiamenti istituzionali della municipalità aquilana nel Cinquecentenario della nascita di Margherita, ha suscitato interesse per lo stretto rapporto della Duchessa D’Austria con L’Aquila, Roma e Piacenza.

Il quotidiano Libertà di Piacenza ha dedicato, infatti, un’intera pagina al volume e allo stretto rapporto tra L’Aquila e la Madama, che segnò il Cinquecento italiano ed europeo, sepolta nella basilica piacentina di San Sisto.

“Un volume che, per una serie di felice circostanze, è uscito anche in concomitanza con il ritorno delle celebrazioni della Perdonanza Celestiniana nella basilica di Collemaggio ferita dal terremoto del 6 aprile 2009, iniziate martedì e alle quali domenica 28 agosto parteciperà eccezionalmente Papa Francesco – primo pontefice nella storia – per il solenne rito di apertura della Porta Santa”.

“Papa Celestino V per l’aspetto religioso, con la Perdonanza, e Margherita d’Austria, per l’aspetto civico di sviluppo e di rinascita dopo la dominazione spagnola, restano le figure più importanti dell’Aquila”, spiega Pelliccione. La Duchessa d’Austria seppe imprimere all’Aquila, schiacciata all’epoca dalla dominazione straniera, un nuovo impulso inaugurando un’era di rinascita culturale ed economica per la città.

“Una manager d’altri tempi”, la definisce Pelliccione, “con una capacità estrema di coniugare l’aspetto culturale con lo sviluppo economico dei territori che governava”.

Il libro, nel tratteggiare un ritratto completo di una delle personalità più autorevoli del ‘500, racconta anche di Palazzo Farnese progettato dal Vignola per la moglie di Ottavio Farnese, secondo duca di Parma e Piacenza. Le due città emiliane, e Piacenza in particolare, furono “fulcro del suo operato. Margherita fu strumento della strategia politica imperiale. Andò in sposa ai nipoti di due papi: viene descritta spesso come una donna debole, una pedina della politica imperiale in Europa, era figlia naturale di Carlo V d’Asburgo, ma con una tempra forte. S’innamorò perdutamente dell’Aquila, tanto che nel fittissimo epistolario con il fratello Filippo II descrive il paesaggio, le montagne, lo scorcio del Gran Sasso dalla Torre civica, all’epoca alta ben 13 metri”.

Palazzo Margherita, ristrutturato da Geronimo Pico Fonticulano per accogliere la duchessa, che presto tornerà ad essere sede di rappresentanza municipale, è l’emblema del legame con la città dell’Aquila: alla corte di Margherita, dove si parlavano quattro lingue, famosi letterari, scultori, pittori, architetti, musici. Fulcro di cultura e rinascita”.

 

 

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